Pane dolce con cacao, cioccolato e uvetta.

IMG_20140309_075121Mi ricordo che quando ero piccola le merende e le colazioni erano quasi sempre costituite da un elemento base, il pane. Si poteva trasformare in uno spuntino salato come il classico panino con prosciutto o mortadella, anche se spesso in terre liguri si tende a sostituirlo con la focaccia, oppure una semplicissima fetta di pane con olio, sale e aceto. Ma dal pane si poteva arrivare anche ad un dolce momento; burro quasi mai (che da me si usa davvero poco) ma spesso accompagnato da una generosa cucchiaiata di marmellata, o cioccolata, ma non quella conosciuta che inizia per N … proprio un pezzo di tavoletta di cioccolata che veniva piazzata sopra la fetta di pane o più garbatamente alternando un morsetto di uno e dell’altro. Oppure ancora più semplicemente pezzettoni di pane raffermo (ma anche focaccia … e non torcete il naso, vi assicuro che é cosa libidinosa) intrisi in una mega tazza di caffè latte … e lì vai giù di pappetta che ai bambini piace un monte!!!

Insomma erano spuntini semplici, di poco costo, preparati sul momento (e io adoravo vedermi preparare la merenda, l’aspettativa della bontà cresceva esponenzialmente con l’attesa) e mai confezionati o incartati.

Spesso per il fatto di non aver mai assaggiato molte merendine, anche le più classiche, vengo presa in giro … mi dicono che forse arrivo da un altro pianeta, e chissà che triste infanzia devo aver trascorso!!! Forse hanno ragione, ma alla fine sapete che vi dico: che un pochino e in silenzio ne vado fiera. Spero che in un futuro riuscirò a mantenere tale approccio al cibo anche con i miei figli o con chiunque si unisca alla mia tavola, ringrazio moltissimo la mia famiglia per avermi cresciuto così e ammiro tutte quelle mamme che combattono per far crescere i loro bambini (ma anche loro stesse) in un modo più sano e giusto possibile … a dispetto di tutte le manovre di vendita e mercato ingannevoli e fuorvianti, di cui è bene non fidarsi mai!!!

IMG_20140309_074149A tutte loro e in ricordo delle merende e colazioni buone e sincere dedico questo pane. Un pane dolce, ricco di profumi e sapori che può benissimo essere consumato così al naturale o unito a marmellate (magari di arance …) o, per essere goduriosi fino in fondo, ad una super spennellata di cioccolata!!!

Ovvio, è un pane che si discosta un po’ dalla semplice fetta della pagnotta del giorno prima, ma che comunque conserva tutta la sua semplicità e genuinità.

Per la ricetta mi sono affidata al libro (ormai consunto dall’uso) Come si fa il pane di E. Hadjiandreou. Ho mantenuto invariato quasi tutto, tranne l’aver aumentato la dose di cioccolato (per me fondente) a discapito di quella dell’uvetta, ma solo perché in caso avevo più di uno che dell’altro, e utilizzato il lievito di birra … per il lievito madre si deve pazientare ancora! Quindi se vi voleste affidare all’originale calcolate 200 gr di uvetta80 gr di gocce di cioccolato al latte e 170 gr di lievito madre. Per il resto è tutto uguale identico

IMG_20140309_074618Pane dolce con cacao, cioccolato e uvetta

Ingredienti:

  • 330 gr (circa) di farina 0
  • 250 ml (circa) di acqua tiepida
  • 7 gr di lievito di birra fresco
  • 1 cucchiaino di malto d’orzo (o miele)
  • 1/2 cucchiaino di sale fino
  • 20 gr di cacao amaro in polvere
  • 150 gr di cioccolato fondente tagliato grossolanamente
  • 50 gr di uva sultanina (leggermente ammollata e già strizzata)

Iniziate sciogliendo il lievito nell’acqua in una ciotola grande. In una ciotola più piccola mescolate la farina e il cacao. Unite questi ultimi all’acqua con il lievito sciolto, mescolare brevemente e poi aggiungere il sale, il malto, il cioccolato e l’uvetta.  Mescolate il tutto finché il composto sta assieme, aggiungendo acqua o farina nel caso fosse o troppo solido o troppo liquido. Coprite poi con la ciotola più piccola e aspetta 10 minuti. Iniziare a lavorare l’impasto con intervalli di 10 minuti ciascuno (il metodo è uguale a quello utilizzato per i grissini, nel post qui), per 4 volte di seguito. Poi coprite e fate lievitare fino a raddoppio a temperatura ambiente. Una volta lievitato sgonfiate leggermente l’impasto, trasferitelo su di un piano da lavoro infarinato, pirlatelo e mettetelo nel cestino di bambù ben infarinato (nel caso non lo aveste potete utilizzare un normale scolapasta coperto da un telo umido e ben infarinato, in cui metterete il pane a lievitare), coprite con un telo e lasciatelo lievitare fino al raddoppio del volume (circa 3 ore) dentro al forno spento. Una volta lievitato, accendete il forno a 240°, lasciate dentro la teglia che userete per il pane e posizionatene una più piccola sul fondo. Giunto a temperatura tirate fuori la teglia per il pane, copritela con carta forno e rovesciatevi delicatamente il pane, spolveratelo di farina e praticate delle incisioni (a croce o come più vi piace) con un coltello seghettato o una lametta apposita. Velocemente versate una tazza d’acqua nella teglia sul forno del forno, infornate il pane e abbassate la temperatura a 220°. Cuocete il vostro pane per circa 40 minuti, controllate la cottura dandogli un colpetto sul fondo e verificando che suoni come se fosse vuoto. Una volta cotto trasferitelo sopra una gratella e lasciate che si raffreddi mantenendolo però dentro il forno spento e leggermente aperto.

Aspettate a tagliarlo fino al completo raffreddamento, non fate come la sottoscritta … altrimenti si romperà tutto!!! Io vi avverto, già così è fantastico, sia a colazione che a merenda … ma poi nulla vieta di “condirlo” ulteriormente seguendo il proprio cuore!!!

Buona settimana e buone sani e dolci merende o colazioni  a tutti

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24 thoughts on “Pane dolce con cacao, cioccolato e uvetta.

  1. No va beh! non puoi farmi questo… sono quasi pronta per andare a letto e già avrei voglia di alzarmi ed impastare… il tuo pane é un sogno! quando hai pronunciato la parola magica “marmellata di arance” ho avuto quasi un mancamento! io non sono molto brava con il pane, ma ce la sto mettendo tutta. Vediamo cosa combino. 10 gr. di lievito di birra vanno bene per sostituire il lievito madre? che dici?

    • 🙂 giuro che non l’ho fatto apposta!!!
      Allora nella ricetta ho usato il lievito di birra (fresco), ne ho messi 7 gr perché tento sempre di usarne il meno possibile, ma anche 10 penso proprio vadano bene … ti diminuirà di un po’ il tempo di lievitazione. Senti secondo me potresti sfruttare la notte e fare sogni di impasti magici …
      Dai prova, è molto facile anche nella lavorazione.
      Fammi sapere e cmq per chiarimenti sono a disposizione. Un abbraccio e tanti bei sogni!

      • no no sono io che non sono normale e dormo troppo poco, in più abbiamo l’ora legale e quindi per un po’ siamo lontani solo ( solo…) 5 ore. Il tuo pane lo provo, mio marito sta cercando di bandire i carboidrati, ma già sa che sono, nel caso, pronta a divorziare. Giammai! anzi mi comprerò pure il cestino di bambù a chinatown!
        Ti faccio sapere, grazie mille!

  2. Pane e cioccolata (in tavoletta) è una delle cose più buone del mondo!! Io ho ritrovato lo stesso sapore nella torta di cioccolato e pane raffermo che ho proposto qualche tempo fa…e questo tuo pane deve rientrare nella famiglia!
    Ma ho una curiosità: perché cerchi di usare meno lievito possibile? E’ poco digeribile? Fa male?

    • Intanto ti comunico che la tua torta di pane l’avevo già bella che appuntata … 😉
      E poi diciamo che tendo ad usarne poco, o meglio lo stretto indispensabile, perchè sì, in effetti è più digeribile, meno acido e più salutare. E poi non é vero che con un grosso quantitativo di lievito svilppa di più, lo fa solo più in fretta. Però queste sono delle fisse mie … della serie ognuno ha i suoi tarli e manie!!!
      Un abbraccio e buona giornata

      • No, certo…di manie ne so qualcosa figurati!! 😉
        E’ che non sono esperta di lieviti e quindi ero curiosa…
        Grazie e buona giornata anche a te! 🙂
        Alice

  3. noo… spettacolo! e mi hai dato anche le quantità per il lievito madre…ti adoro!!! come adoro questo pane che credo preparerò molto presto
    anche io sono cresciuta praticamente senza merendine e vorrei che mio figlio facesse lo stesso imparando a distinguere i sapori genuini da quelli artificiali…solo che la pubblicità mi frega! guarda uno spot di una merendina oscena o dello yogurt con gli smarties (che non ha mai assaggiato per fortuna) e poi mi dice ‘mmh…buono’ mettendosi la manina nella guancia
    io continuo a dirgli che quel dolcino non è buono e che fa venire i denti neri…
    e abbiamo solo due anni! duro lavoro ma non mollo

    un abbraccio
    Silvia

    • Sai sono convinta che abituando ed educando i bambini all’assaggio di determinati gusti e sapori li possa aiutare ad districarsi tra il groviglio di offerte e tentazioni di ogni sorta. Credo che possano essere loro stessi poi ad evitare certi alimenti, un po’ come è successo a noi. Quindi non mollare che i tuoi semini daranno buoni frutti … e poi fagli assaggiare questo pane e vedrai 😉
      ps: tieni presente che Hadjiandreau usa un LM liquido, quindi vedi di regolarti in base al tuo. Baci

  4. Meraviglioso questo pane!
    Sai, anche a casa mia le merendine erano “bannate” come direbbero oggi.
    E meno male, come te son cresciuta con pane e cioccolato, le genuine torte di mia madre o i biscotti integrali della vicina.
    Che infanzia triste e derelitta, siamo state decisamente fortunate!
    Un abbraccio e buona giornata 🙂
    Lou

  5. Obbuondio….ora so cosa fare con i prossimi avanzi di pasta madre!
    Anche io ricordo le mie merende di bambina, quelle estive nella campagna molisana, con mia nonna che spalmava marmellata fatta in casa sulle fette di pane. Lei si era fatta tentare dalle modernità confezionate e una volta a settimana quella N… di cui parli finiva sopra le nostre fette, e chiaramente, come succede con ogni buona droga, io e mio fratello l’attendevamo con impazienza quel giorno della settimana! Fortunatamente queste tentazioni non hanno avuto la meglio su una cucina ancora vicina alle origini e poco raffinata, nel senso brutto del termine. La mia infanzia ha conservato una certa dose di genuinità alimentare, allora era più facile, e credo debba essere molto dura per le mamme e nonne di oggi nutrire un figlio consapevolmente nonostante le feste dei compagni di classe organizzate nei MacDonalds. Massimo rispetto e sostegno per tutte!

    • Ma sai che la mia avventura con la crema di nocciole molto nota è stata ancora più clandestina. Mi era “concessa” di straforo solo quando restavo a dormire dagli zii, oppure alle feste di compleanno, che allora seppur condite di qulache buona e doverosa schifezza qua e là, erano sicuramente meglio di quelle organizzate nei Macshifoni!!! Un abbraccio e spero che il tuo trasloco sia indolore e liscio come l’olio ( … quello vero senza sofisticazioni) 😉

  6. da qualche anno sono anche io nel vortice del pane. è diventato un rito, un’ ossessione, un’ esigenza, una cura per i miei nervi tesi.
    non ne ho ancora mai fatto uno col cacao e col cioccolato. se è come il tuo, lo devo assolutissimissimamente mettere nella mia to-do list!!!
    bacione!!

  7. Eccomi qui di nuovo… questo commento é un dovere. Ho fatto questo pane. Sono esaltata ai massimi livelli, é paurosamente buono! grazie mille per questa ricetta. Ho sostituito il miele con lo sciroppo d’acero e l’uvetta con i mirtilli rossi secchi. Grazie mille Martina!

  8. Ah, ma qui giochiamo sporco, eh!!
    Anche io ho mangiato ben poche merendine in vita mia.. e le mie merende tipo erano pane, burro e zucchero oppure pane e pomodoro (in estate).
    Quindi ti capisco, assai.. e questo pane mi ha fatto innamorare, quindi lo proverò prestissimo!

    • Sporchissimo 😉
      Devi provarlo! E’ davvero buono buono, ma ti avverto che poi non si torna più indietro …
      un abbraccio e buona giornata (e buona primavera)

    • Mi fa molto piacere che siano apprezzate, anche se sulle foto avrei molto da discutere …. :).
      Grazie di essere venuto a trovarmi e buona giornata

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