Zuppa di cavolfiore, pere e paprika.

Zuppa di cavolfiore e pereMi sembra di essere sempre un passo inditro con le stagioni … o forse sono gli altri a corre troppo velocemente?!

Attorno a me spuntano i primi decori natalizi, i negozi sono già agghindati e pronti per ricevere gli acquirenti e in rete già impazzano ghirlande, omini allo zenzero e tavole imbandite.

Non che non abbia voglia di iniziare le feste, per carità, ma mi sento leggermente spaesata! Io sono ancora intenta a cercare i colori cardine dell’autunno, le foglie cadute sul terreno bagnato dalla brina, i famosi tramonti rosso purpureo e l’aria frizzantina dopo la tramontana.

Che posso farci se sono in fase “climatica tartaruga”?! Sono così contenta di godermi intensamente questa prima aria freddina (e senza pioggia) che abeti e carte regalo sono lontani anni luce … almeno per ora.

Appena il tempo lo consente esco nei boschi, sfruttando le ultime ore di luce. Dopo qualche ora il naso inizia a esser freddo, le mani rosse e le gambe fredde ma con i muscoli che bruciano. Sono felice come non mai e, il pensiero di tornare a casa, preprare una buona zuppa calda e stringerla tra le mani, mi accompagna quasi sempre verso la strada del rientro.

Un fiore del cavolo ...Solitamente le mie zuppe/vellutate sono molto semplici, tradizionali … verdure, cereali, legumi, in separata sede o abbinati. Insomma niente di insolito, oseri dire quasi banale (ma di quello che non ti stanca mai). Poi però l’altro giorno ho visto in televisione ( su Gamberorosso) questa zuppa di cavolfiore e pere. Non so bene perché, ma mi ha incuriosita; nonostante quel punto di perplessità, già sentivo che mi sarebbe piaciuta.

Così, senza pensarci troppo, e avendo a disposizione gli ingredienti base, l’ho subito fatta. E vi giuro, credetemi anche voi scettici in ascolto, il risultato finale non ha deluso le iniziali previsioni. Inspiegabilmente il sapore del cavolfiore e della pera si compensano e bilanciano alla perfezione, e la paprika regala quella giusta dose di piccante … che secondo me ci vuole!

Cercando di togliere la buccia in un unico taglion.b : devo ammettere che la preparazione di questo piatto l’ho vista solo verso la fine … quindi ho seguito più che altro il mio gusto e senso rispetto alle dosi della ricetta originale … ma non penso di aver volato troppo oltre il confine. Anzi, se qualcuno ne sa qualcosa di più mi faccia sapere! Altro punto su cui volevo fermarmi è il brodo vegetale; io ho fatto un brodo partendo dagli scarti di verdura e frutta utilizzate ( di sicura provenienza e ben lavate ovviamente, lasciato cuocere per circa 30 minuti)  con l’aggiunta di 1/2 cucchiaino del dado granulare fatto da me. In caso voleste optare per un altro brodo, cercate comunque di ottenere un gusto delicato e dal colore trasparente.

Pera e cavolfioreZuppa di cavolfiore e pere

Ingredienti (per 3-4 persone):

  • 2 cavolfiori non troppo grandi
  • 2 pere non troppo mature (per me Abate)
  • 1 spicchio d’aglio rosso
  • 1 porro piccolo
  • 1 foglia d’alloro
  • 1 peperoncino fresco (o secco)
  • 1 l (circa) di brodo vegetale
  • q.b. di prezzemolo fresco
  • q.b di paprika in polvere
  • q.b di sale fino
  • q.b di olio evo delicato (per me ligure)

Lavate e mondate le verdure. In una pentola dai bordi alti mettete un filo d’olio, l’aglio sbucciato e schiacciato, il peperoncino intero e l’alloro. Fate appena sofriggere e unite il porro tagliato a rondelle, le cimette di cavolfiore e le pere tagliate a dadini. Unite una presa di sale e fate insaporire a fiamma moderata per 2-3 minuti. Aggiungete poi, filtrando il tutto con un colino, il brodo vegetale fino a coprire a filo tutte le verdure (nel caso desideraste una consistenza più liquida mettete più brodo), mettete il coperchio lasciando una piccola apertura, abbassate la fiamma e lasciate cuocere per circa 15-20 minuti (le verdure doranno essere molto tenere). A cottura ultimata eliminate l’alloro, lo spicchio d’aglio e il peperoncino, passate tutto (o in parte se preferite sentire qualche pezzetto quà e là) con un frullatore ad immersione, assaggiate e aggiustate, in caso, di sale coprite e fate riposare per qualche minuto.

Servite la zuppa calda con una spruzzata di paprika, qualche foglia di prezzemolo e un filo d’olio a crudo. Come vedete dalle foto, io ho preferito non aggiungere altro, ma penso che potrebbe starci bene anche qualche noce tostata e tritata grossolanamente, un cucchiaino di semi misti tostati, oppure i soliti crostini.

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13 thoughts on “Zuppa di cavolfiore, pere e paprika.

  1. A me hai convinto subito, non ho alcuna punta di perplessità! Mi sono segnata tante vellutate/zuppe da fare e sono sempre indietro…ma questa mi mancava. La farò sicuramente.
    P.S.: oggi anche io nel bosco…felice! 🙂

  2. Essendo stata già travolta dalla prima tempesta di neve, io sono purtroppo in una fase successiva. Quella da cappello di lana. La tua zuppa, te lo dico, calza a pennello!

    • Forse sono così concentrata a godermi le sfumature autunnali più del solito perché le giornate senza acqua si contano sulla dita delle mani e poter uscire all’aria aperta è una vera impresa!
      Ora mi metto a fare la danza della neve … vedi mai che da qui a un mese qualche fiocco riesca a farlo cadere!!! 🙂

  3. io invece ho una propensione innata per il natale, cosa ci posso fare??? ma non per questo non mi piace godermi le stagioni e i gusti che queste ci offrono , i colori e i piccoli elementi della natura che cambiano consistenza e cromaticità prima di essere sommerse dalla neve o incastrate nel ghiaccio… questa tua zuppa mi piace moltissimo: amo la futta abbinata alla verdura e le vellutate sono sempre un confort food per me. Grazie per la tua proposta così meravigliosamente fotografata e immortalata Marty.

    • Beh, allora la devi provare , penso ti piacerà!
      Per quanto riguarda le foto … mi sa tanto che quelle mani, a cui sono legata dalla nascita, mi hanno particolarmente ispirata 🙂

  4. Troppo tempo che non passo di qui… Leggo i post lasciati indietro tutto d’un fiato e mi fermo qui,incantata da queste bellissime foto (ma di chi sono queste mani esperte?) e dai tuoi racconti autunnali, simili ai miei anche se un po’ più umidi 🙂 quel cavolfiore può riconoscerlo davvero solo chi ha la fortuna di aver trovato un ortolano fidato, o chi l’orto lo fa da se’…nei supermercati e’ impossibile trovarlo avvolto dalle sue foglie in quel modo! Questa vellutata sa di buono come le tue parole, non amo cucinare con la frutta ma mi hai quasi convinta…un abbraccio e a presto carissima!

    • Solitamente anch’io preferisco la frutta in altra veste, ma ultimamente mele e pere mi stanno regalando sorprese, il mio palato deve ricredersi ogni volta!
      Quelle mani sapienti sono della mia mamma … e ti giuro che ne avrei messe altre 10 di queste foto … “la mamma è sempre la mamma” 🙂 !
      ps: in effetti la verdura e la frutta vengono da una piccola azienda biologica qui vicino … sai anche se ho cambiato locazione certi vizi non muoiono mai!!! 😉
      Un abbraccio anche a te e buon fine settimana

  5. Cara Martina quando passo a trovarti anch’io ho la sensazione che le tue stesse parole avrebbero potuto essere le mie, per più di una ragione: ad esempio anch’io sto aspettando di gustare l’inverno, ho deciso di continuare a mangiare melanzane finché Rolando ne avrà e aspetterò con piacere il tempo della zucca e dei broccoli. Quanto alle vellutate non mi capita mai di pubblicarne perchè come te le amo basiche, senza abbinamenti sospetti. Questa volta però, e allora individuo un’altra affinità tra noi, riconosco che la tua vellutata avrebbe incuriosito anche me e infatti mi ha colpito parecchio la tua proposta e non vedo l’ora di provare. Un bacio grande!

    • Se la provi, tale e quale, con aggiunte o modifiche, fammi sapere … sai che un tuo parere sarebbe preso in seria considerazione vero?!
      Un abbraccio forte anche a te

  6. Le camminate nei boschi a fine giornata sono le mie preferite.
    Insieme a zuppe e foto di mani che si scaldano con il calore delle tazze 🙂
    Sono sapori inattesi quelli di questa zuppa, ma parlano di casa e tepore e un po’ dell’autunno che forse sta camminando con te.

    • Tu che ti infili tra una parola e l’altra noti aspetti nascosti ai più. Questi sono sapori che prima non avrei osato, fatti a piccoli passi, un po’ a tentoni, su un sentiero che ancora non so bene dove mi porterà …
      ma intanto cammino.

  7. Arrivo un po’ in ritardo anche io, come la sensazione del Natale che stenta ad affacciarsi… le stagioni secondo me non sono solo legate al clima ma anche all’umore… a volte si sente l’estate il 3 gennaio oppure il gelo il 10 agosto… quest’anno è un dicembre strano, l’albero è ancora nel soppalco, le decorazioni spuntano da una busta e non ho pensato neanche al post della vigilia… zuppe confortevoli come le tue le farei anche per il cenone, figurati, per quanto mi piacciono e mi rappresentano…
    Belle le foto, le mani che si scaldano mi fanno tenerezza… quanta voglia di calore abbiamo…

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