Treccia dolce integrale alle castagne e noci.

Sourdough sweet bread with chestnuts jam and walnutsI miei capelli sono corti da così tanto tempo che devo sfogliare vecchi album fotografici per immaginarmi con una lunghezza che vada oltre i lobi delle orecchie. La voglia di tagliarseli sempre e la poca pazienza di gestire la loro crescita, mi ha confinato in questa strada del corto senza ritorno!

Ora, non fraintendetemi, mi prendo tutte le colpe e responsabilità di questo stato, l’unione (civile) tra me e la forbice è totalmente consensuale. Amo i capelli corti e li porto bene … insomma a praticità non ci sono paragoni, però …

Però mi mancano le lunghezze quando nei mesi freddi il mio collo è sottoposto al gelido spiffero ( e ringrazio in questo caso chi cuce per me sciarpe lunghe chilometri); quando, in caso di ritardo ad un appuntamento, la scusa “mi dovevo asciugare i capelli” non risulterebbe affatto credibile; quando nei momenti di necessità non puoi più usufruire di quello scudo “anti riconoscibilità portatile“, così indiscreto e quando nei minuti d’attesa non hai più nulla da metterti tra le dita ed avvitare come fosse un cavatappi!

Ma soprattutto ( e seriamente) più di ogni altra cosa, mi sono accorta che sono dei gesti a mancarmi maggiormente. Ogni tanto mi torna la nostalgia degli elastici tra le dita, l’alternarsi di piccoli movimenti senza che l’immagina riflessa sullo specchio mostri ciò che accade dietro la tua testa; mi manca il far scivolar fuori i capelli dal maglione dal collo alto appena indossato o spostarli dal mio viso che si è appena posato sul cuscino … giusto un attimo prima di cadere nel sonno. Mi mancano quei minuti trascorsi ad osservare l’eventuale (quanto temuta) presenza di doppi punte, messe così vicino al naso da far incrociare la vista.

E poi mi manca far le trecce, belle strette, perché almeno tutta la mattinata dovevano durare. Giochi di intrecci imparati da piccola, dopo tanta fatica. Evidentemente mi mancano talmente tanto spesso che mi sono ritrovata ad intrecciare qualsiasi cosa capiti sotto mano; un pezzo di carta rimasto sul tavolo di scrittura, un’etichetta staccata dalla bottiglia ormai vuota, gli scontrini rimasti nel portafoglio o i fili d’erba che trovo nei campi.

Ogni tanto, forse anche senza rifletterci troppo, ritrovo le mie mani ad intrecciare forme di pani. Impasti che, dopo aver trascorso ore di riposo e crescita, vengono divisi, arricchiti con una nota dolce per la colazione del giorno a venire, e poi intrecciati su se stessi … un insieme di nodi di cui solo io conosco la via verso l’uscita.

n.b: ricetta presa dal libro “Pasta Madre” di R. Astolfi. Ho fatto solo delle piccole modifiche su farina, zuccheri e scelto un ripieno diverso. Se desiderate un impasto molto soffice allora vi consiglio di utilizzare una percentuale maggiore di farina di grano tenero; così risulta certo soffice e morbida, ma resta ovviamente più compatta e rustica … a voi la scelta! La confettura di castagne è quella preparata qualche mese fa ( e anche qui siete  liberi di dar sfogo alla vostra fantasia per il ripieno) e le noci le ho messe perché sapete bene quanto ami quel croccantino in bocca!

Treccia dolce integrale con confettura di castagne e nociTreccia integrale (a lievitazione naturale) con confettura di castagne e noci

Ingredienti ( per una treccia grande):

  • Per l’impasto:
  • 150 gr di lievito naturale (già rinfrescato e attivo) idratato al 50%
  • 350 gr di farina integrale
  • 150 gr di farina di forza
  • 150 ml (circa) di latte d’avena tiepido
  • 80 ml di olio evo leggero ( per me ligure)
  • 2 cucchiai abbondanti di sciroppo d’acero
  • 1 uovo + 2 tuorli a temperatura ambiente
  • 1 cucchiaino di sale fino integrale
  • Per il ripieno:
  • 250 gr (circa) di confettura di castagne
  • 10 noci ( precedentemente sgusciate e tritate grossolanamente)
  • Per guarnire:
  • 1 tuorlo d’uovo
  • 2 cucchiai scarsi di latte d’avena
  • 1 cucchiaio raso di noci tritate ( tolte dalla quantità precedente)

Iniziate sciogliendo in una ciotola il lievito nel latte, poi unite le farine miscelate e setacciate, impastate brevemente. Coprite con un canovaccio e lasciate riposare per qualche minuto. Nel frattempo in una ciotolina sbattete le uova, unite a filo l’olio e continuate a sbattere. Aggiungete quindi il composto all’impasto, continuando ad impastare e a più riprese, unite anche il sale, lo sciroppo d’acero e continuate ad impastare ( nel caso servisse aggiungete altro latte o farina). Impastate a lungo fino ad ottenere un impasto morbido, ben incordato e liscio. Formate una palla e mettetela a lievitare in un recipiente coperto con un canovaccio umido e pulito, in un luogo tiepido per circa 6 ore ( deve raddoppiare di volume). Una volta lievitato, prendete l’impasto e stendetelo con le mani sopra un piano di lavoro leggermente infarinato, fate un giro di pieghe laterali, lasciate riposare e, con un mattarello, formate una sfoglia rettangolare con uno spessore di circa 1 cm. Ricoprite la sfoglia con la confettura di castagne, avendo cura di lasciare un bordo di circa 1 cm, e ricoprite di noci tritate. Poi arrotolate per il lato più lungo, formando un filone stretto e allungato. Con un coltello affilato e sottile tagliate il rotolo a metà per il lato lungo, lasciando unita il capo più alto. Distanziate le due parti e, mantenendo il lato tagliato verso l’alto, incrociatele formando una treccia. Unite, schiacciando, l’estremità finale e disponete la treccia su una teglia ricoperta di carta forno. Coprite e fate lievitare per altre 2 ore in un luogo tiepido. Infine spennellate con il tuorlo sbattuto insieme al latte e cuocete in forno già caldo a 180° per 30-40 minuti circa.

Una volta cotta la treccia trasferitela sopra una griglia e lasciatela raffreddare nel forno aperto. Una di queste morbidi e dolci fette potrà costituire una delle vostre colazioni, oppure una sana e robusta merenda … così o una golosa ulteriore aggiunte di confettura ( … o cioccolata per i più golosi!!!).

ps: chiedo scusa per le poche e mal riuscite foto, ma a tavola la reclamavano a gran voce!!!

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28 thoughts on “Treccia dolce integrale alle castagne e noci.

  1. Io ho portato i capelli cortissimi per anni. Ci sono certe mie foto in gita dove sembro un maschio XD arrivata all’università non ho mai avuto tanto tempo per tagliarli di nuovo così corti, quindi mi ero limitata a fare un taglio poco sotto le orecchie, normalissimo. Poi di colpo la svolta: “ma io voglio farmi le trecce” e allora è un anno che non li tocco, ora superano le spalle di parecchio! E posso farle, però adesso mi mancano i capelli corti… Non si è mai contenti!
    Bellissima ricetta, comunque XD

    • I capelli del vicino son sempre meglio!!! 🙂 Per fortuna ancora non sono arrivata a prendere (pesantemente) le forbici in mano …

      • Assolutamente no. Al massimo qualche spuntatina, ma per il resto potrei far danni seri! Lascio fare ad una mia amica che, essendo parrucchiera, mi da mooooolta più sicurezza. 🙂

      • AAAAh ecco ecco, ora si spiega tutto! Io una volta ho avuto la brutta idea (ma avevo 5 anni) di farmi tagliare i capelli da mia sorella (che ne aveva 16) e non ti dico manco il disastro… Morale della storia: mia madre mi ha messo una scodella in testa e ha tagliato 😦

  2. Da dove parto, dalla sintonia-colazione o dai capelli? 🙂 E’ che qui è tutta una treccia di ricordi e di tonalità more come me…
    Io sono una da capelli lunghi. Io mi vedo così e in quasi tutte le foto dei miei 37 anni li ho dalle spalle in giù. Ma poi ci sono le curve a gomito, improvvise. E allora capita che un giorno, zitta zitta, esco di casa con la coda e torno molto più leggera e con le orecchie scoperte. Succede ciclicamente e ogni tot, come se sentissi il bisogno di restare me stessa – capelli lunghi come una certezza e una sciarpa anti-freddo per il collo – ma anche di cambiare. Essere io all’interno di un cambiamento che passa anche dalla testa. In tutti i sensi.
    La tua treccia profuma d’autunno, posso arrivare con le mie brioches a dare una spolverata di neve bianca… e facciamo durare la colazione più del solito, vero? Tu ti alzi come sempre prima di me, puoi apparecchiare e poi sparecchiare tocca a me… 🙂

    • Una treccia che in effetti sa di autunno, ma con una delle tue dolcezze fa subito inverno e montagne di neve! Allora facciamo che invece di sparecchiare, alla fine del lauto pasto, mi concedi l’onore di legarti la lunga chioma … e siamo a posto! 🙂
      Ancora buona settimana e alla prossima sintonia.

  3. A me questa unione civile tra te e le forbici mi ha regalato un sorrisone sulle labbra che è ancora lì, anzi qui mentre ti scrivo 😀 e mi piace scoprire questa ulteriore sintonia tra noi, perché io ultimamente ho sempre le forbici a portata di mano per la mia frangetta corposa e spettinata!Anch’io ho portato per tutto il tempo del liceo i capelli cortissimi e conosco quella sensazione di libertà che regalano ma in questa fase della mia vita non riesco più ad osare la nuca scoperta… sarà l’età e soprattutto il freddo, chissà!Fatto sta che concordo sull’idea che se non si possono intrecciare le chiome che ben vengano i lievitati!Ed è proprio un lievitato che vedrà al più presto protagonista la tua marmellata di more, ma non ti anticipo nulla 😉 Un abbraccio!

    • Sapevo che avresti notato “l’unine particolare”! 😉
      Ancora non ti ho scritto ciò che darai per scontato, ma rileggerti è stato un po’ come ritrovare un libro caro lasciato nello scaffale per troppo tempo … da sempre una gioia grandissima!!!
      Allora mi accosto dietro il cespuglio e aspetto; confesso che la curiosità è davvero tanta.
      Buona giornata cara Laura, un abbraccio e buona colazione 🙂

  4. E’ splendida! E anche le foto mi piacciono molto.
    E la comodità prima di tutto, anche per me. I miei sono lunghi ma…praticamente richiedono le stesse cure dei tuoi! Zero. 😀
    Buona settimana.

    • Potrei dirti la stessa cosa per le foto … ma sai anche tu che quando una foto non esce come l’avevamo in testa, nulla può convincerci del contrario! 😉
      Confesso che l’unica cosa che non è mutata parallelamente alla lunghezza dei miei capelli è stata proprio la pazienza nel curarli … sempre pochissima … ma quella è un’altra storia! 🙂
      Buona settimana anche a te e a presto
      ps: saluti a tutta la tua bella famiglia che questa settimana mi ha regalato grandi sorrisi! 🙂

  5. Io non ho mai avuto i capelli lunghi, le spalle sono sempre state la linea di confine che stabiliva che era giunto il momento di dare una bella sforbiciata. Ho avuto periodi da capelli corti, medi e sempre raccolti, per non dover pensare a come acconciarli. Adesso li sto lasciando crescere, sono arrivati forse alle scapole e questo mi dà molta soddisfazione. Però, essendo una persona estremamente pratica, mi trovo a sbuffare davanti al phon, alle ciocche che non seguono un ordine preciso e a trovarmi impigliata in diverse circostanze, non essendo abituata 😉 Da bambina non portavo mai la treccia perchè non avevo una lunghezza sufficiente, ma quanto mi piaceva intrecciare! Ancora oggi mi piace e addirittura i miei maglioni preferiti sono quelli con le trecce 😉 La tua treccia ha fatto subito breccia nel mio cuore, con quei colori della terra e l’aria un po’ autunnale… Sa davvero di buono!

    • Ma invece sai ( ma non chiedermi il perché) che ti ho sempre immaginata con i capelli lunghi, sul castano scuro e un po’ ondulati? … a proposito di riflessioni strane a cui il nostro cervello si diletta in momenti assurdi … 😉
      Allora se mi aspetti per il pranzo, con quel tripudio di colori, arrivo con una treccia dolce in dono; non penso ci stia male come conclusione?

  6. Stasera leggerti mi è piaciuto più del solito. Le parole scorrono come un olio, come un buon olio nutriente per lunghi capelli 🙂
    Sono due anni che i miei, anche io, non riesco a farli più crescere: troppo comodi i capelli corti, per una che come me non ha gran voglia di perderci tempo, troppo comodo asciugarli in tre minuti anche quando è inverno, troppo comodo non ritrovarseli ovunque e avere quella coda stretta che tira sulla cute. Però…ecco, sì, c’è un certo non so che anche nel capello lungo, e sto provando a farmeli ricrescere. Sono arrivata alla parte superiore delle orecchie, per ora, sono a buon punto, no? Non sono solita intrecciarli, comunque, ma intreccerò volentieri questa treccia di pane un giorno. E magari qualche chiacchiera con te 🙂
    Un abbraccio bella!

    • Streghetta direi che sei ad un ottimo punto! Forse il fatto che te lo dica una che, dopo un post del genere, ha pensato bene di fare un ulteriore incontro ravvicinato con le forbici, magari non è di gran valore … ma tieni duro e una volta raggiunto il collo … tutta discesa! Prometto che alla tua prima foto con i capelli lunghi da qui partirà un pacco premio in direzione colline senesi!!! 🙂
      Intanto mi esercito ancora con gli intrecci, non sia mai che favoriscano un nostro futuro incontro! 😉
      Buon fine settimana e un abbraccio

  7. E io, che i capelli lunghi ce li ho sempre avuti, che non voglio mai tagliarli e se potessi li farei crescere fino ai piedi… mica ci avevo pensato a tutte queste belle cose?! :-)) Stupenda questa treccia, forse per una fettina un centimetro me lo taglierei 😉

    • Il problema è risolto … anche per te uno scambio super conveniente! Se mi fai giocare un po’ con i tuoi capelli, arrivo con una treccia dolce tutta per te!!! 🙂

  8. Il problema dei capelli corti è SOLO il travaglio di tornare ai lunghi: dai lunghi è un attimo passare ai corti! Ho portato i capelli di tutte le lunghezze, di tutte le forme e di tutti i colori, e so che da appena tagliati a superare l’inizio del collo è un supplizio. Dopo con molta cura si riescono ad accompagnare giù giù giù, ma fin lì è insopportabile. Io però sono appassionata di capelli, quindi potrei risultare un tantino esagerata con le mie considerazioni. Per quanto mi riguarda la cosa che mi importa di più (al momento, si cambia sempre, domani chissà) è avere un aspetto androgino, e sono riuscita ad ottenerlo con un taglio che non è proprio né lungo né corto, che riesco a portare con leggere variazioni da una quantità considerevole di tempo (soprattutto per i miei standard), ma la freschezza del taglio corto mi attrae a ondate. Ogni tanto provo l’impulso fortissimo di tagliarli ad altezza orecchie, o giù di lì: sempre un po’ morbidi intorno alla faccia (ho i capelli mossi), un po’ dandy, ma corti. Il fatto però è proprio questo: quando li hai lunghi sai che puoi passare dall’altro lato quando vuoi, e questo tutto sommato è confortante, mentre viceversa ti senti un po’ condannato. Comunque, una cosa che anche io non posso fare sono le trecce: troppo scalati, e ti confesso che capisco perfettamente quanto ti manchi. Si possono fare versioni infinite delle trecce, creando effetti incredibilmente diversi (e poi che bello scioglierle!). Il tuo pane in questo senso è bucolico e confortante, con una rustichezza che fa venire voglia di consumarlo discretamente, fetta dopo fetta, davanti a una stufa o un caminetto. Sa di umile montagna, e sai già cosa penso in proposito.

    • Da una lunghezza inferiore rispetto all’inizio settimana, ti scongiuro … rivelami quel taglio che accontenta l’eterna indecisione!
      Oppure se proprio non vuoi svelare il mistero, dimmi ancora che il mio pane sa di umile montagna … mi scalda troppo il cuore. 🙂

  9. Io sono quella che nella vita i capelli li ha avuti corti, lunghi e diciamo medi. Ora sono lunghi, lunghissimi, il mio bimbo credo li abbia scambiati per delle liane e ci si aggrappa almeno 3 volte al giorno… ogni giorno dico “oggi chiamo il parrucchiere”… ma ovviamente non lo faccio mai. Credo che sarebbe proprio la treccia la cosa che mi mancherebbe di più, quella di lato, che mi faccio ogni notte quasi in automatico. Il fatto di poterla fare con i capelli non mi impedisce però di non trovare piacere nell’intrecciare quelle di pane, soprattutto se la farina é integrale. Bellissima Martina, ma del resto qui da te non é una novità!

    • Se fossi il tuo bimbo mi arrampicherei anch’io su quei capelli scuri e belli, e la notte farei trecce per non perderle mai!
      L’intrecciare è cosa che richiede tempo e amore, e se tu hai la possibilità di farlo in più ambiti … come non sfruttare l’occasione?!
      Grazie delle belle parole, ma a proposito di pani … mi sta frullando ancora in testa il tuo con i limoni … e mi sa tanto che arriverà a breve il suo momento (spero)! 🙂

      • Ah non glielo dire, il mio bambino (Martino poi eh!) é 8,5kg…. non so quanto potrei gradire! E a proposito del pane, cosa dire? Ho fatto talmente tante volte il tuo alla cioccolata che sarebbe un onore per se tu facessi il mio al limone!

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