0

Confettura di anguria e quando il signorino M. ha scoperto il suo paese ideale!

IMG_20130720_150030L’anguria o cocomero, che dir si voglia, è forse il simbolo estivo per eccellenza. Il frutto preferito del signor M., penso sarebbe capace di mangiarsene uno interno tutto da solo (e non sto considerando quelli baby)! Il problema è che la sua presenza nei banchi del mercato ha una vita molto breve, quindi chi ne va particolarmente goloso è quasi indotto a farne un’indigestione, con conseguenze poche piacevoli direi!

Proprio pochi giorni fa ho visto per caso un documentario sui coltivatori di anguria in America (purtroppo ora non ricordo il nome del posto) … sempre il signor M. ha deciso già che quella sarà la nostra prossima meta di viaggio e molto probabilmente ci trasferiremo lì a vita!!! Tralasciando il fatto che sono rimasta sconvolta dalla fatica che dovessero sopportare nella raccolta di questi bestioni da 7-8 Kg l’uno (sempre riguardo al signorino M. … ho i seri e fondati dubbi che possa sostenere tali ritmi fisici, ma in fin dei conti lui si era giustamente immaginato solo ed esclusivamente consumatore e non coltivatore), mi ha impressionato la versatilità dell’utilizzo che ne facevano in cucina; si passava da una specie di chutney di anguria piccante con cui condivano piatti salati, carni e pesci, utilizzavano le bucce per ricavarne delle piccole caramelle candite, dolci a più strati interamente fatti d’anguria e poi fette d’anguria fritta, alla griglia e in molti altri modi. Beh, in effetti molto di ciò che ho visto ammetto che non mi ispirasse gran che, soprattutto perché era tutto esageratamente “troppo e tanto” per i miei gusti. Ad ogni modo sono rimasta così affascinata che mi sono lasciata talmente contaminare dal “mood cocomerlandia” che quasi senza accorgermene e senza troppa convinzione mi sono messa a preparare, per la prima volta, una confettura di anguria.

Devo ammettere che è stato un lavoro di pazienza, anche perchéIMG_20130720_151347 togliere tutti quei simpatici semini non è una cosa immediata e poi il risultato finale è stato un po’ deludente dal punto di vista quantitativo: purtroppo essendo composta in gran parte d’acqua, l’anguria è un frutto che non rende tantissimo … quindi se avete intenzione di farne una bella scorta vi consiglio quanto meno di raddoppiare le mie dosi. Per quanto riguarda la qualità, invece, nulla da eccepire! Ho scoperto che la confettura di anguria mi piace molto, ha un sapore fresco e dolce e, nel mio caso, è stato valorizzato dalla presenza di qualche spezia che gli ha conferito quel non so che di  esotico … insomma promossa a pieni voti; magari però la prossima volta mi faccio dare una mano nella fase pulitura!!!

Confettura di anguria con cannella e zenzero

Ingredienti (per 500 gr di prodotto):

  • 1 kg di polpa d’anguria (pari a 1,5 Kg circa)
  • 150 gr di zucchero semolato
  • buccia di 1 mela (biologica)
  • 1 limone (non trattato)
  • 1 cucchiaino raso di cannella in polvere
  • 1 cucchiaino raso di zenzero in polvere

IMG_20130720_151004Iniziate sterilizzando e facendo asciugare i vostri barattoli da conserva, poi pazientemente passate a pulire l’anguria, togliendo tutti i semini (ma preparatevi a scovarne qualcuno anche in cottura, perché di sicuro si nasconderanno all’inizio …). Mettete la polpa tagliata a dadini in una terrina capiente con lo zucchero, la scorza grattugiata e il succo del limone, coprite e lasciate macerare il tutto in frigo per 24 ore circa. E da qui in poi è tutta discesa!!! Il giorno dopo mettete la polpa in una pentola ampia e capiente, aggiungete la buccia della mela tagliata sottilmente (servirà da addensante), le spezie e cuocete il composto a fuoco vivace per circa 1 ora. Come al solito prestate attenzione, quindi girate spesso la confettura (facendo un assaggio ovviamente!) con un cucchiaio di legno e siate pronti a togliere la schiuma che si formerà, anche se devo ammettere che a me se ne è formata davvero poca.

Per verificarne la cottura fate l’ormai nota prova piattino nel freezer e, una volta ottenuta la consistenza desiderata, trasferite la confettura a caldo nei barattoli (io ne ho riempiti due da 250 l’uno) precedentemente sterilizzati e asciutti, lasciando circa 1 cm di spazio dal bordo. Pulite e chiudete i barattoli con vigore e capovolgeteli, lasciateli raffreddare e alla fine riponeteli in un luogo asciutto e al buio.

Aspettate almeno 2 settimane prima di consumare la vostraIMG_20130721_144057 confettura e poi sbizzarritevi come più vi piace nell’utilizzo!!!

1

Confusione sotto il sole e una crostata di pesche speziate e mandorle.

IMG_20130703_155251

Spero non mi abbiate data per dispersa!!! In effetti ho lasciato trascorrere qualche giorno prima di mettermi a scrivere nuovamente. Il fatto è che ultimamente la mia mente ha un’andatura troppo veloce e non riesco a starle dietro. Quando è così, ormai ho capito, la lascio andare, immaginare, girare, tornare indietro e poi ripartire all’improvviso. Prima o poi si calmerà. Forse sono gli effetti di questi primi caldi estivi … chissà !!!

Tutto ciò per dirvi che, delle tante cose che avrei voluto scrivere in quest’ultimo post, non ve ne è nemmeno l’ombra, neppure un lieve accenno sono riuscita a mettere nero su bianco. A dire il vero è una situazione che mi innervosisce alquanto, anche perché dietro ogni ricetta che ho scritto, e fatto, fino ad oggi c’è sempre stata una storia o un’emozione di partenza. E tutt’ora è così; peccato che dietro a questo dolce non vi sia, come al solito, una linea retta e ben visibile, ma un groviglio, un labirinto, anzi no, una ragnatela, insomma qualcosa di totalmente complicato e di difficile decifrazione … e come diavolo si fa a tradurre una lingua che non si comprende?! Non si può, semplice!!!

Ma, nell’attesa che arrivi l’esatto codice, la “parolina magica”, non potevo esimermi dal condividere quest’ultimo piccolo esperimento dolciario. Qualche giorno fa, navigando un po’ a casaccio, avevo visto questa bellissima ricetta nel seguitissimo e noto blog Juls’ Kitchen ma, giustamente, non essendo stata concepita per i cosiddetti “non amanti dei lattici” ho dovuto apportare qualche modifica (alcune anche per difficoltà nel reperire le materie prime …). Come sempre la certezza del risultato era alquanto vacillante, ma per fortuna, ancora una volta i miei dubbi sono stati smentiti dal risultato. Beh, se avete voglia di una crostata con frutta fresca, non troppo pesante e con una leggera nota estiva … direi che questa ricetta fa al caso vostro. Oltre tutto, tranne il tempo necessario a fare la frolla (nel caso utilizzaste un robot da cucina non vi potrete lamentare nemmeno di quello!!!) con i consueti accorgimenti, si tratta di una preparazione estremamente semplice e veloce; insomma dovete assolutamente provarla. E se poi desideraste la versione classica vi basterà andare al link riportato sopra!!!

Crostata di pesche speziate e mandorle

IMG_20130703_154937Ingredienti:

  • Per la frolla:
  • 125 gr di farina 00
  • 125 gr di farina integrale
  • 100 gr zucchero bianco
  • 2 uova
  • 80 ml di olio di girasole (o altro olio di semi)
  • 40 ml (circa) di succo di mela
  • semi di 1 baccello di vaniglia
  • pizzico di bicarbonato
  • pizzico di cannella
  • pizzico di sale
  • Per il ripieno:
  • 6/7 pesche (non molto mature)
  • 50 gr (circa) di mandorle a lamelle
  • 4 cucchiai di zucchero di canna grezzo
  • 2 cucchiai di miele millefiori
  • scorza grattugiata di 1 limone (non trattato)
  • 1 cucchiaino raso di zenzero
  • q.b di foglie di menta fresca

Iniziate a fare la frolla con il classico procedimento. Miscelate le farine, il bicarbonato, il sale, la cannella, lo zucchero. Aggiungete l’olio, il succo di mela, i semi della vaniglia, le uova sbattute e impastate velocemente fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio (nel caso servisse aggiungete qualche cucchiaio di succo o acqua fredda). Fate la solita palla e, avvolta da pellicola, lasciatela riposare in frigo per 30 minuti. Nel frattempo pulite le pesche, sbucciatele e tagliatele in piccoli pezziIMG_20130703_134827-1 e mettetele in una padella; aggiungete la scorza del limone, lo zucchero di canna, il miele, lo zenzero e le foglie di menta (io ne ho messe 7, ma va molto a gusto …). Cuocete il tutto per una decina di minuti a fuoco basso avendo cura di mescolare spesso con un cucchiaio di legno e di togliere le foglie di menta una volta cotte. Trascorso il tempo di riposo tirate fuori la pasta dal frigo e, mentre la fate riposare a temperatura ambiente per poterla stendere meglio, ungete (o imburrate, a seconda dei casi)  e infarinate una teglia da 22 cm di diametro. Iniziate a stendere, delicatamente, 2/3 dell’impasto, aiutandovi con due fogli di carta forno leggermente infarinati, a uno spessore di 5 mm (circa), foderatevi la teglia facendo in modo che la pasta debordi un po’. Bucherellate il fondo con una forchetta, mettetevi metà delle mandorle, i pezzetti di pesca (cercando di lasciare nella padella il succo formatosi in cottura, e le restanti mandorle. A questo punto non vi resta che stendere la restante frolla, ricavare delle strisce e formare la classica gratella, ma volendo potete lasciar correre la vostra fantasia e coprirla come meglio credete. Dopo aver ripiegato i bordi in eccesso verso l’interno irrorate la crostata con il succo avanzato, che avrete fatto cuocere a fuoco vivace per alcuni minuti in modo da ottenere una sorta di sciroppo.

Ora non vi resta che cuocere il vostro dolce in forno statico a 180° per 30 minuti circa, fino a completa doratura. Una volta cotta basterà lasciarla raffreddare completamente e servirla … e mangiarla come più vi piace!!!

IMG_20130704_072408Buona colazione, merenda o dopo pasto a tutti … provate e fatemi sapere 🙂