Conserva di ceci al naturale.

Ceci al naturale fatti in casaIn un mondo vagamente ideale vorrei che avessivo reali strumenti per una libera scelta, vorrei che per mangiare (tutti) cose di qualità non si dovesse spendere più del dovuto, vorrei che parlando di certe tematiche non si fosse additati come integralisti, conservatori o sfegatati ambientalisti, mi piacerebbe pensare che se una buona pratica diventa “di moda” non voglia necessariamente dire che, prima o poi, gli vengano tagliate le gambe e stravolte le origini, e vorrei che ci si potesse fidare del prossimo senza starci a pensare troppo … per una volta almeno sarebbe bello far parte della maggioranza!!!

Tutti questi desideri, declinati in un futuro che ancora ha da venire, muovo le mie azioni del presente. Ogni piccolo gesto durante le miei giornate è rivolto verso questa direzione; cosa non sempre facile ma, ormai, del tutto naturale. Spesso e volentiei sono azioni di poco conto, insignificanti ed insensate ai pù, sono attenzioni a particolari che molti non ritengono importanti ( per non dire superflui ), altre volte ancora il tutto viene raffigurato da minuscoli oggetti e ingredienti semplici. Insomma grandi speranze che talvolta, per quanto ingombranti, possono persino essere racchiuse dentro un barattolo!

ceci e poco altroUn barattolo che oggi rivela a occhio nudo il suo contenuto, senza fronzoli e orpelli; dei semplici ceci al naturale, già pronti per essere consumati in quei momenti di “emergenza culinaria” … ma che per quanto tali non vogliono tramutarsi in pretesti di cattiva alimentazione! Aprendo questo barattolo, con l’aggiunta di carboidrati o qualche verdura, potete risolvere in velocità un pasto, goderne tutti i benefici, stando super sicuri che davanti a voi avrete solo ingredienti genuini e sinceri!

Per la ricetta di oggi mi sono rifatta ad un post di non molto tempo fa, pubblicato dalla bravissima Claudia. Lei è una delle poche persone che riescono a darmi quella spinta giusta; dove non arrivo da sola ci pensa la sua precisione, schiettezza e dedizione a farmi compiere quel passo mancante. Nel caso non vi siate già imbattuti nel suo blog, correte ai ripari e andatelo a leggere, prestate attenzione, prendete appunti e salvate tutto in memoria!!!

n.b: per fare questa ricetta è fondamentale ( o quanto meno sensato ) aspettare di trovare il cece giusto ( nel mio caso di origini umbre) rispettoso della terra e di chi la vive, possibilmente non troppo vecchio (tenete presente che la raccolta si aggira, con tutte le variabili del caso, attorno al mese di luglio). Nelle procedure non ho cambiato quasi nulla; ho solo sostituito il bicarbonato all’alga ( è più forte di me, ma anche qui la fiducia è ai minimi storici ) e aggiunto pochissimi odori alla preparazione ( del tutto facoltativi ).

ceciConserva di ceci al naturale

Ingredienti (dosi per circa 7-8 barattoli da 250 ml ):

  • 700-800 gr di ceci secchi
  • q.b di acqua
  • 1 presa di sale grosso (meglio se integrale )
  • 1 cucchiaino raso di bicarbonato
  • 1 scalogno
  • q.b di foglie d’alloro
  • 1 rametto di rosmarino ( o 2 se piccoli) fresco
  • q.b di pepe in grani

Il giorno precedente alla preparazione mettete i ceci in ammollo in abbondante acqua fredda e bicarbonato. Lasciateli così per almeno 12 ore, cambiando l’acqua almeno una volta (potete anche metterli a bagno la sera presto per il mattino seguente). Il giorno dopo scolate i ceci e metteteli in un pentolone abbastanza capiente. Aggiungete tanta acqua sufficiente a coprirli almeno di quattro dita, in un sacchettino di garza ( ma anche con carta forno ), legato con uno spago, mettete il rametto di rosmarino, aggiungete lo scalogno sbucciato, chiudete con il coperchio e portate a bollore a fiamma vivace. Appena inizia a bollire, mescolteli, abbassate la fiamma e fateli cucocere per circa 45-60 minuti (molto dipende dal tipo di cece, quanto è grande, vecchio, ecc … ) senza mai mescolare, con il coperchio leggermente spostato e salati unicamente gli ultimi minuti di cottura. Una volta cotti ( tenete presente che non si devono però spappolare) eliminate il rosmarino e lo scalogno, spegnete la fiamma e toglieteli dal fuoco. Ancora caldi travasateli con il liquido di cottura nei vostri barattoli (precedentemente lavati e sterilizzati …. come del resto tutti gli utensili che userete nella preparazione ). Vi consiglio di aggiungere prima, in ciascun barattolo, una foglia d’alloro e 2-3 grani di pepe ( mi raccomando, per quanto pulite, non toccate mai niente con le mani ), poi mettere i ceci, dare qualche colpetto alla basa in modo da livellare il più possibile, aggiungere il liquido di cottura coprendo i ceci ma lasciando circa 1 cm dal bordo, chiudete bene e procedete alla seconda sterilizzazione. In un grosso pentolone ( o 2-3 più piccoli se non ne possedete uno ) mettete i vostri vasetti avvolti da canovacci puliti (meglio se lino o cotone naturale ), aggiungete acqua fredda quanto basta a coprirli di 2-3 dita, portate a bollore e fateli cuocere a fiamma dolce per almeno 30 minuti. Lasciateli raffreddare nella pentola, poi estraeteli, verificate l’avvenuta del sottovuoto (il coperchio deve essere leggermente concavo e in caso contrario fateli cuocere ancora per alcuni minuti ), asciugateli bene, etichettateli e poneteli in un luogo buio, a riparo da calore ma asciutto.

Aspettate almeno qualche settimana prima del consumo e, se fatto tutto secondo procedura e conservati bene, questi barattoli potranno durarvi per quasi un anno interno!

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20 thoughts on “Conserva di ceci al naturale.

  1. Ciao Martina!
    Appena visti i barattoli di ceci son accorsa!
    Ne consumo parecchi, soprattutto ora con la dieta ed in effetti fare una bella scorta mi tornerebbe comodo per non stare a cuocerne ogni due per tre!
    Devo assolutamente munirmi di barattoli!
    Grazie mille epr aver condiviso (non conoscevo il blog di Claudia ma ora vo a spiare tantissimo 😉 )
    Baci baci

    • Munisciti di barattoli di ogni forma e misura, vedrai quanto creano dipendenza!
      E poi sono certa che Claudia ti piacerà tantissimo e, specialmente ora, ti sarà davvero di supporto! Un forte abbraccio e buona giornata.

  2. Concordo su tutto e l’idea di conservare i legumi a questa maniera è validissima: ora sto attraversando un periodo turbolento in cui cucino solo grazie a Bimby e a slow cooker, ma la tua ricetta è assolutamente da replicare… così nei prossimi periodi infernali avrò qualcosa di buono da parte!
    Un caro saluto 🙂

    • Non avevo dubbi che fossi dalla mia parte!
      Diciamo che questa è una preparazione molto slow in previsione di giornate mooolto “fast”!!! E se proprio non ti incastri con i tempi fammi un fischio che te ne tengo un barattolino da parte 😉

  3. Ecco, adesso arrossisco…mi avevi promesso una sorpresa e me l’hai fatta veramente!
    Sono felice di leggere che contribuisco almeno un pochino a rendere più forte il tuo muoverti in una certa direzione, quella che, come scrivi tu, è ancora controcorrente, ben lontana dalla maggioranza. In verità ci aiutiamo tutti a vicenda in questo percorso, e questo è molto bello.
    Un abbraccio e grazie!

    • Ma se arrossisci per così poco quando riceverai il premio “erborista dell’anno” che farai?! 😉
      Ti abbraccio forte e il grazie solo a te!
      ps: ma te lo devo proprio dire … io alla tua testolina gialla che si affaccia timida timida sono proprio affezionata!!!

  4. Quanto mi piacciono le ispirazioni tra donne, le idee e l’energia che nascono dagli incontri che fanno crescere non solo la simpatia, ma anche la consapevolezza! Il cibo è un mondo immenso, trovo che sia importante un’educazione al mangiare, quasi una materia da insegnare a scuola! L’auto-produzione è un ramo fondamentale, diverte noi a farla e ci assicura di sapere davvero cosa portiamo in tavola… e diciamolo, quei barattoli, oltre che sani, sono bellissimi, da guardare con fierezza! Vorrei avere una dispensa senza fondo o mensole ovunque per contenerli tutti, con mille ingredienti!

    • E’ vero, il cibo è un mondo immenso, unisce popoli e culture … talvolta anche quando esse stesse dichiarano di non aver nulla in comune! A parlare di autoproduzione mi sembra sempre di esagerare un po’, forse se avessi piantato, coltivato, raccolto e per ultimo cucinato questi ceci, allora mi sentirei davvero totalmente “indipendente”. Per ora continuo a considerarmi l’ultima ruotina del carro … senza di essa il tutto andrebbbe avanti comunque.
      Meglio non entrare sul tema della dispensa sempre troppo piccola e gli spazi a disposizione sempre più angusti; tra poco sarò costretta a dormire sul tetto! 😉

  5. Ancora sorrido a leggere le “nostre” parole all’unisono. Anche se credo che tu le abbia espresse meglio, io rischio di diventare un po’ polemica e pesante…
    I tuoi barattoli sono un’idea meravigliosa a cui non avevo mai pensato e mi riprometto di attivarmi anche io quanto prima.
    Ti mando un abbraccio grande grande, oggi più che mai legate da un sottilo filo invisibile 🙂

    • In effetii sono quelle cose che quado le hai davani pensi: “Ma perché diavolo non l’ho ancora fatto?!”. Sono quei grilli che suonano nella testa, partono come rumori ovattati, di sottofondo, poi all’improvviso un’esplosione, e a quel punto è impossibile non prestarvi attenzione!
      Ti auguro buona giornata e aspetto di trovare nuovi nodi e intrecci lungo questo filo 🙂

  6. Ciao Martina, che piacere conoscerti! Condividiamo pienamente il tuo desiderio, quello di una cucina consapevole e non per questo inaccessibile. Abbiamo curiosato fra le pagine del tuo blog, quanto ci piace come scrivi, quello che cucini, il tuo approccio agli ingredienti in cucina! Siamo grandi consumatrici di legumi e giusto qualche settimana fa ci chiedevamo proprio come poterci preparare da noi i vasetti di ceci già cotti, e tu ci vieni decisamente in aiuto! Credi che sia necessario salarli per preservarli? O possiamo lasciarli completamente al naturale?
    A presto!

    • Con tutti questi complimenti ora le mie gote sono arrossite. Trovare persone che condividono i tuoi pensieri e li portano avanti con sincerità è sempre bello, anche solo per il semplice fatto di sentirsi un po’ meno soli … e matti! 😉
      Per i ceci potete tranquillamente evitare di mettere il sale, se va incontro maggiormente ai vostri gusti. Non cambia proprio nulla per lo stato della conservazione, per quello l’importante è solo l’attenzione a tutte le fasi di sterilizzazione. Buon lavoro allora, un saluto grande e buona serata.

  7. Pingback: Zuppa di ceci, pomodori e pesto ligure … sussurata da una pentola in rame! | mente & cuore in cucina

  8. Ciao Martina, vorrei proprio provare queste conserve ma non so come sterilizzare i barattoli… ho troppa paura di sbagliare! Avresti un link ad un metodo affidabile? Comunque ottima idea!!!

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