Canestrelli liguri alle mandorle (gluten free, milk free) e tanti “se”.

canestrelli alle mandorleSe ne hai provate mille versioni, ma senza stampo adatto parevano tutti fiori calpestati malamente … e allora bando alla forma e facciamo una piccola ciambella, tanto pare che anche questa possa andare bene. Poi è arrivato anche il piccolo desiderato stampino ma … la matassa è rimasta “imbrogliata”.

Se utilizzi nomi e vocaboli con attenzione e parsimonia, tentando di pescare all’occasione il più indicato (e vorrei anche vedere dopo tanti anni di studi sul tema, mica del canestrello dico …), ma qui trovi un gran garbuglio; un nome qui, uno là , questo associato a tale forma e ricetta e l’altro che potrebbe derivare da X … ma se ti lo chiedi a Tizio ti guarda come avessi appena detto la peggiore delle “boiate”!

mandorleSe vai alla ricerca del punto da dove tutto ha preso il via, tramandato a parole e poi su carta, ebbene anche qui non troverai un’unica versione … molte simili e comuni … nessuna (o nessuno) che si voglia prendere la responsabilità di mettere un “punto” definitivo.

Se poi alla fine lasci perdere, ti decidi a farti guidare da grammature che forse risalgono a metà ‘800, e non pensi a come tutti storceranno il naso vedendo associato tale nome a questo biscotto, beh, allora forse sei sulla strada giusta! Ti accontenti della sostanza più che dell’apparenza, e poco vale che non siano quelli noti ai più, sono comunque buoni, fondenti e friabili e con un profumo di mandorla intenso, nuovo per ciò che ricordavi… o forse antico e riscoperto … chissà!

Se infine sei sempre stata negata per gli adii, lenti da sole (anche se il cielo risulta grigio da molti giorni) per oscurare occhi non presentabili e parole troppo pesanti da dire, allora è meglio che prepari dei biscotti, li lasci nel loro barattolo e speri che conservino la tua presenza ancora per un po’, anche dopo aver chiuso la porta.

N.B : la ricetta di questi canestrelli è stato presa da ” La Cucina regionale italiana – Liguria“, ma l’ho trovata uguale anche nel libro ” La Cucina dei Tabarchini “. Dato empirico o meno, veritiero forse che sì, forse che no, mi è piaciuta e l’ho fatta subito, tale e quale. Unica appunto che tengo a precisare è che, se non avete l’apposito stampino evitate di dare tale forma ai vostri biscotti. L’impasto è molto delicato, deve essere maneggiato con cura e delicatamente! Già in condizioni normali è una bella prova di pazienza, quindi per non diventare matti optate per una semplicissima forma tonda, oppure fate dei piccoli cordoncini per poi formare delle ciambelle. Nel caso poi non abbiate l’acqua ai fiori d’arancio potete facilmente sostituirla con pari quantità di altro liquidi (succo di limone o arancia), sempre tenendo presente alla diversa capacità di assorbimento delle varie farine e al fatto che il sapore finale, seppur buono, non sarà lo stesso.

canestrelli alle mandorleCanestrelli liguri alla mandorle (gluten free, milk free)

Ingredienti (per circa 40 pezzi):

  • 250 gr di mandorle sgusciate
  • 180 gr di zucchero semolato fine
  • 5-8 cucchiai di acqua ai fiori d’arancio (in alternativa succo di limone)
  • 1 pizzico di sale fino
  • q.b di zucchero a velo (o altro zucchero semolato)

Iniziate con sbollentando le mandorle per pochi minuti in acqua bollente, poi pelatele (aiutandovi con uno strofinaccio pulito) e asciugatele in forno per circa 5 minuti a 200° (oppure in una padella antiaderente). Mettetele in un mortaio (deve esser abbastanza capiente; in alternativa potete utilizzate un robot da cucina), aggiungete il sale e iniziate a pestare con decisione. Aggiungete poco alla volta lo zucchero e continuate a pestare fino ad ottenere un composto farinoso ed omogeneo. Trasferite tutto in una ciotola e aggiungete tanta acqua ai fiori d’arancio quanto basta per ottenere un impasto omogeneo. Fate una palla, avvolgetela con un foglio di carta forno (o pellicola) e mettetela a riposare in frigo per circa 2-3 ore. Poi, sopra un piano di lavoro leggermente infarinato (con zucchero a velo o farina di riso, o farina normale se non vi interessa la versione senza glutine) stendete la pasta ad uno spessore di circa 1 cm e sformate i vostri biscotti. Sistemateli, distanziandoli un po’, in una teglia con carta forno ( nonostante la ricetta non prevedesse questo passaggio io li ho lasciati in frigo per un po’, giusto il tempo che il forno andasse in temperatura) e cuoceteli in forno caldo, non ventilato, per circa 15 minuti a 170°. L’importante è non farli dorare, appena vi sembrano pronti tirateli fuori, aspettate che si raffreddino completamente, staccateli dalla carta e spolverateli con abbondante zucchero a velo.

Che sono buonissimi ad ogni occasione nemmeno lo sto a ribadire! Unica pecca è che sono abbastanza deperibili, però se messi in una scatola di latta o un barattolo ben chiuso si conservano inalterati per più giorni. Insomma fateli per la colazione, per un tè nel pomeriggio, per un dopo cena inzuppati in un buon vino dolce … insomma come vi pare … ma fateli!

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14 thoughts on “Canestrelli liguri alle mandorle (gluten free, milk free) e tanti “se”.

  1. I miei biscotti preferiti, quelli che mi ricordano le frolle di bambina e che sono un po’ biscotto e un po’ pasticcino, quelli che mai avrei potuto pensare si potessero fare in casa, specie se così perfetti, quelli che, conoscendo la mia zero pazienza con le frolle, mai e poi mai mi riuscirebbero decenti, ma siccome mai dire mai è la frase giusta per ora salvo la tua ricetta e sia mai che prenda coraggio e ci provi! Un applauso…davvero…

    • Confesso che ho fatto varie prove per ottenere un risultato abbastanza buono, soprattutto per quanto riguarda la forma. Però la mia testa dura è stata di aiuto e alla fine sono arrivata dove volevo. Segna, segna perché sono proprio buoni. Intanto buona giornata e grazie 🙂

  2. Mi fai venire in mente una frase ricorrente degli esagrammi dell’I-Ching: “Propizia è perseveranza”. Sembrano usciti da una pasticceria questi canestrelli, sono perfetti! E non avevo idea che la ricetta di questi biscotti non prevedesse né latte, né uova né farina, devo provarli assolutamente. Una curiosità però: l’acqua di fiori d’arancio dove si trova? E’ un distillato o una specie di macerato?
    Buongiorno carissima!

    • E’ stata una scoperta anche per me. Per anni (e da ligure) i canestrelli erano fatti di classica frolla. Poi leggendo qua e là, ho scoperto questa antica preparazione. L’acqua ai fiori d’arancio è un distillato, abbastanza caro in effetti (io ammetto che ho ricevuto un piccolo regalo 😉 ), ma cercalo comunque di buona qualità (altrimenti si può incorrere in “affari che sai mai cosa ci mettono dentro”). In caso contrario cambia ingrediente oppure (e qui faresti il botto) …. se imbatti in aranci in fiore … ti potresti lanciare in “autoproduzione” 🙂 Però qui non ti sarei di grande aiuto. Va beh, dopo aver lanciato il sasso ti mando un abbraccio e buona giornata anche a te!

  3. Ma sono bellissimi!! Davvero, perfetti da vedere, belle foto, identici a quelli che io avevo in mente… 😀 Belli belli.
    Anche io li ho in lista ma ancora non ho nemmeno mai provato a cercare la ricetta giusta. Ti dico la verità, non sapevo nemmeno che fossero fatti quasi esclusivamente con mandorle…o forse questi non sono quelli classici che ho in mente io?
    Comunque ti capisco, anche io quando faccio una ricetta della tradizione cerco e studio come se fosse possibile arrivare alla versione doc, quella originale e garantita, ma non è mai possibile perchè tutte le ricette vengono modificate e adattate continuamente e ogni singola famiglia ha la sua versione, che si discosta, magari anche solo impercettibilmente, dalle altre.
    Comunque i tuoi sono strepitosi… 🙂 Ma lo stampino apposito quale è? Non un semplice tagliapasta con buchino centrale?

    • Allora diciamo che questa versione non è quella maggiormente conosciuta (cioè semplice impasto di frolla), ma probabilmente una antica ricetta persa poi nel tempo. Se vuoi fare quelli classici procedi con una comune frolla (aromi limone e vaniglia al massimo), l’unica accortezza è di non cuocerli molto e lasciarli con uno spessore abbastanza alto. Ho visto che in rete molti optano per l’utilizzo dell’uovo sodo e del lievito per ottenere una maggior morbidezza … il che è sicuramente vero ma si allontana molto dalla preparazione regionale. Lo stampino è quello che vedi in foto; ormai è facile da reperire, l’ho visto in tantissimi negozi. Altrimenti prendine uno simile e fai un buchino al centro … poco male davvero!!! Dai buon lavoro allora … io invece resto in attesa della mia dose di farina di castagne!!! 😉

      • Grazie…allora prima o poi proverò, anche senza stampino… Mi sembrava strano fosse quello perchè avevo le divisioni tra i petali…boh, proverò con il mio…ma così belli non verranno mai! 🙂

  4. Ciao Martina mi sono letta tutta d’un fiato il post del ritorno e quello dei crackers ma non sono riuscita a commentare! Oggi voglio lasciarti un saluto…sia perché manco da troppo tempo sia perché adoro i canestrelli e questa versione ‘antica’ mi ispira tanto….ma la quintalata di burro che contengono dove è finita? Devo assolutamente provarli perché lo stampino ce l’ho…

    Un abbraccio

    • Non sai quanto mi faccia piacere sentirti; in effetti anch’io vengo sempre nella tua nuova cucina ma non commento mai … ma i problemi sono tecnici più che di tempo (ultimamente il mio pc mi da parecchi problemi). Falli questi biscotti perché sono davvero buoni. Io intanto mi preparo con la confettura di pere e zafferano che ti giuro avevo in mente da un po’ … mi sa tanto che abbiamo lo stesso libro 😉
      Un abbraccio forte e a presto

  5. Concordo sull’importanza delle parole, perché dando nomi alle cose le facciamo “esitere” e parlare in un modo piuttosto che in un altro. Ma sono altrettanto d’accordo sul fatto che ciò che importa davvero è saper cogliere l’essenza, troppo spesso mistificata da inutili orpelli.
    In ogni caso, che “canestrelli” sia o meno la definizione giusta per questi biscotti, li trovo deliziosi sia nella forma che nel contenuto e sto fantasticando sulla friabilità che traspare dalle foto, peraltro stupende.
    Buona serata

  6. Ma quindi sono anche senza uova? Cmq questi sono i biscotti che mi fanno fare delle follie, ovvero dove pazienza, calma e razionalità non esistono. I tentativi saranno stati fallimentari, ma il risultato finale é da sballo! Sono perfetti!

  7. Mi ero persa il momento in cui questi fiori delicati sono sbocciati nel blog, ma spero che il prato sia ancora verde e possa coglierli/mangiarli ancora, sporcandomi la punta del naso di zucchero a velo… io sono una che nota tutto, lo sai, quando si tratta di cibo: forma, consistenza, aspetto estetico, genuinità, fantasia, potenziale emotivo… certi biscotti li lego ai gusti di bambina, quando sei attratta da cose belle che magari somigliano ai disegni che si fanno… se avessi un foglio e dei pennarelli, disegnerei dei fiori proprio così, identici a questi… 🙂

  8. Ma sai che ho trovato la stessa identica versione sul libro di Marco Bianchi? La tua ricetta è precedente… chissà chissà, qualche scopiazzone??!!!

    • Gli “scopiazzoni” sono un po’ ovunque. Io scendo dal banco della giuria, però quei libri, anche solo dal punto di vista editoriale, sono molto più vecchiotti del signorino in questione!!!! 😉
      Ma al di là di tutto la ricetta vale, e se la proverai fammi sapere. Intanto grazie di esser passata e buon fine settimana.

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