Frise (o friselle) a lievitazione naturale … e ciò che fa estate.

Frise a lievitazione naturaleAl di là di pioggia, sole, vento, caldo o freddo sono piccoli gesti che mi fanno dire  < E’ arrivata l’estate >.

La cavigliera al piede sinistro e i braccialetti che dindinnano ai polsi. Camminare scalza sempre. Le lentiggini sul naso e il salmastro sulla pelle. Fare la Settimana Enigmistica (e non si capisce perché mai durante il resto dell’anno … ). Andare di notte nelle zone più buie per vedere quante più stelle possibili e avere le lucciole intorno. Mangiare una ciotola colma di fagiolini, pomodori, cipolla e basilico. Stare ore a togliere i semi all’anguria ma poi mangiarne solo un piccolo pezzo (solitamente mossi da compassione mi lasciano sempre il cuore ) perché poco in sintonia con il mio stomaco! Fare la siesta pomeridiana ed avere come sottofondo musicale il frinire delle cicale. La colazione in giardino quando torno a casa e un aperitivo improvvisato al ritorno dal mare … possibilmente in un posto chic ma tu ancora con costume, sabbia ovunque e capelli arruffati. I cartelloni di sagre di ogni tipo e ad ogni angolo e i carretti ambulanti di Coccobello e MelonieCocomeriPescheeSusine.

E poi quel brividino misto impazienza ed eccitazione per una qualsiasi partenza, lunga o corta, vicina o lontana che sia, e gli immancabili ricordi delle vacanze passate, che spesso si rivolgono verso sud, portando immagini, profumi e sapori … e come spesso accade cerco di rifare, chiuderli in una scatola e tenerli con me.

Frise da trasportoNota: Le frise le avevo viste tempo fa, fatte da Annalisa. La sua ricetta mi era piaciuta subito e l’avevo messa subito in lista. Non ho cambiato molto, ho solo sostituito la farina di farro con la semola di grano duro … ma solo perché volevo stare il più vicino possibile al mio ricordo del forno salentino. Il procedimento è un po’ lungo, ma facile e giuro che il risultato ripaga mille mille volte la fatica. Ultimo appunto … la questione del buco al centro … allora secondo me si risolve semplicemente così: se siete del partito “abbondare con il condimento e il companatico” non fatelo o fatelo molto piccolo; pare ovvio che più superficie disponibile c’è … più potrete condirla!!! Se invece come me amate la forma a ciambella allora abbiate cura di dare spazio alle vostre frise sia in fase di lievitazione che in cottura … e vedrete che il foro verrà!

Frisa con pomodoro, olive, accighe e basilico frescoFrise con semola di grano duro a lievitazione naturale

Ingredienti ( per circa 24 frise): 

  • 400 gr di farina tipo 0
  • 200 gr di semola rimacinata di grano duro
  • 180 gr di lievito madre rinfrescato e attivo (idratazione al 50%)
  • 380 ml (circa) di acqua tiepida
  • 1 cucchiaio di olio evo (per me pugliese)
  • 1 cucchiaino abbondante di sale fino
  • 1 cucchiaino di malto d’orzo

In una ciotola grande sciogliere il lievito nell’acqua con il malto. In una ciotola più piccola miscelare le due farine setacciate e aggiungere il sale. Unire le farine al liquido e iniziare ad impastare aggiungendo l’olio. Impastare, passando su di un piano da lavoro, fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo ( non deve essere appiccicoso, ma compatto e morbido). Fare la solita palla, riporre nella ciotola grande e coprire con l piccola e lasciare riposare 2 ore (meglio sempre dentro al forno spento). Riprendere l’impasto e dividerlo in 12 pezzi (tra gli 80-100 gr ciascuno), formare dei cordoncini lunghi circa 30 cm e poi chiudere le estremità a ciambella pizzicando e sigillando bene. Riporre ogni pezzo sopra una teglia con carta forno (ne serviranno due belle grandi) avendo cura di distanziarli bene tra loro. Ricoprire le ciambelle finite con uno straccio pulito ed inumidito e fare una seconda lievitazione (dalle 3 alle 6 ore; ora con queste temperature alte mi sono bastate più o meno 3 ore e mezza) fino a raddoppio. Una volta lievitate accendete il forno a 240° (circa), modalità statico, e cuocetele per circa 15 minuti, devono diventare dorate. Estraetele dal forno e fatele raffreddare (o se non avete tempo aspettate almeno che siano appena tiepide), tagliatele poi in due in senso orizzontale e rimettetele a cuocere a 200° per circa 10-15 minuti per lato (iniziate a cuocerle dalla parte del taglio).

Lasciatele raffreddare e poi servitele condendole come più vi piace, in modo classico (cioè con il pomodoro e poco altro … come la sottoscritta) oppure no. Mi raccomando prima di magiarle e condirle immergetele in acqua per pochi istanti … e poi gustatele! La cosa positiva è che, se conservate in una scatola di latta o un barattolo ben chiuso, si mantengono belle croccanti per mesi … giuro!!!

 

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16 thoughts on “Frise (o friselle) a lievitazione naturale … e ciò che fa estate.

  1. Che belle le tue friselle Martina!
    Che estate strana, io son felice non faccia troppo caldo ma nel cuore ho un non so che…un vuoto.
    Manca l’estate allegra, saranno le nuvolone che mi fan venire mal di testa!
    Un abbraccio grande
    Lou

    • L’estate allegra arriva sempre, di solito quando meno te lo aspetti! Cerca di non pensarci e vedrai che inizierai a sentirla; magari inizia con queste frise (che per te saranno un giochetto), chissà che non aiuti 🙂
      Un abbraccio anche a te e buona giornata

  2. Tra poco mi regaleranno la pasta madre, e allora mi scatenerò senza tregua!
    Le friselle qui da noi usano poco, può essere che siano anche un po’ Abruzzesi?Mi pare le abbia portate il mio cognato una volta..

    • Dell’origne abruzzese delle frise o una sua simile lavorazione non ho mai sentito nulla, per lo più si trovano nelle regioni del sud. Però chissà, i viaggi percorsi dai piatti attraverso il tempo e lo spazio sono illimitati e spesso ancora da sccoprire. Magari potresti approfondire l’argomento … potrebbe risultare molto interessante se fondato.
      Allora quando sarà il momento ti auguro un buon e divertente lavoro … vedrai quante soddisfazioni ti regalerà 🙂

  3. Ma sei stata bravissima! Le ho messe nelle ricette da fare e pubblicare per luglio ma non credo che riuscirò…
    Nel frattempo ammiro le tue e mi godo questa serata in giardino in compagnia di lucciole e cicale!
    Bacioni

    • Grazie Silvia. Un complimento così, fatto da te ha un gran valore. Provale a fare, perché oltre che molto buone sono anche semplici nella lavorazione.
      Un abbraccio e mille serate come questa 🙂

  4. Martina! Ma cosa mi hai combinato? Le friselle fatte a mano??? B U O N I S S I M E! Nonostante le adori, rappresentano il ricordo di un’estate bellissima in Puglia con gli amici…
    Grazie mille ancora una volta, tu sei un mito!

  5. Martina, ultimamente mi stai sfoderando una ricetta invitante dopo l’altra, davvero! Le frise le ho in programma da un po’, ma non le ho ancora mai fatte…visto che vivo anche con uomo dal sangue pugliese che adora questi bei biscottoni salati direi che non posso aspettare oltre, quest’estate mi cimento di sicuro. Grazie dell’ennesima ispirazione e al prossimo martedì!

    • Allora che aspetti?! Falle e poi dimmi che te ne pare, anche perché qui per ora il parere di un’autoctono è mancato!!!
      ps: e ci vediamo lunedì … che la scorsa settimana c’era un qualcosa che mi mancava!!!
      Buon fine settimana e a presto 🙂

  6. Il mio prossimo post credo avrà un tema simile… cosa significa “essere estate” negli anni, come sono cambiate abitudini o scenari… bello leggerti, anche perchè tra poco andrò a tante sagre pugliesi e non vedo l’ora! Mi sogno le pittule… 😉 Ma voglio mangiare anche le friselle, condite nel modo più semplice, come hai fatto tu! Se sapessi usare il lievito madre giuro che mi metterei al lavoro subito… le tue mi fanno pensare ad una ciambella per bambini che non sanno ancora nuotare, ad una vera ciambella fritta che mi gusto sporcandomi di zucchero, ad un anello – anche di cipolla! – e alle piastrelle che lanciavo in aria nel giardino di mia nonna, una sorta di bocce ma con oggetti piatti con il buco… con quell’aspetto… 🙂

    • Se vai verso la Puglia ci saranno tante, tante cose che sognerai di mangiare, assaggiare e vedere; ma se vai in macchina ti avverto che il problema grosso si presenterà al ritorno … il bagagliaio non ti sarà mai sembrato così piccolo! 🙂
      Se ti vuoi portare avanti puoi anche usare il lievito di birra senza problemi, usane poco, sfrutta i tempi lunghi e le alte temperature della stagione e vedrai che ti verranno buonissime. In caso, molto remoto, non ti piacessero puoi sempre utilizzarle come nuovo giocattolo per il cuoco-chef!!! 🙂
      Con curiosità aspetto il prossimo lunedì d’estate!

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