Lavorare con lentezza

Ammetto, sono una persona abbastanza metodica, beh … il giusto e sopportabile direi!!! Sono affezionata a piccoli gesti quotidiani, uno dei quali è avere notizie su ciò che sta accadendo (tg, web, carta stampata) giusto mentre sto bevendo il mio santo ed irrinunciabile caffè triplo del mattino. Ovviamente è una piacevole tortura (mi sento proprio colta nell’usare gli ossimori!!!), in quanto tutta la mole di “fantastiche notizie” apprese non mi porta certo giovamento. Ci sono poi giornate (o meglio periodi) come questa in cui la bile ti invade e ti senti la testa fumare come una teiera al fuoco!!! E tutto per una notizia accaduta magari chilometri e chilometri di distanza da te, e purtroppo ( specialmente in questi ultimi tempi) nemmeno così fuori dall’ordinario, che però per qualche inspiegabile motivo ti porta a far mille congetture e collegamenti (e intanto continuano a girare … ).  No, non vi elencherò il labirinto di pensieri, vi dico solo che alla fine il tutto si potrebbe concludere con il titolo riportato qui sopra!!! Non so se tutti ne sono a conoscenza ma Lavorare con lentezza è una bellissima ( e tragicomica) canzone di uno fra i più bravi canzonieri del secolo scorso ( tutte le volte mi fa un’impressione dire secolo scorso … mi sento giurassica!!!), Enzo del Re, scomparso poco tempo fa. Una canzone che parla di tempi, lavoro, giustizia e inevitabilmente di società.

Basta, finito lo sfogo. Ma lasciatemi dire che anche un po’ pensando alle sue parole (e alla sua terra, la Puglia) mi è venuto in mente di fare i taralli che, in quanto lentezza e tempo di esecuzione sono un calzanteIMG_20130411_173831 esempio !!!  Ad essere onesta forse sono io ad essere lenta … mi ricordo benissimo che in uno dei nostri giri in terra salentina avevo visto più e più volte (a differenza nostra al sud è normale lasciare le porte aperte sul ciglio di strada, e nessuno si scandalizza se passando ti fermi a guardare) prepararli da vecchie signore. Queste donne, sedute attorno un tavolo di legno enorme, li facevano passare tra le mani ad una tale velocità che quasi faticavi a stare dietro a tutti i passaggi. A mia discolpa non ho un bagaglio di tale  esperienza pratica; ma tempo al tempo …! Ma basta chiacchiere e passiamo ai fatti, e proprio in ricordo di uno di quei forni salentini …

I taralli “cacciapagliesi

Ingredienti:

  • 500 gr di farina 0 (andrà bene anche 00)
  • 150 ml di vino bianco secco
  • 125 ml di olio extra vergine di oliva
  • 1 cucchiaino abbondante di sale fino 

IMG_20130411_173713Devo dire che questi fantastici snack di cui vado ghiotta ( e mi lasciano tranquilla visto che non hanno né lieviti, né latticini vari) sono veramente di facile esecuzione; tutto sta nel non farsi prendere dalla smania di finire il prima possibile, ma lasciare che il tempo giusto vi accompagni. Come prima cosa mettete in una boule (se come me non avete piano di lavoro adeguato su cui lavorare …) la farina leggermente setacciata (in questo caso la lavoro un po’ con la frusta), fate un buco al centro e metteteci vino (meglio non troppo freddo), olio e sale. Impastate, prima con le sole dita cercando di incorporare lentamente la farina  poi con l’intera mano, il tutto per almeno 10 minuti fino ad ottenere un composto omogeneo, compatto (nel caso vi servisse aggiungete poco acqua alla volta) ma abbastanza elastico. Coprite l’impasto e lasciatelo riposare in luogo fresco per mezz’oretta. Trascorso il tempo di riposo riprendetelo e prendetene dei piccoli pezzi grossi come una noce; formate con ciascuno dei piccoli filoncini (non più spessi di un dito  mignolo e lunghi al massimo 10 cm) che richiuderete ad anello, pressando bene. Man mano che procederete alla formazione dei taralli metteteli su un piano leggermente infarinato e coperti con un canovaccio. A questo punto mettete sul fuoco una pentola capiente con acqua, che poi salerete, e aspettate che bolla. Tuffatevi i tarallini non più di 8-10 per volta e appena salgono a galla toglieteli con la schiumarola e metteteli ad asciugare sul “solito canovaccio pulito”. Sarebbe meglio se li lasciaste ad asciugare per 4-5 ore, ma se non riuscite andrà bene uguale, ne perderanno un po’ in fragranza, l’importante è che asciughino bene!!! Anche se vi sembrano bruttini non vi preoccupate (la cottura li aggiusterà) e metteteli su una teglia con carta forno cuocendoli in forno (anche ventilato va bene …tanto non deve lievitare niente) a 180° per 30 minuti circa, quando diventano belli dorati sono pronti.

Si mantengono perfettamente in una scatola di latta, barattolo o IMG_20130412_071135semplice sacchetto alimentare … sempre che non li agguantiate tutti subito!!!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...