Empanadas (o quasi) al forno con melanzane e ricotta salata.

empanadasI piccoli o piccolissimi paesi non si addicono a tutti e ciò che molte volte si sente dire sulla vita trascorsa  dentro a quel nucleo ristretto di case … spesso corrisponde a verità!

E’ vero che lo sport preferito è il farsi i fatti degli altri; è vero che c’è sempre “lo strano“, “lo scemo“, “la strega” o “il burbero” del villaggio. E’ vero che nonostante passi il tempo in certi luoghi, soprattutto bar e circoli, i vecchi sono sempre a giocare a carte o biliardo e a fare sempre i soliti discorsi. E’ vero che ogni generazioni ha i suoi muretti e i suoi angoli di ritrovo ed è anche vero che sono questi ultimi a rimanere immutati e non le generazioni che si susseguono. E’ vero che chi è “villeggiante” rimarrà sempre e soltanto “villeggiante“, anche se ha la casa in paese da svariati decenni, e chi è turista di passaggio sarà solo un “foresto“. E poi è assolutamente vero che tra piccoli paesi, anche dello stesso comune, non corre buon sangue, e se si presenta l’occasione per rimarcare il fatto … non coglierla sarebbe quasi un reato.

Ma benché si riconosca tutto ciò, in paese ci si torna sempre volentieri.

tornando dall'ortoQuando sei lì non dai peso a questi lati della medaglia (forse perché ormai ci stai davvero poco), ti soffermi più sugli aspetti postivi, quelli che alla fine, dopo molti anni, ti hanno fatto tornare a vivere in un paese … anche se in un altra regione. Noti con piacere che molte cose sono sempre uguali e immutate. Che i ritmi sono diversi, come l’aria, la luce e  i toni di voce. Vedi che quasi tutti ancora hanno le loro abitudini, i loro gesti particolari e i loro orti, piccoli o grandi che siano, curati o meno.

E se per caso questa stagione nel tuo le melanzane non sono state piantate e, tornando a casa, il detentore dell’orto più curato del paese ti vede, la cosa più naturale che possa dirti è … < Allora entra nel mio e serviti pure > !!!

Nota: una volta arrivate in cucina le melanzane sono finite con la cipolla di Tropea e la ricotta salata (una piccola parte è stata fatta anche in versione senza latticini e vi assicuro che erano tanto tanto buone) dentro un disco di pasta matta che voleva fare l’Empanadas ma, senza strutto e senza frittura, si è trovato a paragonarsi ad  un normale fagottino ripieno. Beno male che la forma è rimasta quella  … 😉

 empanadaEmpanadas al forno con melanzane, cipolla di Tropea e ricotta salata

Ingredienti (per circa 15 empanadas da 10 cm di diametro):

  • Per la pasta matta:
  • 250 gr di farina 0
  • 50 gr di semola rimacinata di grano duro + altra di supporto
  • 150-170 ml (circa di acqua tiepida)
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 1 cucchiaino raso di sale fino
  • Per il ripieno:
  • 2-3 melanzane pulite e asciugate
  • 1 grossa cipolla di Tropea (o altro se non l’avete)
  • 100 gr di ricotta salata grattugiata
  • 2 cucchiai di olio evo
  • q.b di foglie di menta e basilico freschi
  • q.b di maggiorana
  • 1 pizzico di sale
  • q.b di brodo vegetale

Iniziate preparando la pasta. Sopra un tavolo da lavoro fate la classica fontana con le farine miscelate e setacciate. Al centro mettete poca acqua, l’olio e il sale e impastate. Aggiungete tanta acqua fino ad ottenere un panetto liscio ed elastico, copritelo con una padella calda (o con pellicola) e lasciatelo riposare. Nel frattempo preparate il ripieno. In una padella ampia ( se avete il wok andrà benissimo ) mettete l’olio e la cipolla tritata finemente. Fate stufare dolcemente per qualche minuto e poi aggiungete le melanzane tagliate a dadini, la maggiorana e un altro filo d’olio e il sale. Cuocete a fiamma vivace per circa 15-20 minuti aggiungendo poco brodo vegetale nel caso servisse. Una volta cotte le verdure aggiungete il basilico e la mente sminuzzati (con le mani meglio) finemente. Lasciate intiepidire e passate a tirare l’impasto. Spolverate leggermente il piano da lavoro e tirate la pasta con il mattarello ad uno spessore di 5 mm circa e con un coppapasta o stampino (o bicchiere) ritagliate tanti cerchi. Mettete al centro di ciascuno un cucchiaino di ripieno e aggiungete una spolverata di ricotta salata. Inumidite i bordi con acqua e richiudete il cerchio a forma di mezzaluna, pressate bene e chiudete il fagottino pizzicando la pasta (per aiutarvi a capire vi metto qui un video; andate direttamente al minuto 3:10 in cui si vede bene la procedura). Mettete le vostre empanadas sopra una teglia con carta forno e una volta ultimati tutti gli ingredienti spennellateli con altro olio evo e cuoceteli in forno statico a 200° per circa 20 minuti, o almeno fino a doratura, passando a modalità ventilato gli ultimi 5 minuti di cottura.

Lasciateli solo intiepidire e serviteli per un aperitivo, un antipasto, ma sempre con un buon vino bianco … possibilmente ora fresco!!! 🙂

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19 thoughts on “Empanadas (o quasi) al forno con melanzane e ricotta salata.

    • Prova certo! Magari se vuoi e se riesci a trovare uno strutto buono aggiungi quello al posto dell’olio, credo che comunque gli dia più morbidezza e uno sprint in più. In ogni caso un olio evo di buona qualità resta sempre una valida alternativa.
      Allora buona preparazione 🙂

  1. Vivo in un quartiere ( di un paese ) che si trova in una regione sconosciuta a molti, quindi capisco esattamente quello che dici 🙂
    Ci sono lati positivi ed altri negativi, l’importante è trovare il giusto equilibrio e sentirsi bene, sentirsi a casa 🙂
    Nell’orto iniziano a vedersi le prime melanzane e questa ricetta mi piace moltissimo, brava cara, mi piace sempre tanto quello che proponi!
    Un bacione

    • Per me vivi in una regione bellissima che ho visto troppo poco e troppo di passaggio.
      Provali a fare, si prestano a mille versioni e poi … sono stati molto apprezzati 😉
      Un bacio anche a te, un saluto alle tue melanzane in crescita e grazie dei complimenti

  2. Assolutamente d’accordo su quello che dici. Nata in un paese, diventata grande grande in città e poi finita all’estero. Il piccolo paese e tutto quello che ne consegue a volte mi manca.
    Stare però nella città straniera mi ha dato la possibilità di conoscere degli argentini e le empanadas, quelle con la carne, fatte una volta con la ricetta del nonno. La versione melanzane e ricotta salata mi pare una meraviglia… che dici, come la prenderanno se gliele presento alla prossima cena???

  3. io sono a tornata a vivere in un paese…piccolissimo…e comprendo perfettamente le tue parole! però alla fine se non ti fai tante domande si vive benissimo…
    generoso l’anziano con l’orto rigoglioso! vedi che ci sono anche aspetti positivi???
    io amo le empanadas che mi prepara un’amica argentina almeno una volta l’anno (e che lei, sempre a dieta, non frigge)…la tua versione veg deve essere buonissima!!!

  4. La vita nei piccoli paesi ha i suoi lati negativi (ne so qualcosa anch’io!), ma se poi ti capita di poter “fare la spesa” direttamente nell’orto del vicino tutto il resto si può sopportare!
    Queste simil-empanadas devono essere buonissime!
    Giulia

    • Ogni giornata, ogni attimo può regalarti il sorrisio e farti dire “che di tutto il resto poco importa”.
      Da un’empanadas a una polpetta con motlo in comune … 🙂

  5. come è vero ciò che dici… io vivo qst sensazione quando torno nella nostra casetta di montagna, in un paesino di pochissimi abitanti che, passate tante generazioni, ormai conosciamo bene…
    queste tue empanadas rivisitate, alleggerite e che a vedersi così sembrano una nuvola, devono esssere deliziose! Spero tantissimo sabato arrivino anche le melanzane con i GAS perchè il mio orticello è molto in ritardo visto il freddo autunnale! 🙂 ma se arrivano, cara mia, queste me le faccio subito! ps: ovviamente con la ricotta 😉

    • Allora spero arrivino presto perché credimi che sono proprio buone. Ovvvio con ricotta per te, m ti dirò che se avessi avuto il formaggio Feta … magari prova se ti va l’idea e poi fammi sapere!
      Un bacio a te che sei sempre dolce … con i tuoi manicaretti che ulimamente sono una meraviglia (ho ancora in testa lo sformato di bucatini con la polena !!!)

  6. Quanto sarebbe bello se fossi la destinataria di un simile cestino… quanta ricchezza, quanta bontà in quel viola lucido! Io sono donna di città, le dinamiche di paese le conosco solo attraverso i racconti di amiche o gli scorci che ho avuto magari in vacanza… sono sicura che tra vicoli e persone si nasconda tanta verità, tanta genuinità… quella semplicità che in fondo “salva” dalla modernità e dai suoi aspetti meno positivi…
    I fagottini sono bellissimi, con quel bordo ricamato come una treccia! A metà tra un sorriso e una luna…

    • E’ vero, tu sei donna di città capitolina! Ma lo sei in modo tutto tuo, un po’ speciale; sei una donna di città che cerca il verde aromatico nel terrazzo, il bianco e azzurro del cielo in cucina e il rosso dei papaveri nei campi. Tutte cose che di solito una città non fa vedere … seispecialepuntoebasta!

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