Strudel di mele

Strudel di meleSono nata a livello del mare, ma i miei occhi hanno sempre guardato le montagne per capire dove sorgesse il sole. E’ sempre stata l’aria salmastra ad avvolgermi, ma solo in cima alle vette più alte ho voluto gonfiare i polmoni fino alla loro massima capienza.

Se in questo momento non dovessi fare i chilometri per trovarmi in mezzo alla neve, il primo pensiero una volta aperti gli occhi sarebbe quello di prendere vestiti pesanti, infilarsi gli scarponi, mettersi gli sci ai piedi e toglierseli solo quando le piste diventano troppo gelate per essere battute.

Mi manca tantissimo la montagna, soprattutto in questo periodo dell’anno. Mi manca quel bianco argentato, il silenzio rotto solo dalla neve che cade dai rami dei pini, il freddo pungente che ti stordisce ma che ti fa senitre viva ogni singola parte del tuo corpo. Mi manca la velocità delle discese … immaginavo sempre di prendere il volo da un momento all’altro … mi manca quella sensazione di libertà immediata, naturale e il senitre le gambe bruciare dallo sforzo.

Strudel di meleMentre faccio passare il sottile velo di pasta sopra le nocche delle mani ripenso a quanto fossi legata a certi piccoli rituali: il pezzeto di cioccolato fondente da sgranocchiare durante la risalita, mentre guardavi il mondo letteralmente sotto i tuoi piedi; la camminata goffa e dondolante quando, per una breve ma necessaria pausa, ti toglievi solo gli sci ma non gli scarponi … e si sà, calzando certi “trabiccoli alpini” non si ha certo l’andatura di una gazzella! Il classico panino speck e fontina addentato avidamente a metà giornata … madonnina quanto era buono, e beno male che allora non avevo ancora certe allergie! E poi l’arrivo in paese nel tardo pomeriggio, lo scrollarsi di dosso una notevole quantità di neve, allentarsi la morsa alle caviglie, scoprirsi finalmente la faccia …. addirittura fin sotto il mento, sedersi ad un tavolo e prendere la merenda più buona di tutte … tè fumante e una dolce fetta di strudel alle mele. 

mele Rotellen.b: essendo un dolce che prevede ( in una delle sue tante varianti) l’utilizzo del burro unicamente come “collante”, è stato facile per me sostituirlo con l’olio. Per la ricetta ho preso come punto di riferimento questa qui, cambiando alcuni ingredienti e sostituendo le classiche mele trentine con una tipica varietà delle nostre colline, le mele rotelle, un tipo di mela soda e leggermente asprigna. Ho aumentato leggermente la dose nel ripieno per il semplice motivo che molte presentavano diverse ammaccature, quindi lo scarto era sicuramente superiore rispetto a mele “nuove di zecca”. Comunque cercate di stare attorno a 700-800 gr di mele, ancora da mondare.

ApfelstrudelStrudel di mele ( senza burro )

Ingredienti ( per 8-10 persone) :

  •  Per la pasta:
  • 150 gr di farina manitoba (biologica)
  • 100 ml di acqua tiepida
  • 1 cucchiaio di olio evo leggero
  • 1 pizzico di sale fino
  • Per il ripieno:
  • 1 kg di mele rotelle ( o altro tipo di mele che tengano bene la cottura)
  • 4-5 cucchiai di olio evo
  • 80 gr di zucchero di canna
  • 50 gr di pangrattato
  • 30 g di pinoli
  • 30 gr di uvetta (ammollata in poco rum)
  • 1 cucchiaino abbondante di cannella
  • scorza grattugiata di 1 limone (non trattato)
  • q.b di zucchero a velo

Iniziate preparando la pasta. In una terrina mettete la farina setacciata, fate un buchino al centro e mettete l’acqua, l’olio e il sale. Iniziate ad impastare, prima con l’aiuto di una forchetta, per poi proseguire con le mani, spostandovi sopra ad un tagliere infarinato il meno possibile. Fate dei movimenti decisi e molto veloci, fino ad ottenere un impasto omogeneo, elastico e molto morbido ( non preoccupatevi se vi sembrerà pochissimo). Ungete leggermente un piattino, mettetevi l’impasto, dopo avergli dato la solita forma a palla, e copritelo mettendolo sotto ad una pentola che avrete fatto scaldare un po’. Lasciate riposare il tutto per almeno 30 minuti e nel frattempo preparate il ripieno. Come prima cosa fate tostare il pangrattato con poco olio, giusto fino a dorarlo. Poi aggiungete il limone e la cannella, amalgamate tutto e fate raffreddare. In un’altra ciotola pulite e tagliate le mele a fette non troppo sottili, aggiungete lo zucchero, i pinoli e l’uvetta con il rum e amalgamate bene. Trascorso il riposo passate a stendere la pasta. Mettete il panetto di pasta sopra una tovaglia (pulita e in cotone naturale o lino) infarinata, schiacciatela prima con le mani, poi stendetela con il mattarello dandogli una forma quadrata. Una volta raggiunto uno spessore di qualche millimetro posate il mattarello e passate alle mani. Delicatamente alzate l’impasto e, con il palmo rivolto verso il basso, iniziate a tirarla dal centro verso l’esterno, aiutandovi con le sole nocche. Siate delicati e procedete così fino ad a che quasi non risulti trasparente e di un’ampiezza con almeno 50 cm di lato ( nel caso i bordi rimangano più spessi rispetto al resto passateli tra le dita  pressando con delicatezza per appiattirli uniformemente). Una volta stesa la pasta, ungetela con 2-3 cucchiai d’olio ( meglio se lo fate con le mani), riponetevi sopra il pangrattato e poi le mele, distribuendo tutto uniformemente ma lasciando liberi circa 2 cm dal bordo. Aiutandovi con la tovaglia iniziate quindi ad arrotolare il tutto; partendo dal lato più lungo fate prima due giri, poi richiudete verso l’interno anche i due lati più corti e poi continuate ad arrotolare. Sempre con delicatezza mettete il vostro strudel sopra una teglia, precedentemente unta e con carta forno (io ho unto un po’ anche la carta), dategli la forma che preferita ( dritta, leggermente curva o arrotolato del tutto), spennellate la superficie con 1-2 cucchiai d’olio e infornate. Cuocete il tutto per circa 30-40 minuti a 180° circa, forno statico, fino a doratura. Una volta cotto, lasciatelo intiepidire, spolverizzate con zucchero a velo e servitelo subito.

Devo ammettere che io amo lo strudel al naturale, ma nulla vieta di servirlo con della crema pasticcera o della panna semi-montata … in questo caso potrebbe andare bene anche come ottimo dessert.

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11 thoughts on “Strudel di mele

  1. Leggendo, ne ho sentito l’odore.
    Eppure, lontano dalla montagna, addentandolo in riva al mare.
    Ché odio la neve ed amo i gabbiani.
    Don’t Leave (The Disclosure Project Remix) di GiantStep Grooves Feat. Lizzy.

    • Ottimo da gustare anche sentendo il rumore delle onde sulla battigia, ma ai gabbiani è meglio prestare attenzione … non è un caso se vengono chiamati anche i “netturbini del mare” !!! 😉

  2. Buono lo strudel! Un dolce semplice e genuino, che mi sembra onesto e pulito…non è un caso che tu lo abbia scelto! 😉
    L’ho fatto qualche volta anni fa ma la pasta mi restava un po’ dura fuori…confronterò la ricetta con la tua!
    Buona giornata!

    • Siccome ormai qui di struel non ne è rimasta nemmeno una briciolina, mi consolo nel rivedere le mele trasformate in quel dolce ripeno dei tuoi dolcetti.
      Anzi ti dirò che forse uno dei tuoi cuori profumati potrebbe anche farmi risorgere dal limbo febbricitante in cui mi trovo!
      ps: per la pasta non so che dirti, perché io avevo il timore opposto. Prova con queste dosi, sono sicura rimarrai soddisfatta.
      Buona giornata allora e a presto

      • Povera!! Hai la febbre? Allora ti mando uno di questi cuoricioni, anche se virtuali, e auguri di pronta guarigione!
        P.S.: ancora una volta abbiamo scelto una ricetta con qualcosa in comune (li ho fatti la scorsa settimana) 🙂
        Un abbraccio!

  3. Mmmmhhhh….il dolce tipico della mia terra, anzi…noi che siamo golosi ci si mette pure i biscotti sbriciolati, quelli che avanzano in fondo al vaso, ed una quintalata di miele! Però mi piace sempre e comunque, in qualsiasi versione! (PS: io l’impasto lo lego solo con l’albume, senza né burro né olio…può tornare utile?)
    Un bacio!

    • L’utilizzo dell’albume mi incuriosisce molto ( ma uno per questa dose di farina va bene?). Prossima volta lo provo e poi ti dico.
      Grazie della dritta e buona giornata 🙂

  4. Ero venuta a vedere se c’era un post nuovo e caspita, mi sono accorta di essermi persa questo, con uno dei miei dolci preferiti! Al mare non posso rinunciare, alla montagna sì… però ricordo sempre con gioia le volte che sono andata in giro per paesaggi innevati o prati verdi a luglio, le vacanze ad alta quota sono state belle, tutte quante… forse perchè diverse e perchè rese speciali da questo dolce, che insieme ai canederli era il Cibo per eccellenza di quelle giornate! Abbiamo mangiato la stessa merenda, con lo stesso gusto e la stessa passione! 🙂

  5. Ma questo impasto mi attira moltissimo!!!E’ geniale, lo sperimento e intanto attendo di sapere cosa riposa nel tuo barattolo di vetro, perchè sto impazzendo!;-)

  6. Bellissima ricetta e soprattutto, bellissimo post. Com’è che ti trovo solo adesso (passando dal blog di Claudia)? Mah. Tutto quello che scrivi sono sensazioni che condivido al millimetro, compresi il pezzetto di cioccolata, che nel mio caso era mezza tavoletta, e il panino speck e fontina il cui valore proustiano per me è incarnato da una porzione fumante di gulasch. Sembro poco seria e probabilmente lo sono, quindi nel primo commento che ti lascio meglio che ti dica che anche io mi ritrovo spesso a parlare di quanto la montagna (e l’inverno e la neve) mi faccia sentire viva, e “sentire”, in generale. Sinceramente non so cosa aggiungere, hai già detto tutto tu.

    P.S. Il tè riposa lo spirito, lo strudel scalda il cuore.

    • Trovarsi tramite una streghetta ( o almeno io così chiamo Claudia) è decisamente propiziatorio! Sapere di essere in sintonia su paste delicate che avvolgono dolci mele, montagne innevate e istinto calamita verso la natura è una base talmente solida da cui partire che difficilmente si potrà tornare indietro …
      A presto donnina che disegna, ama e non ha paura del burro ( quello invece per me è davvero la peste nera!!!) e buona settimana!

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