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La ciliegia nel sorbetto.

cherry sorbetE se guardo un albero, non gli chiedo soltanto di farmi ombra, e se incontro una persona non mi accontenterò delle solite cerimonie, voglio l’infinito e non mi basta neanche quello, dell’infinito voglio la radice, il luogo in cui inizia, voglio sentire come è cominciata questa infiammazione, questo delirio della materia che chiamiamo vita.

 F. Arminio, Oratorio bizantino

Saranno le ore più piccole del solito, le prime lucciole in mezzo ai campi, le notti passate a scrutare le stelle … scruti le stelle ma in realtà speri sempre di avvistare altro … , sarà che il sale nella pelle ti fa sentire il corpo elettrico e sotto il mare ti senti leggera come una piuma.

Oppure sarà perché lo ritieni giusto, necessario in questo istante, quasi un obbligo; senti di dover aspirare a qualcosa in più … più emozioni, più sogni, più follia, grida, balli vorticosi, giramenti di capo, più contrasti e tinte forti.

to the beachCon qualcuno, l’altra settimana, si commentava: ” …d’estate l’appetito cambia.” … niente di più vero! Ora la mia bocca vuole solo la verità, la verità tramutata in materia, sapori diretti senza fronzoli, che si insinuano direttamente nelle vene. Pasti più semplici del solito ( se possibile per me …), magari preparati nelle fresche notti per il mattino seguente, odori che ti raccontano tutta la storia del Mediterraneo, colori accecanti, quasi commoventi nella loro minuscola perfezione.

Mani che raccolgono doni della terra in ogni dove e da tutte le direzioni; ogni tanto devi abbassare la schiena, talvolta alzare le punte dei piedi, spesso allungare le braccia fin quasi a sentirle staccare dal tuo corpo. Ma alla fine, l’ultimo gesto resta quasi sempre lo stesso, una passata sotto il getto d’acqua e dritto verso le mie labbra.

Capita, però, anche di voler appagare di più i sensi, render ancora più amabile qualcosa che già lo è naturalmente di suo … basta aggiungere qualche foglia verde e profumata, una punta di dolce, aspettare che il freddo giochi a tuo favore … e il gioco è fatto. Nulla si è perso … e alla radice ci sei rimasta aggrappata ben stretta!

cherry Sorbetto di ciliegie alla menta

Ingredienti (per 800 gr circa di prodotto finto):

  • 400 gr di ciliegie mature (dall’albero o da provenienza certa e sicura)
  • 130 gr di zucchero di canna ( ho usato quello chiaro per non alterare troppo il colore)
  • 200 ml di acqua
  • 3-4 foglie di menta fresca (potete anche aumentare se volete un sapore di menta più forte)

Iniziate preparando lo sciroppo. In un pentolino dal fondo pesante mettete l’acqua e lo zucchero, fate bollire a fuoco dolce, senza mescolare, fino a che quest’ultimo non sia sciolto del tutto, poi togliete dal fuoco, aggiungete le foglie di menta e lasciate in infusione per circa 10 minuti. Nel frattempo lavate, asciugate e snocciolate le ciliegie ( mi raccomando conservate sia i piccioli che i noccioli, da cui potrete ricavare rispettivamente infusi diuretici e fantastici cuscini utili ad alleviare dolori articolatori ). Con un mestolo forato togliete la menta dallo sciroppo, aggiungete le ciliegie e, con un frullatore ad immersione, riducete il tutto in crema. Fate raffreddare il composto prima di trasferirlo nella gelatiera, azionatela secondo istruzioni e aspettate la consistenza desiderata ( nonostante la foto … fatta subito dopo averlo tolto dal freezer e senza poter aspettare … vi giuro che risulterà molto cremoso!!! ). Nel caso non abbiate una gelatiera basterà trasferire il composto in un contenitore basso e largo (meglio se di metallo), metterlo in freezer per almeno 6 ore e mescolarlo bene ogni 30 minuti circa.

Una volta pronto basterà tirarlo fuori pochi minuti prima di consumarlo, aggiungere magari qualche fogliolina di menta, servirlo e mangiarlo!!!

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Torta di ricotta, ciliege e i primi anni universitari

IMG_20130717_164442A questa torta sono particolarmente affezionata. E’ uno dei miei primi riusciti esperimenti da pasticcera e risale ai primi anni universitari, o forse anche prima ma non ci metterei la mano sul fuoco!

I primi anni universitari (per me primi anni 2000!!!); uno dei più bei periodi della mia vita. Anni in cui ci si dannava a fare il famoso “piano di studi” e in realtà ti sembrava di giocare a “tetris”; quando in casa mai meno di 6-7 persone e davi sempre la colpa agli altri perché le condizioni igieniche erano davvero pessime. Anni in cui il fine settimana iniziava il mercoledì sera e anche se stavi a casa non c’era verso di andare a letto prima delle 2:30; anni in cui andavi sempre in università ma la tua aula preferita rimaneva comunque il chiostro fuori, commentando con derisione quelli che pensavi ci passassero più tempo di te. Anni in cui anche la più piccola scemenza ti bastava per accendere un caloroso dibattito contro “il sistema” dilagante e pervasivo ma, alla fine, tutto si concludeva sempre con un negroni o birra in mano … perché lo spritz ancora doveva diventare una moda; e alla fine anche anni dei primi esercizi e giochi in cucina, quando eri costretto perché non eri riuscito a portarti nulla di pronto da casa o le scorte erano evidentemente finite.

Essendo di così lunga data (ammetto che con il tempo ho apportato qualche modifica e miglioria) questo dolce è, esecutivamente parlando, di una semplicità disarmante, basta unire e mescolare! Però nonostante il fatto che sia semplice risulta sempre molto apprezzato e anche molto versatile. L’avevo infatti pensato come versione invernale, con cioccolato e frutta secca, ma ha una basa talmente neutra che può essere abbinato con mille altri ingredienti, caffè, spezie e differenti tipi di frutta, a seconda della stagione.

L’altro giorno l’ho fatto con le ciliege (poverine stavano soffrendo terribilmente il caldo e andavano finite in fretta) e il contrasto tra il loro sapore leggermente asprigno e il dolce della ricotta risulta decisamente vincente. L’unico appunto, perché ce ne sempre uno, è quello di montare bene le uova (con frusta elettrica meglio) in modo tale da conferirgli una consistenza soffice e morbida, e aver pazienza nella cottura, è un po’ lunga ma mi raccomando non vi venga in mente di aprire lo sportello del forno … anzi legatevi le mani!!!

IMG_20130718_072154Torta soffice di ciliege e ricotta

Ingredienti:

  • 500 gr di ricotta (meglio di pecora e morbida)
  • 200 gr di ciliege (duroni o di Vignola) mature
  • 5 cucchiai di zucchero fine
  • 4 cucchiai di farina 00
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • 4 uova
  • scorza grattugiata di 1 limone
  •  semi di 1 baccello di vaniglia (o 1 busta di vanillina)
  • pizzico di sale
  • 1 cucchiaino raso di zenzero in polvere

Come prima cosa imburriamo e infariniamo uno stampo a cerniera da 22 cm di diametro e laviamo e snoccioliamo le ciliege. In una terrina sbattiamo i tuorli d’uovo con lo zucchero, lasciando da parte gli albumi che andranno montati a neve ben ferma con un pizzico di sale. Una volta montati i tuorli, devono diventare belli spumosi, uniamo la farina (setacciata), lo zenzero e mescoliamo avendo cura di non formare grumi. Aggiungiamo poi la ricotta e continuiamo a mescolare; quando il tutto è ben omogeneo uniamo le ciliege, i semi di vaniglia, i pinoli, lo zenzero e la scorza di limone. Mescoliamo e poco alla volta incorporiamo gli albumi montati facendo dei movimenti dal basso verso l’alto, per non smontare il composto. Una volta che il tutto è ben amalgamato versiamo nella teglia, livelliamo dando dei leggeri colpetti e inforniamo nella parte bassa del forno.

IMG_20130718_071708La nostra torta cuocerà per quasi un’oretta, minimo 50 minuti, a 160°/170° modalità statico. Vi accorgerete che è pronta quando risulterà ben gonfia, dorata in superficie e con delle piccole crepe. Una volta cotta lasciatela raffreddare completamente (anche nel forno aperto) e non vi preoccupate se si abbasserà un po’, è del tutto normale. La potrete servire come ottimo dessert, magari accompagnato da una pallina di gelato o per una fantastica colazione. Si conserva molto bene per più giorni, però con questi caldi meglio tenerla in frigo, coperta ovviamente!

Provare per credere e se fate qualche variante fatemelo sapere che sono molto curiosa 🙂