Salatini speziati; sottotitolo … “non sempre le parole sono vane”.

salatini speziatiEcco qui, un’altra volta! Testa piena e pesante, parole aggrovigliate che non vogliono uscire e restano attaccate in mezzo al petto. Ma non importa perché questa volta ho due punti che voglio condividere con voi e che rimando già da qualche settimana.

Il primo è che ogni promessa è debito; e siccome quando ho fatto il latte di mandorla vi avevo preannunciato una ricetta per utilizzare tutto il rimanente “scarto” (farina granulosa o okara … che dir si voglia), eccone qui una. Dei biscotti salati e speziati, quelli della classica categoria “bruttarelli da vedersi”  (almeno i miei) ma, alla faccia del “anche l’occhio vuole la sua parte”, quanto sono buoni e non smetterei mai di mangiarli e farli! Sono ottimi da sgranocchiare in un momento di fame atavica o per un aperitivo un po’ diverso e tanto più salutare di qui sacchetti in plastica colmi unicamente di litri di “olio di motore” e quintali di sale! Sono molto saporiti e facili da fare, unico accorgimento è che non essendoci burro e uova sono abbastanza delicati nella lavorazione, ma niente di infattibile, giuro!

Il secondo punto riguarda una frase, o meglio un estratto di un libro che ho letto un po’ di tempo fa (e che consiglio vivamente di leggere se ancora non vi è capitata l’occasione ), Geografia commossa dell’Italia intera di Franco Arminio che potete anche trovare qui. E’ una pezzo che molto incarna il mio modo di vedere il mondo, la vita che vorrei, le convinzioni che mi porto dietro giorno dopo giorno, le sensazioni e i pensieri che mi frullano in testa, e che spesso non riescono ad uscire. Forse alcuni di voi l’avranno già vista girare in rete non molto tempo fa (e credetemi che quando l’ho notata mi si è stampato un sorriso in faccia … nemmeno fosse mia ) , ma io ve la riporto comunque …

[ La società della comunicazione altro non è che una gigantesca maschera per nascondere il fatto che non abbiamo più niente da dirci, che non crediamo più agli altri e neppure a noi stessi. In un contesto del genere è veramente penoso vedere come la politica continua a restringere il proprio raggio d’azione spirituale. E’ un esercizio tecnico in cui il cinismo e la mediocrità vengono scambiati per atti eroici. Abbiamo bisogno di contadini, di poeti, di gente che sa fare il pane, di gente che ama gli alberi e riconosce il vento. Più che l’anno della crescita, ci vorrebbe l’anno dell’attenzione. Attenzione a chi cade, attenzione al sole che nasce e che muore, attenzione ai ragazzi che crescono, attenzione anche a un semplice lampione, a un muro scrostato, a una qualunque macchina che passa per strada. ]

Geografia commossa dell’Italia intera, F. Arminio

… come se fosse un augurio, una scintilla, una spia e un segnale … o più nel profondo una parte di me.

Nota sulla ricetta: l’idea per la realizzazione di questi stuzzichini mi è arrivata da Stefania, o meglio conosciuta come Pepi, (un altro fantastico blog che certo non necessita di presentazioni ) e dalle sue lunette salate. Era una ricetta che mi era piaciuta molto e che non ho cambiato poi così tanto; ho solo variato alcuni ingredienti per motivi stagionali ( la carota al posto della mela, perché ora proprio non ci può stare ) e di dispensa e aggiunto qualche spezia  … ma che strano!!! 🙂

salatini speziati senza burro e uovaSalatini speziati con farine miste e semi

Ingredienti (per circa 30 pezzi dal diametro di 5 cm):

  • 100  gr di farina di mais fine (la più fine che trovate)
  • 50 gr di farina di grano saraceno + q.b di supporto
  • 100 gr di carota grattugiata finemente
  • 70 gr di farina di mandorle (per me scarto della lavorazione del latte) o mandorle tritate e ridotte a farina
  • 20 gr di semi misti ( sesamo, lino e papavero)
  • 50 ml di olio evo (per me pugliese)
  • 1 presa di sale fino
  • 1 cucchiaino di cremor tartaro (o normale lievito per dolci)
  • 1 punta di coltello (ovvio che non è unità di misura affidabile ma così ho fatto) di curcuma in polvere
  • 1 punta di coltello di zenzero in polvere
  • 1 punta di coltello di paprica dolce in polvere
  • 2/3 cucchiai (circa) di acqua fredda

In una ciotola o su di un piano di lavoro di marmo unisci le farine setacciate e i restanti secchi. Fai la classica fontana e al centro unisci la carota e l’olio. Con le mani amalgama il tutto aggiungendo tanta acqua quanto basta ad ottenere un composto omogeneo e compatto. Fai il solito panetto e coprendolo con carta forno fallo riposare in frigo per almeno 30 minuti. Intanto prepara una teglia ampia con carta forno e passato il tempo di riposo riprendi l’impasto. Sopra il piano da lavoro leggermente infarinato stendi delicatamente l’impasto ad uno spessore di 3 mm, con le formine scelte ricava i biscotti e posizionali leggermente distanziati sulla teglia. Rilavora gli avanzi di pasta prestando attenzione a non rimpastare il tutto ma semplicemente  compattandolo nuovamente e poi stenderlo con il mattarello sempre al medesimo spessore. Una volta terminato riponi i biscotti in frigo per circa 10-15 minuti. Infine spennellali con un filo d’olio evo, accendi il forno in modalità statico a 160°-170° e cuocili per circa 20 minuti, o almeno fino a doratura. Una volta pronti fateli raffreddare sopra una gratella e poi serviteli.

Come ho detto primo sono un ottimo aperitivo-stuzzichino, mangiati così al naturale o da intridere con salse di vario tipo (magari non troppo piccanti e speziate). Nel caso avanzassero riponeteli in una scatola di latta o in un barattolo ben chiuso e vedrete che si conserveranno croccanti e gustosi per parecchi giorni.

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13 thoughts on “Salatini speziati; sottotitolo … “non sempre le parole sono vane”.

  1. Molto bello. Non mi era capitato di leggerlo… È proprio vero che, tra le tante cose che stiamo perdendo, l’attenzione ha un posto tutto particolare… Mi ci metto io per prima. Spero davvero che queste parole possano accompagnarmi e spingermi ad un atteggiamento più attento e consapevole, sempre. È che a volte costa davvero fatica.
    Per quanto riguarda i salatini…ma perché dici che sono brutti?! A me sono subito sembrati bellissimi, dalla forma perfetta e con tutti quei semini e spezie visibili in superficie che li fanno sembrare saporitissimi!
    Buona giornata Martina! 🙂

    • Sono convinta che tu già ti stia muovendo verso questa linea, e non importa con quale velocità.
      Per i salatini magari, brutti brutti no! Ma nemmeno perfetti o particolarmente “fashion”; ma ad essere onesta non era proprio il mio primo cruccio!!! 😉
      Una buona giornata anche a te e a presto

  2. Grazie mille per lo spunto sul libro, è una riflessione molto interessante, molto discussa, alla qual, piano piano, tanti di noi si stanno avvicinando.
    Rubo un paio di questi salatini, che definirei in mille mdi, tranne che brutti. Le spezie che hai usato sono le mie preferite 🙂
    Un abbraccio e buona giornata

    • Non mi devi ringraziare, per me è sempre bello poter condividere ciò che mi colpisce. E se qualcuno lo coglie, beh … allora la gioia diaventa ancor più grande.
      Tra un pensiero e una discussione te ne offro quanti ne vuoi di questi salatini, perché credimi … due non ti bastano! 😉
      Buona giornata anche a te e buona settimana

  3. Parole sagge e tanto vere, quelle che ci mostri… io lotto – e lo sai – per vedere il bello che ancora (r)esiste intorno a noi, con gli occhi spalancati, curiosi e accesi e basta davvero un po’ di attenzione per cogliere tante sfumature positive… anche – e soprattutto – nelle piccole cose. Sarà per questo che non riesco a stare senza una macchina fotografica in mano, perchè ho bisogno di fermare tutto ciò… fermarlo, sì, perchè se no c’è il rischio che passi via, che si dimentichi, travolto da cento altri stimoli e altre duemila cose che scorrono e ci distraggono… ecco, impariamo a non essere distratti, mi sembra un giusto sottotitolo!
    Avevo notato anche io a suo tempo le mezzelune di Stefania e trovo rusticamente genuini – e quindi belli a prescindere dall’aspetto, che comunque non è affatto male! – questi tuoi fiori speziati con tanti semi e spezie che uso quotidianamente! 🙂
    (la passione per la paprica dolce cresce, cresce, cresce ad esempio)

    • Il rischio di non cogliere il punto delle cose, di aver memoria corta, di non voler pensare è sempre dietro l’angolo. Prende il sopravvento quando siamo stanchi, indaffarati oltre i nostri limiti, neri di rabbia o affranti; e per contrastare ciò ogni mezzo è utile! La cucina in comune e poi per te le foto, per me le mie gambe che si muovono nel verde … e la testa che segue il passo.
      Se li avevi già notati allora devi provare a farli, ti piaceranno vedrai ( in caso contrario ti autorizzo all’insulto)! 🙂
      Tra spezie e semi porto un bicchiere di vino fresco … concludendo la giornata con un sorriso!

  4. Cara Martina, su entrambi punti siamo alineate…nello sgranocchiare e nello sbigottimento nell’assistere a cosa stiamo diventando.
    La società liquida, le maschere, il baratro sul quale camminiamo ogni giorno come funamboli purtroppo portano anche a tanta superficialità, disattenzione, frenesia e arrivisimo.
    Non ti nego che fatico, fatico molto come osservatrice (guardo, unisco i pezetti del puzzle, penso e un poco mi deprimo) quando in realtà quello che vorrei è una vera e genuina comunicazione, un esporsi, un confrontarsi, uno scambio vero.
    Quando capita però è bellissimo, come un regalo…penso se tutti ci sforzassimo di più potremmo creare delle belle sinergie.
    La speranza è l’ultima a morire, nevvero?
    Un abbraccio e un croc ai tuoi salatini
    Lou

    • Direi che hai centrato il punto (e se mi citi Bauman poi …). Comunque è vero, quando capita, e succede raramente, è davvero unico, ti da una spinta forte, di quelle combattive come non mai. Io mi sforzo a portare avanti le mie idee, cercando piano piano di trasformarle in qulacosa di concreto. Ci stiamo lavorando … sempre speranzosi.
      Un abbraccio anche a te e uno strappo al tuo pane 🙂

  5. bruttarelli non direi proprio! rustici, direi! e il rustico ha un fascino tutto suo! sul non smettere di mangiarli non ho dubbi invece! 😀
    Grazie per gli spunti che ci hai dato e per qst stralcio letterario 😉

  6. Questi salatini saranno miei. E’ amore a prima vista (e a prima lettura degli ingredienti), sono certa che lo sarà anche al primo morso. Davvero, saranno anche le foto che hai fatto che rendono particolarmente bene, ma quel colorino verde-arancio picchiettato e dorato ai lati mi invoglia un sacco. Forse perchè mi ricorda i falafel, che adoro!
    Grazie anche per le parole che hai trascritto, che mi riconnettono ai miei sogni che vanno proprio in quella direzione, a potermi staccare di più dal computer e stare maggiormente a contatto con la terra, col vento, con gli alberi. Nel mio piccolo, come te, ho già iniziato 🙂

    • Dal nostro piccolo che diventerà grande 🙂
      ps: sono sicura ti piaceranno e se ti capita leggi questo libro … ti resterà dentro per un bel po’!!!

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