Confettura aromatica di castagne.

Chestnut jam with spices and NocinoSe riuscissi ad andar per ordine dovrei iniziare dalla partenza, ma di partenza in partenza poi finirei per perdermi in tutto il mezzo che è stato … e tutto quel mezzo sarebbe troppo per esser descritto in poche righe; e certo non si meriterebbe questa fine!

Così riparto dall’arrivo … l’arrivo dopo la partenza; che come tutti i miei arrivi è stato un po’ traumatico.

Nei posti nuovi, viaggi e climi differenti rischio sempre di lasciare parte di me, o meglio e forse, parte di loro resta nella mia testa così a lungo da alterare il labile incastro della vita quotidiana … tutto si scombina con una folata di vento!

Ormai ci sto prendendo l’abitudine, metto in conto anche il post-subbuglio-interiore-del rientro e cerco dei rimedi … piccoli rituali che risolvano l’incognita di X.

fallE come ogni variabile che si rispetti, anche le formule risolutive mutano. A questo giro non ho avuto necessità di vedere il mio mare … quello visto già mi bastava; il mio istinto mi ha guidata verso le colline, salendo tra i borghi della Lunigiana, all’interno dei castagneti incolti e spontanei.

Tra le foglie dalle sfumature oro … chi cerca trova … prendo i ricci con le mani, penso sempre che essendo molto simili a me non mi possano far poi tanto male, ma loro pungono e per aprirli senza intoppi meglio usare i logori quanto resistenti guanti. Giro tra i tronchi, di tanto in tanto alzo la testa per non perdersi di vista, che ormai in un baleno è già buio ed il cestino di vimini si è riempito senza troppi sforzi ( aggiungo anche un “finalmente”, dopo due anni di quasi carestia).

Chestnut jam Una volta a casa poso il tesoro sul tavolo, faccio i dovuti sacchetti da mandare a questo e quello, e con quel che resta procedo. La maggior parte si mangerà, che siano “ballotte” oppure “caldarroste“, tra un bicchiere di vino rosso e l’altro, il resto lo conservo nei barattoli … una confettura dolce, dolce ( per me forse fin troppo da sola, ma adatta a bilanciare una nota amara di contrasto), quasi crema, che se non fosse per la mia insistente vena “sulla via delle spezie” si dovrebbe lasciar così al naturale, ma nemmeno a dirlo l’aggiunta viene spontanea, e già che ci siamo come non aggiungere (probabilmente nella vita precedente gestivo una mescita di vino …) una spruzzata di liquore che sia “ton sur ton“!

Ti metti lì, davanti ai fornelli, ancora pazienza e tempo, ma tanto fuori la pioggia batte forte e tu, di pensieri da riordinare ne hai ancora tanti … quindi cuoci, spella e gira, passa e mescola.

n.b: per la ricetta ho preso spunto, diminuendo lo zucchero al minimo indispensabile e aumentano la nota speziata, dal libro Conserve fatte in casa di L. e G. Laurendon.

confettura di castagneConfettura di castagne con spezie e Nocino

Ingredienti ( per 800 gr circa di prodotto finito):

  • 1 kg di castagne (raccolte o da provenienza certa e sicura)
  • 500 g di zucchero di canna
  • 1 foglia d’alloro
  • 6 chiodi di garofano
  • 1 stecca di cannella
  • 1 baccello di vaniglia
  • 1 pizzico di sale grosso integrale
  • 80 ml (circa) di Nocino ( o altro liquore)

Iniziate con il lavare e asciugare velocemente le castagne. Incidetele con un coltello e tuffatele in una pentola capiente piena d’acqua. Aggiungete il sale e il resto delle spezie, tranne la vaniglia, e mettete sul fuoco. Cuocete il tutto a fiamma moderata per circa 1 ora ( molto dipende dalla dimensione delle vostre castagne, più sono grandi più tempo impiegheranno a cuocere) dal momento del bollore. Una volta cotte scolatele e lasciatele intiepidire. Con l’aiuto di un coltellino pelatele e privatele della pellicina interna, quindi passatele al passaverdura, raccogliendo la granella (abbastanza fine) in una ciotola (lavata e accuratamente pulita). Mettete ora lo zucchero, il baccello di vaniglia aperto e 200 ml d’acqua in una pentola, abbastanza capiente, dal fondo pesante. Fate scaldare sul fuoco dolcemente, mescolando unicamente muovendo la pentola. Quando avrà raggiunto il bollore unite la granella di castagne e il Nocino. Lasciate cuocere per circa 20 minuti a fuoco medio, mescolando di tanto in tanto, fino a raggiungere una consistenza omogenea e cremosa, ma non troppo densa o compatta. A cottura ultimata eliminate il baccello di vaniglia e invasate la confettura ancora calda nei barattoli precedentemente sterilizzati, riempiendoli fino a 1 cm dal bordo e prestando attenzione che quest’ultimo rimanga ben pulito. Chiudete molto bene con appositi coperchi, capovolgeteli avvolti in un canovaccio pulito e lasciateli raffreddare a temperatura ambiente.

Una volta raffreddati controllate la corretta avvenuta del sottovuoto, quindi etichettateli e riponeteli in un luogo asciutto e al riparo dalla luce. Aspettate almeno 2 settimane prima del consumo.

 

 

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13 thoughts on “Confettura aromatica di castagne.

  1. Ciao Martina che bella scoperta il tuo blog, hai ragione per due anni le castagne anche qui non si son fatte vedere per quella malattia che le ha colpite, quest’anno invece sono arrivate in abbondanza e questa tua confettura deve essere meravigliosa :-), buona serata!

    • Sono felice che seguendo le castagne tu sia arrivata qui! E’ vero, quest’anno siamo tornati a regimi normali, ero partita per la ricerca con pochissime speranze, invece quando sono arrivata i miei occhi si sono riempiti di gioia 🙂
      Per festeggiare il tuo arrivo, precorro i tempi di riposo e apro subito uno di questi barattoli dolci!!! 🙂
      A presto allora e buona settimana

  2. Ora capisco con quanta intensità puoi aver “sentito” il mio post sulla Garfagnana! 😀 Non eravamo molto lontane, eh? Bellissime queste foto della confettura e del bosco. Noi non abbiamo potuto andarci perché la notte aveva piovuto moltissimo e mi è rimasta tanta voglia. Voglia di autunno, di bosco, di foglie colorate e vivaci! So che mi puoi capire. Spero di poter rimediare presto.
    La confettura di marroni per me è pericolosissima, sarei capace di mangiarne un intero barattolo da sola, altro che Nutella! Ma siccome amo molto anche le castagne, non credo che potrò mai farla perchè ogni castagna sbucciata sarebbe una castagna mangiata! 😀

    • Sai se dall’alto delle colline ti fossi girata verso il mare avresti quasi intravisto la mia casa!
      In effetti è raro che anch’io riesca a conservare questi doni del bosco ma, giuro, quest’anno è stato così generoso da poterlo fare. La prossima volta che verrai, lancia un segnale … ti raggiungerò in men che non si dica! 🙂

  3. Mi manca l’andar per boschi alla ricerca del bene prezioso, io che ogni autunno cercavo i riccetti e portavo a casa vagonate di future caldarroste, come a primavera passeggiavo come un segugio a caccia di asparagi! Nell’aver sposato una gran brava persona mi sono trovata anche a convivere con una cittadino doc, di quelli che prima di riuscire a portarli nei boschi ti fanno passare al centro commerciale e ti tolgono l’asparago di bocca in quanto votati al fast food… ben messa eh? E dire che ci siamo conosciuti raccogliendo castagne… sarebbe un bel modo di festeggiare i nostri bellissimi anni insieme trovandoci di nuovo a spazzolare i boschi, a pungerci le mani e a festeggiare con qualche golosità che possa andare al di là della consueta caldarrosta (che lui nemmeno apprezza): la tua confettura è uno splendido esempio di quante golosità si possano realizzare con dei doni così preziosi!
    Un abbraccio 🙂

    • Queste tue parole mi coinvolgono più di quanto non possa immaginare ( diciamo che i capitoli li ho letti tutti, ma la storia non ha lo stesso finale).
      Stare a contatto con la natura e celebrare ciò che dona, lo trova già molto poetico di per sé, coinvolge anima e sogni; se poi una ricerca di castagne abbia il potere di suggellare anni di amore e condivisione … penso davvero non possa esser ignorata!
      Se fossi in te mi metterei subito a programmare la caccia 😉
      Buona raccolta allora e una dolce settimana!

  4. Come mi piace l’aggiunta del nocino!! E tu sai bene perché 🙂 Non sono ancora pronta, ma l’anno prossimo ci provo anche io (anche a raccogliere castagne magari eh, che l’esperienza ancora mi manca e l’Amiata non è poi così lontano…).
    Un abbraccio Martina!!

  5. Pingback: Treccia dolce integrale alle castagne e noci. | mente & cuore in cucina

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