Fave dei morti, piccoli biscotti a cavallo tra due mondi.

IMG_20131030_094605“Queste pastine soglion farsi per la commemorazione dei morti e tengon luogo della fava baggiana, ossia dell’orto … Tale usanza deve aver la sua radice nell’antichità più remota poiché la fava si offeriva alla Parche, a Plutone e a Proserpina ed era celebre per le cerimonie superstiziose nelle quali si usava. … Le fave, e soprattutto quelle nere, erano considerate come una funebre offerta, poiché credevasi che in esse si rinchiudessero le anime dei morti, e che fossero somiglianti alle porte dell’inferno. Nelle feste delle Lemurali si spuntavano fave nere e si percuoteva nel tempo stesso un vaso di rame per cacciar via dalle case le ombre degli antenati, i Lemuri e gli Dei dell’inferno.” P. Artusi  

Ho scomodato l’Artusi per darmi una mano nell’incipit di questo post, perché devo dire la verità; ho cercato in tutti i modi di non mettere la parola morte, defunti o sinonimi, ma proprio non ci sono riuscita! Il fatto è che parlare di queste tematiche mi mette di cattivo umore, mi fa venire in mente persone a me care che non ci sono più … e forse ormai sarò strana ma nel ricordo non riesco proprio a essere felice, sento solo una grande mancanza e un desiderio illogico di poterli riavere vicino a me, per raccontargli di tutte le cose che sono successe da quando se ne sono andati.

Sono pensieri forse stucchevoli e banali, ma in questi giorni mi si presentano prepotentemente davanti. Vorrei riuscire ad avere un punto di vista “giocoso” sul tema, ma proprio non mi appartiene. Da piccolina la moda americana dei travestimenti non era ancora arrivata e ci si limitava ad accompagnare genitori e nonni ai cimiteri con ceri, fiori, vasi e altri utensili da giardinaggio … insomma momenti certo poco spassosi. Poi finito il giro, più o meno lungo a seconda di con chi andavi, si tornava a casa e si iniziava a preparare il pranzo in famiglia … e questo invece era, ed è tutt’ora, un momento che ho sempre apprezzato. Non era un semplice pranzo domenicale, più che altro era un modo per tutti di allontanare i brutti pensieri, senza parole o discussioni ma, solo e soltanto nello stare vicini, nell’essere uniti.

E forse alla fine è questo il vero scopo di ogni festività. Pagana o cristiana, europea o americana, non importa; il fine ultimo finisce sempre nella convivialità e nella socialità, che poi, soprattutto per noi italiani, si traduce inevitabilmente con lo stare riuniti attorno ad un tavolo … possibilmente ben imbandito! Ed è proprio a questo tavolo che porterò i miei biscotti, non proprio tipici delle mie zone, ma comunque molto conosciuti (e poi scusatemi ma fare le dita della strega o ossa di vario tipo mi faceva davvero troppo senso … ebbene sì, sono un tipo decisamente impressionabile!!!).

Di ricette e modi per fare questi dolci ne esistono molte verisioni, differenti tra loro per alcuni ingredienti, quantità e forma. Alla fine, come mio solito, ho fatto un mix di ricette diverse, inserito le mandore con la pelle (perché amo il loro retrogusto amarognolo), incrociato le dita e aspettato un buon risultato … che poi, devo dire, è arrivato!

IMG_20131030_110257Fave dei morti (on my way)

Ingredienti (circa 50 pezzi):

  • 200 gr di mandorle spellate
  • 100 gr di mandorle con la pelle
  • 100 gr di farina di grano tenero
  • 100 gr di zucchero semolato
  • 1 bacca di vaniglia (solo semi)
  • scorza di 1 limone (non trattato)
  • 2 uova medie
  • 1 cucchiaino di rum (o altro liquore)
  • 1 pizzico di sale
  • q.b di cannella in polvere e zenzero in polvere (facoltativo e secondo gusti personali)

Iniziate a frullare lo zucchero con i semi di vaniglia in un robot (questo perché non amo mettere lo zucchero a velo in grosse quantità nei dolci), poi tostate per pochissimi minuti le mandorle in un padellino caldo (o in forno se preferite) e tritate anche queste nel robot, aggiungendo uno o due cucchiaini di zucchero, fino ad ottenere una farina. In una ciotola mescolate così tutti gli ingredienti secchi, fate un buco al centro e mettete le uova sbattute leggermente e il rum. Iniziate ad impastare, trasferendovi su di un piano poco infarinato (meglio non di legno). Una volta che avrete ottenuto un composto omogeneo fate una palla e lasciatela riposare qulche minuto, giusto il tempo di prendere una teglia, adagiarvi la carta forno e accendere il forno a 170°-180°. A questo punto iniziate a formare delle palline, grosse quanto una noce più o meno, a forma ovoidale, mettetele sulla teglia e appiattitele (io ho usato la punta di un cucchiaino perché mi piaceva l’idea di inciderle, altrimenti potete farlo solo con le dita). Essendo la pasta leggermente appiccicosa vi consiglio di inumidirvi le mani spesso, così da facilitarvi la lavorazione. Inoltre non vi preoccupate di distanziare troppo i biscotti nella teglia, crescono davvero pochissimo (quasi niente).

Una volta terrminata la pasta infornate i biscotti e cuoceteli per circa 15 minuti, poi estraete la teglia, cospargeteli con altro zucchero (semolato o di canna) e continuate la cottura per altri 5 minuti circa.

Come sempre fate raffreddare i vostri biscotti possibilmente sopra una gratella … e poi gustateli come più vi aggrada. Ps: se tenuti in un contenitore ermetico, o scatola di latta, si conservano bene per una settimana intera (ma non credo ci arrivino … ).

Un abbraccio e buon fine settimana a tutti!

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4 thoughts on “Fave dei morti, piccoli biscotti a cavallo tra due mondi.

  1. Anche nella mia terra si fanno le fave, in tre colori, quelle marroni al cioccolato, le bianche alla vaniglia e le rosa (le mie preferite) al rosolio, però anch’esse di base hanno le mandorle.. e mi piacciono da morire, sono delicatissime e una tira l’altra! Mi piacerebbe provare questa versione che non conosco, chissà che in questi giorni non abbia un po’ di tempo per farle…
    Ciao, Tatiana

    • Anch’io non la conoscevo prima di farla!!! 🙂
      Avevo visto la ricetta per quelle variegate e mi divertiva molto, solo che mi mancavano un po’ di ingredienti, e siccome la mia cucina vive parecchio sul “momento” … Magari invece se facessi le tue potremmo fare uno scambio no?! Un abbraccio e buon fine settimana

  2. Non conosciamo questi biscottini, danno proprio l’idea di non riuscire a fermarsi… uno dietro l’altro! Buon fine settimana :-* ficoeuva

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