Carciofini sott’olio.

carciofini sott'olioSguardo rivolto verso il tavolo, la cassa dei carciofini sulla sinistra ancora intatta e i primi raggi del giorno che entrano a fasci dalla finestra.

Con il profumo del limone spremuto e quello dell’aceto che invade la cucina inizi a pulire. Prendi un piccolo carciofo nella mano, il coltello nell’altra e cominci a viaggiare.

Pensi a quanto detesti slogan del tipo “pronto in un lampo“, ” veloce e facile” e “in meno di tot minuti”! Ma perché diavolo ci si deve per forza adattare a questa velocità ininterrotta ed esasperata?! Pensi a quanto tempo hanno impiegato questi piccoli fiori spinosi a crescere e a quanto altrettanto tempo hanno impiegato le mani a raccoglierli; certo non é stato questione di minuti! Pensi anche che la quantità di quello fatto sembra sempre meno di quello ancora da fare, ma non ti devi voltare, e questo potrebbe essere un insegnamento di vita.

IMG_20140508_082051Poi ad un tratto ti ritrovi catapultata nella cucina della tua nonna, durante il periodo delle conserve, quando ancora le sue gambe le permettevano di restare a lungo in piedi senza problemi. Improvvisamente ti ricordi tutto di quella cucina, fatta dal nonno su misura, apposta per lei. Vedi la verdura per la giardiniera sparsa un po’ ovunque (perché mentre cucinava, ma ciò vale tuttora, l’ordine non era sicuramente tra i suoi pensieri), il tavolo sommerso da barattoli di ogni forma e misura, un numero imprecisato di coltelli e taglieri, il passino senza un appoggio pronto all’uso, specialmente quando si trattava di fare la passata di pomodoro, montagne di sale grosso quando a giugno si mettevano sotto le acciughe e due enormi pentoloni sovrastare il fornello … quelli onnipresenti.

E lei lì con il suo grembiule annodato, intenta a muoversi tra tutto quel marasma di oggetti e pulire le ultime carote rimaste, china sul lavandino. Un po’ come te ora, che sfogli pazientemente carciofi come fossero pagine di un libro pieno di ricordi.

Ps: nella ricetta ho messo volutamente una bassa quantità di aceto, non volendolo poi sentire dopo come gusto predominante. Nel caso contrario voi potete invertire tranquillamente la dose con l’acqua. Gli odori utilizzati possono essere sostituiti in base al proprio gusto, avendo cura però di utilizzare sempre quelli secchi.

carciofini sott'olioCarciofini sott’olio con aglio e odori

Ingredienti (per circa 1 kg di prodotto):

  • 4 kg di carciofini
  • 1 l di acqua
  • 600 ml di aceto di mele
  • 1 limone
  • 4 spicchi d’aglio (uno per barattolo)
  • foglie di alloro
  • q.b di maggiorana e timo
  • 1,5 l circa di olio evo, per me pugliese (o di altro tipo ma in ogni caso di buonissima qualità)
  • 1 presa di sale grosso

Iniziate pulendo i carciofini dalle foglie esterne più dure (magari munitevi di guanti … onde evitare di ritrovarvi poi le mani completamente macchiate) e man mano che li pulite tuffateli in una capiente ciotola con acqua e limone per non farli annerire. In una pentola capiente versate poi l’acqua e l’aceto e portate sul fuoco, quando inizia a bollire mettetevi la presa di sale grosso e tuffatevi i carciofini. Cercate di farlo a più riprese, cuocendoli pochi alla volta per circa 5 minuti a fiamma vivace e scolandoli poi con una schiumarola. Adagiateli sopra un panno pulito e lasciateli asciugare bene. Una volta asciutti e scolati iniziate a metterli nei vostri barattoli (precedentemente sterilizzati ) alternando i vari strati con l’aglio tagliato a spicchi e gli odori, stando attenti a lasciare qualche cm dal bordo. Pressateli delicatamente e versatevi a copertura l’olio. Attendete qualche minuto e se i carciofini dovessero salire, aggiungete altro olio. Chiudete ermeticamente i vasetti (io ho fatto anche una seconda sterilizzazione) e conservateli in un luogo fresco e asciutto, possibilmente al riparo dalla luce. Anche in questo caso, come tutte le altre conserve, aspettare qualche settimana prima del consumo garantirà un miglior risultato all’assaggio finale.

Ma se non riuscirete proprio a resistere 2- 3 settimane andranno bene 😉

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19 thoughts on “Carciofini sott’olio.

  1. Mi piacciono da morire i carciofini anche se non ho mai cucinato un carciofo in vita mia….eh sì, ho questa grave carenza, ma l’idea di sprecare così tanto prodotto mi fa piangere il cuore e quindi non li ho mai fatti…. Chissà come sono buoni preparati in casa!!!
    Un bacio!

    • Ti risponda da amante dei carciofi mangiati in tutti i modi e maniere … crudi in primis!
      Devi, devi farli! E poi le foglie di scarto puoi usarle per fare un brodo, per aromatizzare l’acqua dove bollirai la pasta (che condirai con i carciofi stessi), puoi bollirli e farne un passato di carciofi (con passaverdura non frullino ad immersione) oppure un patè con altre verdure o aromi … e poi in ultima risorsa c’è sempre il compost per quelle troppo dure! Dai dimmi che un pochino ti ho convinta?! 🙂
      Un abbraccio anche a te e buona giornata

    • Si ogni tanto si sente troppo. Molto dipende anche dalla qualità dell’aceto stesso. E poi l’aceto di mele (e uso sempre solo quello) è molto più delicato rispetto ad altri.
      Ma poi alla fine stiamo sempre parlando di gusti personali 🙂

  2. Ho scoperto di adorare i vasetti per varie ragioni, spesso emotive: si possono catturare sapori a cui siamo legati, da ritrovare anche a distanza di tempo; possiamo fermare i colori che vogliamo, senza paura che svaniscano o sbiadiscano; proteggono i nostri cibi preferiti, a cui teniamo di più; sono come un cassetto, in fondo, in cui al posto della chiave c’è un tappo che svita ricordi; alimentano la dispensa, che somiglia alla speranza o al pozzo dei desideri in cui allunghi una mano e stringi di sicuro qualcosa di concreto…
    I carciofini accompagnano tanti pranzi estivi e aperitivi qui, insieme a pecorino e pizza bianca. Immersi nell’olio con le mie mani non li ho mai messi, o meglio, non li ho “ancora” messi… amo la parola “ancora”, perchè dilata il tempo e crea aspettativa.

    • Un barattolo magico che brilla dentro l’antachiusa della dispensa. Qundo lo apri non sai mai dove ti potrà portare, ma forse il bello è proprio questo.
      “Ancora” parola controversa, che però quando è legata all’aspettativa diventa fonte di vita ed energia.
      Già immagino il tuo piccolo aiutante come si potrebbe divertire con tali preparazioni 🙂

    • DI niente, per me é un piacere sapere che le mie ricette prendano vita al di fuori di queste mura.
      Allora buon lavoro e fammi sapere com’é andata.
      A presto

  3. È anche il tempo impiegato a farle che dà valore alle cose. E questi carciofini sono senz’altro preziosissimi. 🙂
    Anche a me non piace quando si sente troppo il sapore di aceto. In generale io non lo uso molto, ma stavo proprio pensando di provare quello di mele, che non conosco e mi incuriosisce molto…

    • Io (che amo l’aceto in modo assoluto) uso solo quello, l’aceto di vino lo trovo troppo agressivo. Ovvio anche il balsamico mi piace molto, ma insomma non è proprio economico (almeno quello vero) …
      Provalo e poi mi dirai

  4. fantastici! e fantastica l’immagine della nonna che si muove nella cucina in disordine…

    sono anche io in procinto di mettere i carciofini sott’olio…i miei suoceri hanno un po’ esagerato ed ora ci ritroviamo con qualche centinaia di carciofi da mondare e mangiare…per i sott’olio aspetto ancora qualche giorno quando le piante avranno dato il massimo e resteranno solo gli ultimi più piccini

    • Una montagna di carciofi che attende … il mio sogno!!!
      Certo che se poi dovessi metterli tutti sott’olio allora il discorso sarebbe un po’ diverso 😉
      Beh allora non mi resta che dirti buon lavoro e buona carciofata!

  5. Non ho bottarga da offrire, al massimo sciroppo d’acero purissimo e il prezioso burro… puo valere come baratto? Adoro i carciofi, quelli piccolini sott’olio diventano una vera e propria droga!

    • Ma certo cara, ogni dono è ben accetto.
      E poi se diventa questione di dipendenza allora te ne spedisco subito uno e completamente gratis 😉

  6. Come arrivo tardi, alla vigilia del prossimo post…sono passata ieri, ma qualcosa mi ha portato via dai tuoi bellissimi carciofini e dai tuoi racconti a metà strada, mi sono rimasti in testa fino ad ora!
    Chissà se riuscirò a farli anch’io questa primavera, forse è già troppo tardi e gli impegni sono tanti. E lo sai che neanche io sono una fan del “pronto in 5 minuti”, per certe cose ci vuole tempo, calma, pazienza e presenza. Soprattutto nel momento in cui “Pensi anche che la quantità di quello fatto sembra sempre meno di quello ancora da fare, ma non ti devi voltare” e questo sì, sono d’accordo con te, potrebbe assolutamente essere un insegnamento di vita.
    A domani allora, aspetto di vedere che combini con quelle belle perline verdi 🙂

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