Pagnotta di grano arso e il giurassico che è in me!

pane di grano arso a lievitazione naturaleNonostante abbia un blog e sia (neologismi permettendo) “connessa”, ho un un cervello che funziona in modalità “vintage” ( anche se alcuni latinisti tradurrebbero l’aggettivo con tal perifrasi …” ma manco mia nonna!!!“) e questo per quanto mi calzi bene, ammetto, ha i suoi sporchi difetti!

Il mio cellulare occupa un volume che va ben al di là della bidimensionalità, non cinguetta o squittisce, non si strofina ma si apre e si chiude, non fotografa, non mi dice che canzone stanno mettendo nel bar, non mi fa scoprire tutte le costellazioni del creato sopra la mia testa … solo telefona e manda messaggi brevi ( di faccine ne so fare solo 3, contenta, triste e quella che fa l’occhiolino!). E tutto ciò, sottolineo non è un problema … tranne il fatto che, obbiettivamente, spendo molti più soldi per telefonare rispetto alla media … e da buona ligure è un fatto di considerevole importanza!

Alla fotografia digitale mi sono convertita solo quando per far sviluppare un rullino da 24 in bianco e nero ero costretta ad attraversare mezza città, aspettare almeno un mese per vedere il risultato e pagare una cifra con cui ora ci comprerei una macchina fotografica di quelle compatte!

sourdough roasted breadAmo la musica, l’ascolto appena posso e ovunque, ma in mano ho sempre e solo avuto dei cd … MP3 ne ho usufruito solo tramite terzi! Peccato che se malauguratamente ti si rompe la testina del lettore cd o il filo dello stero … l’unica frase che ti senti dire dall’esperto commesso di X negozio elettronico è ” Ma fai sicuramente prima a comprartene uno nuovo“; e ciò che mi verrebbe sempre da rispondergli è meglio che non lo scriva!!!

Per i giochi da tavolo non ho mai straveduto, quindi figuriamoci quelli in rete e di acquisti su il qualsiasi sito non sono proprio una grande fan; al di là di biglietti aerei, treni e poco altro, proprio quando non se ne può fare a meno, vedo cospirazioni in ogni link e il Signor Copiadatipersonali mi sembra sempre appostato dietro all’icona suadente, in attesa di un mio passo falso! Il che si traduce in appostamenti dietro lo spioncino del portone per non mancare il fulmineo corriere, in anda e rianda verso l’efficientissimo ufficio postale … nemmeno fosse lo struscio del sabato pomeriggio, o in collaudate, quanto sfrontate, richieste ad amici o parenti sparsi un po’ ovunque, che abbiano un così buon cuore da portarmi ( trovare e portarsi dietro) un pacchetto dell’ultima mia impossibile richiesta!!!

pane di grano arsoE così è andata anche per questi due pacchi di farina di grano arso, agognati da tanto, richiesti svariati mesi fa ad un caro amico pugliese ( vive proprio nelle zone del foggiano) e poi, giusto settimana scorsa, arrivati finalmente tra le mie mani.

Però, immaginate la mia faccia una volta aperto il lembo di carta e messo il naso vicino a quella farina che sa di tostato e affumicato?! … Com’è che si dice? … sorriso a 36 denti? Ecco, no, forse non ho ancora reso l’idea!!!

sourdough roasted breadPagnotta di grano arso a lievitazione naturale

Ingredienti:

  • 150 gr di pasta madre fresca e attiva (idratata al 50%)
  • 300 gr di farina di grano arso
  • 300 gr di farina tipo 1
  • 100 gr di farina forte W350 ( o Manitoba biologica)
  • 400 ml d’acqua tiepida
  • 1 cucchiaino abbondante di sale fino integrale
  • 1 cucchiaino di sciroppo d’agave (miele, malto)

Iniziate sciogliendo la pasta madre in 300 ml d’acqua in una capiente ciotola, aggiungete poi le farine precedentemente setacciate e mescolate brevemente con un cucchiaio di legno. Unite ora il sale, lo sciroppo d’agave, la restante acqua e impastate finché il tutto non sta assieme (aggiungendo altra acqua o farina nel caso l’impasto lo richiedesse). Coprite la ciotola con un canovaccio pulito e umido e lasciate riposare così per circa 30 minuti. Riprendete ora l’impasto e, passando sopra un piano di lavoro appena infarinato, iniziate ad impastare. Inizialmente risulterà leggermente appiccicoso, ma evitate di aggiungere farina ulteriore, e con movimenti delicati, veloci ma decisi continuate a lavorare per almeno 10 minuti, o almeno fino a che non risulti ben incordato. Ungete una ciotola con un filo d’olio evo, adagiatevi l’impasto, copritelo e fatelo lievitare in un luogo asciutto e al riparo da correnti d’aria fino a che non raddoppi di volume ( con le temperature odierne, lasciandolo semplicemente nel forno chiuso, ho aspettato circa 6 ore). Passato il tempo di riposo, riprendete l’impasto, fatelo scivolare delicatamente sopra un piano lavoro, fate una serie di pieghe a libro e, sigillando con delicatezza, dategli la forma di un filone. Lasciatelo lievitare, così coperto, per altre 2 ore circa. Nel frattempo, prima che arrivi a completa lievitazione, accendete il forno a 250°, con pietra refrattaria o teglia capovolta posta nella parte bassa e un pentolino d’acqua al di sotto. Una volta pronto il pane, praticate dei tagli e, con l’aiuto di una pala (o di un’altra teglia con carta forno) fatelo scivolare sopra la pietra  o la teglia ormai calda, abbassate la temperatura a 240°, cuocetelo così per circa 10 minuti, poi abbassate ulteriormente a 200° (circa) e proseguite la cottura per altri 30-35 minuti (togliendo il pentolino circa a metà), o almeno fino a cottura avvenuta ( verificate sempre dando piccoli colpi con le nocche sul fondo del pane e ottenendo così un suono vuoto). Lasciate raffreddare il pane sopra una griglia dentro il forno ancora caldo ma aperto, e aspettate almeno 4 ore prima del consumo.

Questo pane, per quanto profumato e dall’aroma intenso, non ha all’assaggio un gusto così predominante (almeno paragonato al profumo). Credo si sposi a meraviglia con formaggi freschi e non troppo saporiti, con prosciutti dolci e ogni tipo di verdura … una semplice bruschetta di pomodori e basilico è davvero favolosa!!! Devo dire che sto ancora meditando l’abbinamento con il dolce, magari dei fichi, delle pere o mele appena caramellate in padella?! Che dite? … Appena provo l’abbinamento vi dico … intanto ogni suggerimento è gradito!!!

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8 thoughts on “Pagnotta di grano arso e il giurassico che è in me!

  1. Mi rivedo in molte descrizioni. Arrivo sempre tardi sulla tecnologia e molto spesso ci capisco pochissimo, il minimo indispensabile che possa essere utile per me 🙂 Però, ammetto che con la vendita di prodotti on line la mia curiosità è aumentata in maniera considerevole e spesso, tra le cose che vado a guardare di più, ci sono proprio le farine. Quella di grano arso l’ho trovata in un super vicino casa e mi sa che la proverò. Il tuo pane e l’idea del profumo che possa avere mi ha messo voglia di sperimentare qualcosina 🙂

    • Ognuno ha le sue magagne … la mia (tra le tante) sta in una punta di “conservatorismo” spinto!!! 😉
      Ma lasciando perdere gli scherzi, non aspettare altro e prova subito questa farina, e poi fammi sapere! Buona giornata e a presto allora 🙂

  2. Mi piace questo tuo essere giurassica, mi ricorda molto la me di qualche anno fa…poi non chiedermi perchè mi sia adeguata a trilli e cinguettii vari del telefono…sicuramente per molti versi stavo meglio prima :/
    La farina di grano arso l’ho aspettata per molto tempo anch’io e quando finalmente sono riuscita ad usarla mi ha reso l’attesa più di quanto mi aspettassi.
    Bellissimo questo pane, così ben formato e vigoroso…una meraviglia!

    • I complimenti sul pane fatti da te sai che valgono doppio vero?!
      E il tuo pane me lo ricordo eccome, anzi sono anche venuta a rivederlo prima di mettermi all’opera … poi le conversioni con diverse idratazioni e tempi che non riuscivo a gestire, mi hanno portato a fare di testa mia!
      Prossima volta proverò con della pasta fresca … sono entrata nel tunnel del “tostato” è ufficiale 🙂

  3. Martina, Martina… brava che mentre io non ci sono tu acquisti questa farina speciale e assolutamente da provare, sfidando la tecnologia per amor dei lievitati! Così mi sai accogliere benissimo con queste fette di pane e possiamo organizzare una colazione “delle nostre” piena di confetture, mentre ci raccontiamo un po’ di novità sulla scia dell’estate… 🙂
    Con la farina di grano arso ho sperimentato per ora solo la pasta fresca ma il prossimo passo è proprio quello che vedo nelle tue foto… e hai notato che dai i morsi a forma di cuore o di farfalla? 😉

    • Quando hai pubblicato il tuo post (che definirlo tale mi par quasi riduttivo) sono rimasta folgorata da quella buca delle lettere dalle tinte color del mare, mi sembrava un simbolo di quanto scritto qui! Alla prossima colazione ricordami di mettere dentro il pane per tempo, così da farlo arrivare ancora tiepido … Intanto diamoci un doppio obbiettivo; mentre ti dedicherai ai lievitati, io mi concentrerò sulla pasta fresca … che i tuoi pici, in quelle ciotole in terra cotta, li ho stampati in mente come francobolli!
      un abbraccio e buona settimana

  4. Oddio, ma quante cose mi sono persa in questo blog bellissimissimo!?! Tempo maledetto, sto recuperando tutto insieme e qui non posso non fermarmi, io che sono giurassica quasi quanto te. Anche io sono smartphone-esente (e voglio restarlo il più a lungo possibile!!!) e anche io ho fatto il passaggio al digitale fotografico molto controvoglia. Per il resto, beh, l’mp3 l’ho adottato da tempo, stanca dei cd che saltavano in macchina (e lo uso SOLO in macchina, tutti Ipod abbandonati da chi non li usava più), e i corrieri qui mi conoscono tutti, che a stare troppo lontani dalla città con l’e-commerce bisogna farci amicizia. E con la farina di grano arso perchè invece non ci ho fatto ancora amicizia? Arriverà anche quel momento, anche il mio lui scalpita da un po’ per farne la conoscenza, e questa ricetta farebbe al caso nostro…tornerò quando sarà il momento!!

    • Claudia non puoi davvero immaginare il profumo! Quella che mi resta la sto tenendo cara quanto non mai … ogni tanto in crisi d’astinenza mi basta aprire l’anta della dispensa e respirare tutto quell’aroma di tostato! Ti avverto … quasi quasi se non riesci per vie traverse tenta con l’acquisto in rete … ne vale la pena e sono sicura non te ne pentiresti! Ti mando un abbraccio e grazie di essermi venuta a trovare che lo so quanto sei trottola in movimento super indaffarata 🙂

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