Frittelle di riso e uvetta. Il Carnevale toscano in Liguria.

IMG_20140303_095521Se per risolvere un problema di geometria o matematica serve una determinata formula, una e soltanto una, allo stesso modo per affrontare a pieni voti il momento del Carnevale non si può fare altro che friggere e friggere (rassegnandosi all’odore in casa e su voi stessi e lasciando perdere tutte le convinzioni salutistiche)! Non importa che siano chiacchere, castagnole o frittelle, il risultato finale deve assolutamente essere passato per olio sfrigolante più una generosa dose di dolcezza zuccherosa.

Ora, benché l’eccellente arte del fritto in famiglia si sia bruscamente arrestata alla generazione delle mie nonne, loro sì abili in tale cottura, per questo Carnevale mi sono voluta lanciare nell’impresa. E siccome dalle mie parti le frittelle di riso toscane non sono per niente conosciute, ho voluto deliziare la mia famiglia preparando queste piccole e fantastiche bontà.

IMG_20140303_080256All’inizio ammetto che, causa pochissima esperienza in questo campo, l’ansia da  prestazione era davvero tanta, poi ho tirato un bel respiro, mi sono infilata la maschera della massaia provetta e, forse potere della suggestione o clamorosa botta di “chiulo”, tutto é andato magnificamente bene! Beh, devo dire che i punti di partenza da cui ho tratto la ricetta (con una minuscola variante), il post di Giulia e il manuale dell’Artusi, davano una notevole certezza di base, e poi l’aiuto della mamma non é stato da meno.

Insomma morale della favola se siete più di quattro raddoppiate tranquillamente la dose … altrimenti non vi basteranno mai!!!

Ps: essendo la prima volta non ho voluto azzardare, ma prometto che al prossimo giro tenterò la versione milk free, utilizzando il latte di soja (o di riso giusto per stare in tema). Anzi se qualcuno in ascolto si volesse cimentare nell’esperimento mi faccia sapere 😉

IMG_20140303_125411Frittelle di riso toscane

Ingredienti (dosi per circa 50-60 frittelle):

  • 1 l di latte intero
  • 150 gr di riso a grana grossa (tipo originario)
  • 50 gr di uvetta sultanina
  • 3 cucchiai di rum
  • 3 cucchiai circa di farina 0
  • 3 cucchiai di zucchero semolato + q.b per spolverare
  • 3 uova medie (biologiche e tipo 0)
  • scorza di 2 limoni (o 1 e mezzo se grandi)
  • 1 baccello di vaniglia (anche solo la parte esterna senza semi)
  • 1 pizzico di sale fino
  • 1 l di olio di semi di arachidi

Iniziate partendo dalla sera prima in cui avrete programmato di friggere. In una pentola abbastanza capiente mettete il latte, il riso, il baccello di vaniglia tagliato a metà e la scorza di 1 limone (tagliatela con il pela patate cercando di non prendere la paste bianca). Bollite il tutto a fuoco molto basso e girando spesso per circa 40 minuti, o almeno finché il latte non si sia quasi del tutto assorbito, ma non completamente, e il riso tenda quasi a disfarsi. Una volta cotto, eliminate la scorza e la vaniglia, trasferite in una ciotola, coprite a contatto con della pellicola e lasciate raffreddare completamente, passando poi il tutto in frigo. Il giorno seguente riprendete la ciotola, mettete a bagno l’uvetta in acqua tiepida (che poi scolerete e strizzerete un po’) e separate i tuorli dagli albumi. Montate questi ultimi a neve con un pizzico di sale, poi mettete da parte e mettete su la padella con l’olio per friggere. Nella ciotola del riso aggiungete i tuorli leggermente sbattuti, mescolate brevemente e poi unite la scorza grattugiata del restante limone e tutti gli altri ingredienti compresa l’uvetta. Mescolate bene e nel caso aggiungete poca farina qualora l’impasto fosse troppo liquido, ma poca mi raccomando, più ne metterete più le vostre frittelle risulteranno dure. Come ultimo passaggio unite gli albumi montati a neve, poco alla volta e con movimenti dal basso verso l’alto. Una volta pronto il composto e l’olio giunto a calore ottimale (con il termometro circa 170°-180°, come me e quindi senza provate a mettere uno stuzzicadenti nell’olio, se si formano subito delle bollicine allora vuol dire che é pronto) iniziate a friggere le vostre frittelle. Aiutatevi con due cucchiaini, facendo cadere il composto di riso nell’olio bollente; friggetele poche alla volta per qualche minuto, girandole spesso e mantenendo la fiamma non troppo alta altrimenti si bruceranno subito senza cuocersi all’interno. Quando risulteranno belle dorate, scolatele dall’olio, mettetele su un piatto con della carta assorbente e poi ancora calde passatele nello zucchero semolato.

Da consumare preferibilmente ancora tiepide, ma nel caso le preparaste il giorno per la sera potrete sempre dargli una ripassata nel forno, per pochissimi minuti. Fidatevi che tutti le apprezzeranno molto e, vi domanderete come diavolo ha fatto tutto quell’impasto e tutto quel tempo a volatilizzarsi in così pochi istanti!!!

Buoni scherzi a tutti e buona settimana

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7 thoughts on “Frittelle di riso e uvetta. Il Carnevale toscano in Liguria.

  1. Il tuo post mi fa commuovere… le frittelle! La mia nonna starà friggendo come se non ci fosse un domani e continuerà a farlo fino al compleanno del nonno, ovvero per 1 mese intero.
    Le tue mi sembrano venute alla perfezione, sono piaciute in famiglia? immagino di si!

    • Le frittelle delle nonne non si battono!!! Hanno sempre quella marcia in più. Però le mie non erano male; anzi forse sono state anche troppo aprezzate visto che non sono riuscita a farle arrivare a tutti … mi sa che tocca replicare 😉

  2. Oddio bone le frittelle di riso!! Mia mamma le fa enormi, esagerate, grandi quasi quanto piattini da caffè, mentre qui a Firenze le fanno piccine picciò, meno di una noce…ma in ogni caso, le adoro!! Brava, che ti sei lanciata nel fritto…io mi sono affidata al mio forno di fiducia… 😉

    • Capisco … la tentazione era tanta anche qui … ammetto!!! Beno male che ogni tanto essere “capa tosta” ha i suoi vantaggi 😉

  3. buone le frittelle di riso!!!
    sarà che quelle le ha sempre fatte la nonna, nè io nè mia mamma ci siamo mai cimentate.. ma mi riprometto di farlo per il prossimo Carnevale : ))
    a dire il vero sono più una da frappe, la sfoglia croccante, il rumore secco, lo zucchero che sbuffa ad ogni morso…. ma le frittelle di riso, le castagnole e le ciambelle e le bombe a casa mia erano d’ obbligo in questo periodo!
    ah, per la precisazione.. noi si frigge due volte l’ anno: Carnevale e Vigilia di Natale… ma quando lo facciamo lo facciamo per bene!!!!
    bacio grande!

    • Sai anche il mio palato ama molto di più le consistenze “sgranocchiose”. E per il fritto, mi sembra di aver fatto capire che non sta proprio nelle mie corde, ma come si suol dire … quando ce vo, ce vo (compreso anche il periodo pasquale … e così da me fanno tre)!!!
      a presto e buona serata

  4. mamma che bontà! io non amo il fritto e soprattutto friggere però una, due, tre…di queste le mangerei proprio! devo assolutamente ricordarmi la ricetta per il prossimo Carnevale…

    bacioni
    Silvia

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