Ai maschi piacciono le zeppole!

zeppole di S. Giuseppe al fornoChe ai maschi piacciano le zeppole è cosa ormai risaputa, almeno per quanto riguarda il ristretto ambito familiare. Nei giorni del santo che fa inondare di bancarelle e fiere l’intera provincia spezzina, il viril sesso è colto da una smania compulsiva per quelle ciambelle che per il resto dell’anno si smarriscono nel dimenticatoio.pate a chouxMi ricordo il nonno che, in questi giorni di padri e santi, tornava sempre a casa con un vassoio in mano, ben avvolto da carta e fiocco. Una volta a tavola mangiava con una velocità impressionante ( ma la scusa era il lavoro che lo attendeva), quasi si limitava nel resto di ciò che vi era da mangiare, poi con foga apriva il vassoio posizionato davanti, sopra il suo piatto e, con tutti i sensi di cui disponeva, ne addentava una, spesso la più paffuta … crema che usciva, succo d’amarene colante e zucchero a velo fin sopra il naso, ma lui era in paradiso, e dai suoi occhi lo capivi benissimo! Era lui l’amante dei dolci per eccellenza, un nonno goloso di dolci senza remore e senza rimorsi.

zeppoleDa allora di tempo ne è passato, lui è uscito di gara, e chi rimasto cerca di mantenere alto le sue conquiste golose … lo sforzo è effettivamente immane, ma devo dire che i maschi di famiglia sembrano reggere dignitosamente il paragone!!!

Così, incamminata sulla via dei ricordi e perorando la causa di quei momenti di gioia e godereccio che talvolta ci si può concedere mi sono lanciata nella preparazione delle zeppole, lasciando però la padella del fritto appesa al muro. Dopo alcune ore di sacche (maledette) da pasticcere, montate d’uova, creme voluttuose e nevi zuccherine, ho finalmente composto i miei vassoi. Uno è andato dritto dai nonni, un altro è servito per festeggiare in anticipo la festa del papà e il terzo è volato tra quelle braccia che mi tenevano stretta sulla poppa del gozzo.

famiglian.b: la ricetta che ho seguito è questa, senza cambiare praticamente niente e affidandomi completamente a tanta maestria! E’ certamente un procedimento che richiede tempo e attenzione, la materia prima utilizzata deve essere di ottima qualità, ma la soddisfazione finale di veder i vassoi vuoti nel giro di qualche ora, vi giuro, appaga di tutto lo sforzo.

zeppole al fornoZeppole di San Giuseppe cotte al forno

Ingredienti ( dosi per 16 zeppole circa):

  • Per la pate a choux:
  • 250 gr di farina 0
  • 250 gr di acqua
  • 6 uova tipo 0
  • 160 gr di burro
  • 5 gr di sale
  • Per la crema pasticcera ( densa):
  • 460 gr di latte intero
  • 6 tuorli
  • 150 gr di zucchero semolato
  • 30 gr di farina 0
  • 20 gr di fecola
  • 1 limone scorza grattugiata
  • 1 bacca di vaniglia (per me esausta)
  • Per decorare:
  • q.b. di amarene sciroppate
  • q.b. di zucchero a velo

Iniziate preparando la pate a choux. Ponete in un tegame dal fondo pesante acqua, burro e sale, mettete sul fuoco a fiamma dolce, fate sciogliere il burro e appena inizia a formarsi il primo bollore unite la farina tutta in una volta, precedentemente setacciata. Girate velocemente e allontanatevi dal fuoco. Continuate a girare fino al formarsi di una palla densa che si stacca dalle pareti, riponete sul fuoco e cuocete ancora per qualche minuto. Travasate il composto in una ciotola di vetro o ceramica e lavoratelo ancora, fino a farlo intiepidire. Aggiungete quindi le uova, uno alla volta, aspettando che si incorporino bene. Continuate a mescolare fino ad ottenere una consistenza tipo crema molto densa ( nel caso le uova fossero piccole aggiungetene uno, nel caso opposto fermatevi a 5). Trasferite la pasta in una sacca da pasticcere montata con una bocchetta a stella ( dal diametro 8-10 mm), prendete una teglia rivestita con carta forno e formate le vostre zeppole. Fate due cerchi concentrici, uno sopra l’altro, quello sopra leggermente più piccolo e facendo attenzione a lasciare spazio da una all’altra. Continuate fino a fine impasto e poi cuocete il tutto: prima a 200° per 10 minuti, poi a 180° per altri 20 minuti, infine altri 5 minuti con il forno leggermente aperto. Una volta cotte mettetele sopra una griglia e fatele raffreddare completamente. Nel frattempo preparate la crema. In un pentolino scaldate a fiamma dolce il latte con la scorza di limone e la bacca di vaniglia. Montate intanto i tuorli con lo zucchero, poi unite la farina e la fecola setacciate. Appena il latte raggiunge il primo bollore versatene poco nel composto di uova, girate bene e rimettete tutto nel pentolino. Continuate a girare e cuocere fino a vedere che non inizia ad addensarsi, poi eliminate limone e vaniglia e trasferiste subito in una ciotola. Coprite con pellicola e lasciate raffreddare completamente. Una volta pronta mettete la crema in una tasca da pasticcere montata con la bocchetta di prima, tagliate le zeppole a metà e farcitele. Fate un giro di crema all’interno e richiudete. Date un spolverata di zucchero a velo, fate un ulteriore giro di crema sulla sommità della zeppola, mettete su ciascuna un’amarena e date un’ultima e leggera spolverata di zucchero.

Fate riposare le vostre zeppole per qualche minuto e poi servitele. Così morbide e ricche saranno un ottimo dolce per fine pasto. Se conservate in frigo si mantengono bene per 3-4 giorni, ricordandosi di lasciarle un po’ a temperatura ambiente prima di consumarle.

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14 thoughts on “Ai maschi piacciono le zeppole!

  1. Adoro le zeppole di San Giuseppe e devo dire che anche mio padre, come tuo nonno e i maschi di famiglia, è molto goloso, di zeppole, ma non solo. Settimana scorsa che sono tornata a Napoli, mi ha fatto trovare delle nocciole per fargli degli amarettini tipici dell’avellinese. E’ capitolato di fronte alle sfinci palermitane 🙂 Ecco, magari adesso potrei tentarlo con le zeppole. Ti sono venute meravigliosamente 🙂

    • Ma se ancora ti trovassi a Napoli, dovresti sentirti quasi in dovere di fare queste golosità!
      Dall’alto della vetta, tra un’amarena e l’altra, ti mando un saluto che arrivi fin lì. Un dolce fine settimana e buone preparazioni

  2. Come capisco quello che provava tuo nonno! Mi ha colpito la frase del sentirsi in paradiso perchè a me capita lo stesso, tutte le volte che addento una zeppola o un bignè di San Giuseppe e mi sembra di sprofondare nella cosa forse più morbida, voluttuosa e avvolgente che la pasticceria propone! A te è venuto bene tutto: racconto, ricordo e risultato finale, tra le mani stringi in tutti i sensi qualcosa di veramente prezioso! 🙂

    • Se dici che sia venuto bene sono felice … perché il ricordo è veramente la cosa più preziosa tra tutte queste righe e riccioli di crema.
      Allunga il braccio e te ne passo una tutta per te 🙂

  3. Fa strano dirlo ma le prime zeppole le ho assaggiate qui a Montreal 4 anni fa, lavorando in ristorante di una famiglia immigrata generazioni fa. Credo che me ne dovrei vergognare, ma ad ognuno le sue origini, io sono cresciuta con le frittelle di riso e l’odore intenso che a casa della nonna si sentiva già dal portone del palazzo. Mi piace questo post dei ricordi, é fatto con il cuore in ogni suo dettaglio-foto, parole, ricetta. Non vi é dubbio. Chissà che bel fiocco avrebbe messo il tuo nonno attorno al vassoio delle tue zeppole!

    • Probabilmente non si sarebbe dato tanto da fare nell’impacchettamento … magari nello “spazzolamento”, quello di sicuro! 🙂
      Però grazie perché è un’immagine bellissima e dolce.
      ps: in ogni modo, le frittelle di riso non si toccano e quelle di San Donato mai si dimenticano! 🙂
      un abbraccio e buone feste in arrivo.

  4. 17 marzo-18 ottobre. Il tempo è una questione interiore (e mentale), a volte. Vengo qui perchè un po’ manchi, ecco. E dato che ho visto stamattina i tuoi melograni bellissimi… volevo dirtelo, più che mai! Ne porti qualcuno per la colazione? Oppure, se mi raccogli il succo, facciamo una torta da credenza umida e soffice!
    🙂

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