Pie (o quasi) ai frutti di bosco con esubero di pasta madre.

Pie ai frutti di bosco con esubero di pasta madre” Nell’uomo i cinque sensi non funzionano mai contemporaneamente con la massima intensità. Tutti conoscono il detto popolare < Quando mangio sono sordo e muto>. Si potrebbe aggiungere: < e cieco>, poichè quando si mangia con tanto appetito, la vista non è altro che una funzione ausiliaria e coordinata del gusto. Quando cerco qualcosa a tentoni in fondo ad un armadio e la percezione è localizzata sulla punta delle mie dita, non vedo e non sento niente, tutto viene escluso dall’intensità della sensazione tattile. … E allo stesso modo, varcata la soglia del panificio, me ne stavo lì impalato senza vedere i volti affabili e partecipi degli operai e senza sentire le parole del mastro panificatore di turno. E non sentivo neanche il caldo del reparto riscaldato senza risparmio, quel cado di cui pure il mio corpo aveva tanto sentito la mancanza durante il lungo inverno. Aspiravo l’odore del pane, il denso aroma delle pagnotte nel quale si mescolava l’odore del grasso caldo e quello della farina cotta. Ogni mattina coglievo con avidità una frazione minima di quell’odore inebriante incollando il naso alla crosta della mia razione prima di mangiarla. Ma ora percepivo quest’odore in tutta la sua intensità e potenza, tale, mi sembrava, da lacerarmi le narici.”

I racconti di Kolyma. V. Salamov

Sono andata a rileggermi questo passaggio mentre aspettavo che la pasta, già infornata, aumentasse a dovere e si cuocesse al punto giusto. Non sò se capita anche a voi, ma a me succede spesso che le mani indaffarate in cucina mi portino a galla racconti, canzoni o storie catalogate e riposte nei meandri della memori, senza volerlo, come se sapessi leggere uno spartito che non conosco.

Ho ripensato a questo testo e, subito dopo, al forno vicino alla mia vecchia casa, proprio dall’altro lato della strada.

Svegliandomi presto, avevamo quasi gli stessi orari, così ogni mattina potevo assistere indisturbata, ed essere partecipe della trasformazione. Dall’anta semi aperta, con la tazza calda fra le mani, osservavo il furgoncino che portava i pacchi di farina e la legna posta fuori al riparo dalla pioggia. Nel buio ancora intenso potevo facilmente vedere quasi tutto all’interno; la loro porta non era mai chiusa completamente … doveva fare molto caldo dentro! I corpi tutti vestiti di bianco andavano da una parte all’alltra dello stanzone, non frettolosamente ma senza fermarsi un minuto. In un angolo potevo intravedere le pale, le scope di saggina e i cestoni bianchi in cui poi sarebbe stato accolto il pane, pronto per essere venduto.

Ovviamente non restavo così tanto alla finestra da poter osservare ogni singola sequenza; talvolta entravo al secondo atto, altre volte alla fine della scena. Ma quando iniziavano a cuocere il pane, non serviva essere lì ad osservarli; quel profumo buono, sicero come pochi altri, era così intenso d’avvolgere tutto il paese ed entrare dentro ogni singola casa, compresa la mia.

jamMi manca quella sensazione di calore, quell’invisibile coperta mattutina, e forse è per questo che ho deciso di far trovare questo dolce a colazione; un pane e marmellata ( perché di semplice pasta di pane si tratta ) travestito da crostata. Ero partita con il voler fare una torta degna di tal nome, fruste stampi e creme come minimo. Ma poi è bastato un soffio di vento e sono cascata sempre lì … semplice, genuino, rustico e senza troppe pretese da “mis en place”.

Ma buono era proprio buono e l’odore (anche se non è stato cotto a legna) ha saputo coccolarci degnamente!

n.b: per la ricetta ho preso spunto dal libro (ormai stranominato in questa cucina ) “Pasta Madre” di R. Astolfi. Avendo un bel po’ di esubero a disposizione, e vedendolo così ben messo, non me la sono sentita di buttarlo ( e di crackers e taralli ne avevo in abbondanza). Non ero sicura riuscisse nella completa lievitazione, ed invece stupore e meraviglia! Nel caso non vogliate osare nel tentativo, vi basterà sostituirlo con 80 gr di pasta madre rinfrescata e attiva ( oppure lievito di birra in dose massima di 5-6 gr, calcolando i diversi tempi di lievitazione). Ho anche utilizzato farine leggermente diverse, preferendo al posto di una 0, della farina 1 e una piccola aggiunta di grano duro, giusto per ottenere quella crosticina in più. Per la confettura (non fatta dalla sottoscritta, ma comuque di buona qualità e con solo zuccheri naturali … quindi non tanto dolce …) ho optato per i frutti di bosco non tanto per calcolo o scelta oculata, quanto per sfruttare quel barattolo aperto giusto il giorno prima … evviva la sincerità!!!

like a piePie con esubero di pasta madre e confettura ai frutti di bosco

Ingredienti ( dosi per uno stampo a cerniera da 24 cm di diametro ):

  • Per l’impasto:
  • 300 gr di farina tipo 1
  • 50 gr di semola di grano duro (senatore cappelli) + q.b di supporto
  • 120 gr di pasta madre (esubero)
  • 180 ml (circa) di acqua tiepida
  • 1 cucchiaino di miele millefiori
  • 1 pizzico di sale
  • Per il ripieno:
  • 200 gr di ( circa ) di confettura di frutti di bosco
  • Per guarnire:
  • 1 cucchiaio di olio evo (per me pugliese)
  • 2 cucchiai di zucchero di canna

Iniziate sciogliendo, in una ciotola capiente, la pasta madre nell’acqua. Aggiungete poi le farine setacciate, impastate brevemente, poi aggiungete il miele, il sale e continuate ad impastare. Dovrete ottenere un impasto abbastanza morbido, liscio ed uniforme (aggiungendo nel caso un altro po’ d’acqua o farina). Fate la solita palla, copritela con un canovaccio umido e lasciate lievitare fino a raddoppio, circa 5-6 ore, in un luogo riparato. Trascorso questo tempo fate un giro di pieghe circolari e dividete l’impasto in due parti uguali. Stendete il primo impasto con le mani ( come fosse una pizza ma stendendo anche i bordi), poco più largo della vostra teglia e adagiatelo delicatamente nello stampo, precedentemente unto con olio. Fate aderire la pasta anche sui bordi e coprite tutto il fondo con la confettura. Stendete ora il secondo impasto, formando un disco della stessa dimensione della teglia e adagiatelo sopra, sempre delicatamente, cercando di coprire tutta la confettura. Unite e pizzicate il bordo in modo da sigillare bene, coprite nuovamente con il canovaccio umido e fate lievitare per circa 2 ore, o fino a raddoppio del volume. Una volta lievitato a dovere, spennellate la superficie con l’olio, spergetevi lo zucchero e cuocete il tutto in forno caldo a 180°, modalità statico, per circa 30 minuti ( fino a doratura). Una volta cotta sfornate la vostra pie dal forno, lasciatela intiepidire, toglietela dallo stampo e servitela.

Questo semplice dolce è ottimo sia tiepido che freddo, adatto sia a colazione che a merenda  … magari con un buon tè caldo! Tenete presente che si conserva in modo ottimale per 3-4 giorni, noon di più … ma non credo durerà così a lungo! 😉

Annunci

8 thoughts on “Pie (o quasi) ai frutti di bosco con esubero di pasta madre.

  1. Bellissimo racconto, sei un’ottima narratrice! Mai pensato di scrivere per davvero? Hai una sensibilità spiccata, che traspare da ogni tua parole, senza risultare “mielosa”. Bellissima la tua ricetta, semplice e rustica come sai che mi piace. E che dire della magia del pane e del suo profumo magico? Credo che al mondo non esista un odore capace di dare uguali sensazioni di pace e calore.
    un abbraccio e ti auguro una splendida giornata di sole.

    • Pensa che nella maggior parte dei casi se davanti a me vi fossero fogli di carta al posto di schermo e tastiera, farei al mio fianco una montagna di palle accartocciate, pronte da bruciare!!! Però ammetto che questa volta ero particolarmente ispirata … ma con certi profumi forse è fin troppo facile! 😉
      Mi tengo l’augurio per la giornata di domani … sono già arrivate le nuvole qui! Ma tu non aspettare troppo a provare questa ricetta, fidati …
      un abbraccio e grazie

  2. Eccomi qua!:-) Come ti dicevo di là;-) ero in procinto di arrivare e mi piace tutto, lo sai che anch’io spesso davanti al forno acceso rileggo pagine che mi sono piaciute?e poi parto con una serie di associazioni che mi riportano su qualcos’altro come è successo a te di ritrovarti su una pie, piena di buono. Non trovi che tra le pieghe di questo dolce possa essere riposta l’idea di quella copertina calda con cui avvolgerti?Io spero di si 😉 Ti mando un bacio!

  3. Martina cara, io e te siamo troppo in sintonia ultimamente…ho provato questa stessa focaccia dolce un paio di settimane fa, ricetta presa dallo stesso libro, sostituzione di farina bianca con semintegrale (per me tipo2, viene buona pure con quella!) e marmellata di lamponi, che io da finire in frigo avevo quella! E visto che non mi bastava tutta ci ho dovuto mettere pure un po’ di marmellata di fichi, ho fato 3/4 in un modo e 1/4 in un altro. Faceva parte dei vari esperimenti per testare il potere della mia nuova pasta madre che stavolta ho creato io da zero (ma la nonnina novantenne mica l’ho fatta fuori eh, in frigo c’è pure lei!), insomma, dovevo sacrificarmi per la scienza, capisci? E sai cosa? Al mio lui non è piaciuta (perchè ancora non l’ho capito) e l’ho fatta fuori tutta da sola 🙂
    Un bacione!

    • Avevo pensato anch’io ( e qui doppia sintonia) ad un misto integrale, ma essendo un esubero (di quasi 4 giorni) aveo paura mi venisse una sottiletta! Prossima volta provo.
      Prossima volta ci provo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...