Latte di mandorla.

latte di mandorlaA sei anni la piccola aveva cominciato a lavorare nelle squadre di menullare. Era tra le più giovani, nessuna era brava come lei: si dava da fare con concentrazione e caparbietà, pronta ad aiutare le altre e a imparare. I suoi ditini non perdevano una mandorla, un’oliva, un pistacchio, come se i polpastrelli avessero occhi. Li scovava tra le zolle di terra dura, in mezzo alle pietre, nei rovi. Dove passavano quelle piccole dita minute non restava bacca o frutto da raccogliere, né per terra né sui rami, senza paura si arrampicava sugli alberi alti per staccare le mandorle più difficili, quelle che non vogliono cadere sotto i colpi delle bacchette.

La menullara, S. Agnello Hornby

Una vecchia lattiera piena di mandorleAvere del tempo a disposizione per dedicarmi totalmente ad un singolo lavoro è ciò che più mi appaga.

Iniziare dal primissimo movimento, analizzare ciò che si ha tra le mani, quasi volessi imprimere l’immagine di ciò che poi non sarà più. Il passare delle ora sono scandite non dalle lancette ma dalla trasformazione della materia, e più questa muta davanti ai tuoi occhi, più tu vi entri dentro, comprendendola fino alla sua più piccola particella, rubandogli l’anima.

mandorle a riposoAlla fine dalla trasformazione di rendi conto di quante ore sono passate, ma non per il lavoro in se, quello ne hai fatto fin poco; te ne rendi conto perché i rumori della giornata sono cambiati, come la luce e la temperatura. E i tuoi desideri sono mutati, se prima desideravi osservar tale magia operata in silenzio, ora avresti solo voglia di condividere con altri questo piccolo tesoro che hai davanti … un nettare bianco, di sua natura dolce e profumato come le rosse terre del sud a cui tanto sei legata.

mandorle ... quel che resta.Nota: Come avrete intuito questa è una ricetta che richiede poco lavoro ma vari passaggi con varie ore di riposo tra l’uno e l’altro (o almeno per come l’ho scelto di fare io, seguendo quasi fedelmente il post di Viviana … decisamente brava e competente in materia). Cercate di avere pazienza, rispettare le tempistiche e i piccoli dettagli. Come sempre optate per una scelta di materia prima di buona qualità e di cui potete verificare la provenienza. Le miei erano mandorle arrivate direttamene dalla Puglia (che ormai lo sapete che tra me e la terra salentina corre da molti anni un filo bello stretto 😉 ) ma ovviamente anche le mandorle siciliane o calabresi saranno una scelta ottimale!

Latte di mandorlaLatte di mandorla fatto in casa

Ingredienti ( per circa 1L di prodotto finito ):

  • 300 gr di mandorle spellate (lasciate in acqua bollente per qualche minuto, spellate e fate asciugare)
  • 6 mandorle con la pellicina
  • 2 cucchiaini di miele millefiori (o zucchero)
  • 1 L di acqua
  • Utensili necessari:
  • robot da cucina abbastanza capiente (altrimenti mortaio, pestello e tanto tanto olio di gomito)
  • un pezzo di garza grande o tovagliolo di lino o cotone (molto meglio se non lavato con detersivi)
  • brocca o ciotola grande
  • bottiglia sterilizzata da 1L
  • spago da cucina (o di altro materiale naturale)

Iniziate mettendo le mandorle nel robot, aggiungete 500 ml d’acqua, il miele e frullate fino ad ottenere una consistenza omogenea. Lasciate riposare il tutto per circa 30 minuti e poi filtrate, attraverso la garza e strizzando bene con le mani, il liquido nella ciotola e mettetelo da parte. Rimettete le mandorle frullate nel robot, aggiungete la restante acqua e frullate nuovamente. Fate riposare così per altri 30 minuti e poi filtrate il tutto nella ciotola contenente il liquido fatto in precedenza. A questo punto chiudete la garza contenente le mandorle con lo spago, come per formare un fagotto, ed immergetelo nella ciotola con il liquido. Lasciate riposare così per circa 3 ore, dopodiché strizzate le mandorle molto bene ed energicamente, facendo ricadere il liquido nella ciotola. Rimettete nuovamente il fagotto con le mandorle nel liquido ottenuto e lasciate riposare ancora per 3 ore. Ripetete quest’operazione per altre 2 volte, poi filtrate e strizzate molto bene (potete anche farvi aiutare da mani più possenti nel caso ), travasate il vostro latte di mandorla nella bottiglia e conservate in frigo.

Mi raccomando le mandorle rimanenti, ormai ridotte a farina grossolana, non buttatele! Potete utilizzarle per preparare biscotti, pani, panature di piatti salati, pesti di vario tipo, dolci e torte  di qualsiasi genere, utilizzandole appunto come una farina normale (se riesco la prossima volta vi darò qualche idea in più … se riesco!!!). E anche se non avete il tempo per usarle subito, mettetele in un contenitore e conservatele anche per 1-2 giorni (magari ora, con queste temperature elevate, anche in frigo).

Il latte di mandorla si conserva ottimamente in frigo per 3-4 giorni. E’ ottimo da bere così, anche per i vostri bimbi, semplicemente al naturale, in qualsiasi momento della giornata; ma è anche una valida alternativa ai latti vaccini (il che per una come me non è poco ), da utilizzare nella preparazione di dolci, gelati e granite (e nemmeno vi sto a menzionare la granita di sicula origine!). Insomma è ottimo in mille modi, ma soprattutto (e fidatevi) fatto così non ha nulla, ma proprio nulla, a che vedere con quelli industriali (solitamente smaccatamente dolci) !!! Insomma provate e poi ditemi che ne pensate!

ps: questo latte lo dedico a voi! Sì, sì, proprio a voi! Per aver trovato questi dolci frutti, sfidato il vigile e temuto velivolo controllo e aver, vittoriosamente, portato l’anelato bottino tra le mie impazienti mani 🙂

E come sempre un abbraccio a tutti e buona settimana!!!

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29 thoughts on “Latte di mandorla.

  1. Non mi stancherò mai di dire che si tratta di una preparazione splendida, per me che amo le mandorle e che mal tollero il latte vaccino, ma la tua lo è ancor di più perché rispetta i tempi naturali delle cose, perché richiede amore e dedizione totali in barba alla fretta quotidiana…mi piace a partire dal contenitore del latte, dal ramaiolo in peltro, dalla garza naturale… insomma, è un post che sa di calma e di buono… proverò a rifarlo con i tuoi passaggi e con il miele, che io mai ho usato.
    Un caro saluto,
    Tatiana

    • Non sai quanto mi faccia piacere sentire le tue parole. Hai colto esattamente cio’ che più volevo trasmettere. Mi ricordo del tuo latte di mandorla e forse, se la memoria non mi tradisce, fu proprio quello a farci conoscere! Prova con il miele, anche se così poco penso non influisca molto sul sapore; io l’ho scelto per essere il più naturale e neutra possibile.
      Ti mando un dolce di questi bicchieri e ti auguro buona giornata

  2. Per me che adoro il latte di mandorla e che lo bevo spesso questa è una ricetta preziosa 🙂
    E’ da tanto che voglio farlo, rimando sempre.. ma adesso credo che sia arrivata l’ora di provarlo finalmente ^_^
    Un bacio mia cara :***

    • E’ un po’ lungo da fare ma ripaga mille volte l’attesa, credimi.
      Prova, assaggia e poi fammi sapere.
      Un abbraccio e buona giornata

  3. Oh, Martina, che meraviglia di post! Già nella tua citazione di apertura mi pare di rivederci entrambe, armate di pazienza e dell’entusiasmo di chi facendo impara, mentre ci lanciamo nei nostri raccolti (e poi, magari, in infinite pulizie di bacche :-)).
    E poi il latte di mandorla…sei una piccola strega, è proprio una delle prossime ricette che avevo in mente di proporre! Magari seguirò proprio il tuo procedimento, io normalmente lo faccio in un paio di passaggi veloci, ma tanta cura immagino non sia invano, giusto?

    • Ormai mi sa che un po’ mi hai inquadrata (e forse le nostre menti viaggiano su binari vicini …)!!! Quando vedo preparazioni che contengono più tempo di riposo che momenti di lavoro mi ci butto a pesce. Forse è proprio il poter essere testimone del cambiamento che mi coinvolge così tanto, chissà!
      Ammetto che il procedimento è lungo, ma appaga davvero. Sai mentre spremevo il succo l’aroma mi entrava completamente dentro alla testa, mi è rimasto nel naso anche il giorno dopo e nonostante tutto la farina ottenuta aveva ancora un profumo intenso!
      ps: e a proposito di streghe … chissà che nel prossimo post non ne salti fuori una?! 🙂
      Buona giornata e buona latte!

      • Mi devo aspettare qualcosa per il solstizio, è questo che mi stai dicendo? Io ho già in programma ben 2 raccolti tra sabato e martedì! 🙂

      • Già, già, già!!!
        Ma chi delle due guarderà in alto e chi in basso?!
        A furia di non guardare davanti a noi finiremo con il darci una capocciata!!! Bel modo di incontrarsi sarebbe! 🙂

  4. Che bello quello che scrivi… Si vede che sei una persona che dà valore alla cose, che va in profondità, che ama i dettagli, la calma, lentezza dei gesti… Mi piace tutto questo. 🙂
    Il latte di mandorle credo di averlo assaggiato un paio di volte ma non ne vado matta, ma sarei curiosa di assaggiare questo… E sai che mi hai letto nel pensiero, quando ho visto quella massa tritata ho pensato: “non si butterà mica?!” 🙂
    Complimenti per le foto, sono davvero molto belle!
    Buona giornata,
    Alice

    • Ti giuro che nemmeno io ero una fa del latte di mandorla. Li avevo trovati sempre troppo dolci, stucchevoli per me. Ma ti assicuro che questo non lo è per niente. Certo un po’ dolce lo è, ma è quel dolce naturale, piacevole, che non ti lascia (per intenderci) quella voglia di berci subito dopo una litrata d’acqua fresca!!! Provalo, magari dimezza le dosi per fare un piccolo test. Fammi sapere il tuo giudizio nel caso.
      Intanto ti auguro buona giornata e grazie delle belle parole 🙂

  5. Meraviglia! Tutto, da ciò che scrivi, alle foto, e non ultima alla ricetta. Ho provato a fare il latte di mandorla per la prima volta la scorsa estate e so che è delizioso. Bravissima!

    • Grazie mille!
      Come allora ben sai, oltre ad essere buono è un latte molto versatile, lo puoi utilizzare in tanti modi … magari con la tua ultima goduriosa piadina salata … anche no! Però se vai su una dolce versione, secondo me ci sta bene bene! 🙂
      Una buona giornata e a presto

    • Grazie. Confesso che quella foto è forse una delle prime che mi soddisfa un po’ (il che è una rarità). Quel libro è tra i più belli che lei abbia scritto. E nel caso non lo avessi ancora letto, te lo consiglio!
      Un saluto gridato a lungo .. che arrivi fin là!

  6. Ma lo sai che il latte arriva al momento giusto?L’idea era quella di fare un gelato con latte di mandorla ma stavo temporeggiando un po’ rimandando la preparazione del latte ed ecco che arriva la tua ricetta!La prima foto mi piace tantissimo sa di fresche penombre estive!E poi anche qui trovo un libro: pensa che si tratta di un testo che ho in libreria ma che non ho ancora letto, mio marito l’ha scelto per me dicendomi che forse mi sarei ritrovata nelle atmosfere, adesso grazie alla tua citazione ho una curiosità maggiore!Un bacio e a presto!

    • Non posso che dirti di farlo allora. Il gelato è stato il primo passo dopo aver imbottigliato il dolce succo. Ho optato per una versione senza latticini (nemmeno a dirlo …) e utilizzato anche un po’ della farina rimasta. E’ uscito bene, abbastanza morbido e buono. Ovviamente, però, ti consiglio se puoi una versione “tradizionale” e con pasta di mandorle; penso uscirà decisamente meglio!
      Tuo marito ha scelto proprio bene!!! E’ un libro che cattura, adotto ad una pausa prolungata, di quelle che ti fanno lasciare per qualche ora la tua vita quotidiana … godendoti una fresca penombra estiva 🙂
      Felice come mai di averti sentito, ti auguro una buona domenica e una buonissimo futuro gelato.

  7. Questione di gioco e di pazienza, credo sia questo. Terreno per me fertile, il gioco lo alimento appena posso, la pazienza è una compagna di sfide silenziose con cui mi diverto parecchio… e ci sono sempre conti aperti.
    Giorni fa ho fatto dei ghiaccioli con il latte di mandorle (foto in archivio, presto le libero!) e mi hanno molto soddisfatto. Tutto torna. Anche l’estate, finalmente.

    • Allora resto in attesa di mandorle che rotolano tra stoffe colorate e piene di fiori.
      Resto in attesa del giorno della liberazione, un giorno afoso in cui servirà qualcosa di fresco e ghiacciato … ma riuscirò ad essere tanto paziente?!

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  9. Molte persone mi han parlato tanto del libro che citi all’inizio, dovrò andare a casa di mio babbo e fregarglielo. Sei stata bravissima a fare il latte di mandorle, io da gran sfaticata vorrei comprarmi la macchina che fa tutti “i latti”, la pazienza purtroppo sto ancora cercando di impararla, non è punto il mio forte.
    Chissà, magari arriverà.
    Buona giornata
    Teresa

    • Credimi che nemmeno io sono una paziente, almeno non per tutto … Però quando mi ritrovo a fare certi lavori si compie la magia, tanto è vero che molte volte mi stupisco di me stessa, soprattutto in cucina!
      Se ti viene la giusta ispirazione provalo a fare questo latte perché merita davvero, e per il libro prendilo e leggilo, ti piacerà.
      buona giornata anche a te

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