I piatti di competenza e la scarola saporita.

scarola saporitaNon so se in tutte le case funzioni nello stesso modo, ma qui ci sono piatti di competenza.

Con piatti di competenza intendo ricette che da un preciso momento X, per quanto facili o difficili che siano, se richieste, presentate o proposte per un pranzo, vanno senza proferir verbo eseguite da un unico membro della famiglia; chiunque si azzardi a spezzare questo rito certo non verrà esiliato, ma fin da principio saprà già che mai riuscirà a competere nella bontà finale … né per parer dei commensali, né per onesto parer suo!

Risalire all’origine del circolo vizioso (o virtuoso a seconda di come lo si guardi) risulta pressoché impossibile, anche il più abile di memoria ha abbandonato l’impresa da tempo immemore, ma sta di fatto che il responsabile di turno dei fornelli, se chiamato in causa, niente può contro la maggioranza e, di buona volontà (quasi sempre) o meno, dovrà prender postazione e accendere i fuochi. Che poi, magari, nelle fasi pulizie e taglio ingredienti, un aiuto lo si da e lo si accetta sempre volentieri, ma nel momento cruciale il massimo numero di mani che si muovono, non deve superare il paio … gli occhi che osservano e lo stomaci che borbottano invece sono senza limite imposto.

scarola saporitaI suddetti piatti possono, come ho già detto, esser di una banalità disarmante, difficili nella realizzazione, oppure semplici ma molto lunghi nei tempi … unica clausola che siano piatti di stagione … certo nessuno mai azzarderebbe a pronunciare una frase del tipo ” Avrei tanto voglia di una bella peperonata!” nel bel mezzo di gennaio!!!

E così, non poche settimane fa, mi ha assalito una voglia di scarola saltata in padella, con qualche acciuga e un leggero agrodolce ( che pur non essendo tipicamente ligure fa parte da tempo immemore dei piatti di famiglia). Normalmente in questo periodo sono solita mangiarla in insalata ( ma tutte le foglie … mica solo il cuore come fanno spesso vedere in molti e ben noti canali culinari televisivi), mescolata a molte altre varietà invernali, ma in quel preciso istante, anzi in quella precisa sera, mi andava solo in quel modo. Facile e veloce la ricetta, con ingredienti che erano tutti alla portata di mano, e nulla poteva esimermi dal preparamela da sola … se non fosse stata proprio uno di quelle “famose competenze” … non mia però, ma di mia mamma; perché per quanto semplice e facile sia la ricetta, come la fa lei nessun altro … e ovviamente il perché ancora non l’ho scoperto!

Quindi toccava aspettare, pazientare ( perché lei in cucina deve “avere i suoi tempi”), ricordare ogni tanto e sperare che arrivasse il giorno buono.

Poi finalmente, saranno state le feste, i giorni di vacanza o il fatto che la scarola fuori nei cesti del giardino dai miei abbondava più del solito, il piatto è arrivato. Profumato e buono come sempre, spazzolato nel giro di due forchettate come da copione!

scarola saporitan.b: Per prima cosa mi scuso se ultimamente vi sto infilando le acciughe in ogni dove … ma cercate di capire; una volta arrivato il Natale e aperti finalmente quei barattoli sotto sale, si da libero sfogo alla voglia che ha attanagliato fin dal mese di giugno!!! Ovvio che la presenza nella ricetta non è vincolante, ma il sapore che donano al piatto è meraviglioso; quindi se non siete contrari all’utilizzo ve lo consiglio caldamente ( e in caso contrario magari correggete la sapidità). Altra cosa … dosi riportate a pizzichi, cucchiai, occhio e gusti … insomma le classiche ricette di casa, che seguono l’anima e mai i grammi della bilancia!

Scarola ( in leggero agrodolce) saltata con uvetta e pinoli.

Ingredienti ( dosi per 2-3 persone):

  • 1 cespo (non troppo piccolo) di scarola
  • 5-6 filetti di acciughe sott’olio ( se non fatte in casa, di ottima qualità)
  • 2 cucchiai di uvetta
  • 2 cucchiai di pinoli ( precedentemente tostati)
  • 1 punta di peperoncino fresco ( non troppo piccante)
  • 1 cucchiaino di zucchero di canna
  • 2 cucchiai di aceto di mele
  • 1-2 cucchiai di pangrattato
  • q.b. di sale fino integrale
  • q.b. di olio evo ( per me tipo ligure)

Iniziate pulendo la scarola. Mondatela, lavatela accuratamente e lasciatela scolare, Nel frattempo mettete in ammollo l’uvetta in acqua tiepida e tostate i pinoli in padella per  qualche minuti. Prendete una padella abbastanza ampia, mettete un filo d’olio, il peperoncino e accendete il fuoco al minimo. Aggiungete le acciughe e fatele cuocere finché non si disfino completamente. Poi aggiungete la scarola ( volendo potete anche tagliarla un po’), un pizzico di sale, girate brevemente, alzate la fiamma a fuoco medio e mettete il coperchio. Appena la scarola sarà appassita (giusto qualche minuto di cottura), togliete il coperchio, aggiungete l’uvetta strizzata e amalgamate ancora. Aggiungete poi i pinoli, lo zucchero e l’aceto di mele. Fate cuocere il tutto ancora per qualche minuto (dovrà risultare piuttosto asciutta, in quanto anche dopo cotta tenderà a rilasciare molta acqua), poi spegnete il fuoco (assaggiate per correggere in caso l’agrodolce o la sapidità). Infine spolverizzate di pangrattato, mescolate per amalgamare il tutto, chiudete con il coperchio e lasciatela riposare per almeno 10-15 minuti.

Servite la scarola ancora tiepida ( per me servita fredda anche il giorno dopo è una goduria comunque ). In questo modo è ottima da servire come antipasto leggero o contorno saporito. Però ( e qui la tradizione del sud insegna) è ottima anche come farcia per calzoni, pizze o focacce. Trovo sia buonissima anche come condimento per una pasta ( in questo caso il pangrattato consiglio di metterlo con parsimonia e a piatti fatti, magari pure tostato un attimo in padella, al posto della grattata di formaggio per intenderci), magari corta, integrale e pure di un certo spessore!!!

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10 thoughts on “I piatti di competenza e la scarola saporita.

  1. Le ricette più desiderate sono sempre quelle che più si fanno attendere e le più deste a farsi consumare.
    Le ricette casalinghe che non sanno cosa siano i grammi mi piacciono molto di più di tutte le altre. 🙂

    • Quando si può lasciare la bilancia nel cassetto ( e io non sono una che lo fa raramente) ci si sente quasi più liberi! Buona giornata e buona settimana (senza pesi o misure) 🙂

  2. Anche in casa mia è così: certe cose le fa la mamma, altre solo il babbo. Per fare le ie, sono dovuta andare a star da sola!
    Ottima ricetta, pinoli e uvetta con le verdure mi piacciono un sacco!

  3. Amo questo piatto. Non mi stancherei mai di prepararlo e di mangiarlo. Stessa preparazione, ma la mano di mia madre è sempre quella. Due mani, due cuori.

  4. Ahahah, sì, ho presente cosa intendi con “piatti di competenza”. E’ stata una piacevole lettura questo post, sa tanto di casa, di tradizione, di amore e fornelli. E la ricetta mi piace un sacco! La proverò, anche se pure io di solito la scarola la mangio solo in insalata e certo, tutte le foglie, mica solo il cuore…apprendo da te che i dettami della cucina televisiva prevedono lo scarto di quelle belle foglie verdi e croccanti, ma perché mai? Non mi è mai passato per la testa nemmeno per un attimo…
    Un bacione cara!

    • Non ne prevedono tanto lo scarto, quanto l’utilizzo per altre preparazioni … tipo zuppe, minestre o altre cotture. Evidentemente in insalata devono esserci solo foglie belle, piccole e super tenere. Cosa per me ancora inconcepibile (ma se le cuoci così a lungo cosa ne resterà mai di tutto il loro buono?!); pensa che io mi mangio in insalata anche tutti i cambi e le foglie del sedano … quelle che convenzionalmente sono desinate per fare il brodo! Meno male che non sono l’unica “capretta” sul pianete!!! 😉
      Se provi la ricetta ( o quella dei pani ) fammi sapere cosa ne pensi!
      Un abbraccio anche a te e buona giornata-

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