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Torta di grano saraceno con amarene sciroppate.

Torta (gluten free) di grano saraceno e amarene sciroppateSenza un minimo di preavviso queste prime folate di vento settembrino hanno portato tra i miei capelli voglia di cambio di stagione, di zuppe calde, piatti tenuti tra le mani per esser scaldate dal tepore del contenuto, sciarpe che si arrotolano attorno al collo, calze pesanti e strati spessi sulla pelle.

Sento il bisogno ( non che mi sia mai passato) di tornare a salire sulle vette dei monti, ammirare il cielo terso e perder lo sguardo verso orizzonti lontani, rincasare prima per l’insorgere del buio e cercare il tepore del sole unicamente quando ne ho necessità. Continua a leggere

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Ciambella di grano saraceno con fichi, noci e nocciole.

IMG_20130904_183237Settembre è un mese che adoro!

Se hai la fortuna di essere ancora al mare è il periodo migliore per godersi la spiaggia, in perfetta solitudine, meno caldo e acqua più pulita. Se invece sei stata costretta a tornare verso “l’interno” puoi comunque allietare le tue giornate con delle lunghe camminate, immersa tra una natura palesemente in cambiamento. Ovviamente in questo periodo non parto mai senza scatole, sacchetti o cestini che possano contenere i frutti deliziosi di questa stagione: more, mirtilli, fichi, pere e se proprio c’è la botta di fortuna anche qualche funghetto (ma solo se sono certa della sua identità al cento per cento … altrimenti lascio perdere … non si sa mai!!!).

Ovviamente non è proprio come andare al supermercato, e non possedendo nessun terreno “fecondo”, ci si accontenta di quel che si trova, cercando di far tesoro anche di un piccolo “bottino”. In questoIMG_20130905_083928 caso trattasi di una manciata di fichi (nemmeno trovati ma gentilmente regalati); troppo pochi per fare una succosa confettura, ma comunque buonissimi e quindi degni di essere confezionati ed utilizzati nel migliore dei modi … non che così al naturale siano sprecati!!!

Ed essendo questo il primo post dopo una lunga assenza estiva mi sembrava perfetto riprendere i nostri discorsi in dolcezza; quindi ecco a voi una ricetta per un dolce del mattino (ma anche per la merenda del pomeriggio) genuino, squisito e super energetico! Confesso che la base della ricetta l’ho presa dalla rivista Cucina Naturale, ma come di consueto è stata un po’ stravolta. Di ingredienti ve ne sono abbastanza (tutti molto versatili e modificabili secondo i gusti personali) ma non spaventatevi perché l’esecuzione è davvero semplice e veloce.

Ciambella di grano saraceno con fichi, noci e nocciole

IMG_20130904_183558Ingredienti:

  • 90 gr di farina di grano saraceno
  • 50 gr di farina 00
  • 70 gr di maizena (o amido di mais)
  • 100 gr di zucchero di canna
  • 300 gr di fichi (se sono comprati meglio spellarli)
  • 25 gr di nocciole (sgusciate e tritate grossolanamente)
  • 25 gr di noci (sgusciate e tritate grossolanamente)
  • 2 uova
  • 80 ml di olio di mais (o altro olio di semi o d’oliva purché molto leggero)
  • 1/2 bustina di lievito per dolci
  • 1 tazza da tè (più o meno 125 ml) d’acqua
  • 1 bustina di tè nero all’arancia
  • 1 stecca di cannella
  • pizzico di sale

Come prima cosa mettete l’acqua a bollire e una volta calda metteteci in infusione la bustina di tè e la cannella e lasciate raffreddare. Dividete i tuorli e gli albumi e montate questi ultimi a neve con il pizzico di sale. In un’altra ciotola iniziate a lavorare i tuorli con lo zucchero, montandoli leggermente, poi aggiungete l’olio e continuate a mescolare. A questo punto aggiungete al composto, alternandoli e mettendoli poco alla volta, le farine precedentemente setacciate con il lievito e il tè (filtrato) ormai raffreddato, nel caso vi servisse aggiungete un goccino di acqua tiepida. Ottenuto un composto non troppo denso ed omogeneo incorporate gli albumi montati a neve, anche in questo caso poco alla volta e con movimenti dall’alto verso il basso, per non smontare il composto. Da ultimo aggiungete i fichi tagliati a pezzi, le nocciole e le noci. Versate il tutto in uno stampo (io ne ho usato uno da 22 cm di diametro) a cerniera oliato (o imburrato) e infarinato, sbattete leggermente per livellare il composto e infornate.

Il dolce cuoce in forno a 180° circa, modalità statico, per 50-60 minuti. Vi accorgerete che sarà cotto quando si formeranno delle fantastiche IMG_20130904_172811crepe in superficie (mi piacciono talmente tanto che non lo giro mai per metterlo nel piatto da portata) che dovrà essere bella dorata, e comunque meglio fare sempre la “prova stecchino”!!!

Come dico sempre sarebbe preferibile lasciarlo raffreddare un po’ prima di toglierlo dallo stampo, ma in questo caso gustare una fetta di questa ciambella quando è ancora IMG_20130905_081150tiepidina è decisamente superlativo!

Mi raccomando provare per credere … spero vi piaccia e fatemi sapere. Un abbraccio e a presto!

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Il Pane con la biga finisci farine

IMG_20130514_080546Questo post lo scrivo per due semplici motivi.

Il primo è che da relativamente poco tempo ho scoperto che con il termine biga non si intende solo il carro a due posti usato dagli antichi romani nelle corse e in guerra, ma anche un metodo di lievitazione del pane; nello specifico si tratta di una sorta di preimpasto (ammetto che ha bisogno di un minimo di pianificazione … poi capirete perché) necessario a diverse varietà di pani che  permette, a chi come me usa un banalissimo lievito di birra, di utilizzarne una quantità minore rispetto al solito, il ché dona al pane una fragranza e un profumo a mio avviso nettamente migliore. Morale della favola, beata ignoranza, è proprio vero che non si finisce mai di imparare!!!

Il secondo motivo è che questo per me è periodo sì di panificazione, spostata nelle prime o ultime ore del giorno per non morire davanti al forno, ma di panificazioni per così dire “agli sgoccioli”, o quanto meno nella mia cucina. Non che abbia la fortuna di passare un intero mese in giro per il mondo in vacanza, ma ne ho forse altrettanta nell’avere le mie origini in un luogo di mare, indi per cui, appena possibile, mi trasferisco verso luoghi più freschi, per far rientro giusto i primi giorni settembrini … Il fatto è che, come da programma, in questi periodi mi ritrovo il reparto farine composto da piccoli e svariati avanzi che mi sono portata dietro per tutto l’inverno e ai quali non sono riuscita a dare un senso e utilizzo. E dal momento che non riesco a buttar via nulla, soprattutto quando si tratta di cose commestibili, e mai vorrei rientrare e trovarmi la casa piena di farfalline … ecco qui il rimedio a tutti i mali: cercare di far saltare fuori un pane da ciò che avanza.

Ovviamente ciò non vuol dire mettere assieme farine totalmente a caso, si deve comunque cercare un equilibrio tra quelle più o meno forti, regolarsi con la conseguente idratazione e immaginarsi l’accostamento dei vari profumi; ma in fin dei conti queste sono pratiche abituali in ogni atto culinario! Quindi poca indecisione, non temete, provate e vi assicuro che vi stupirete nel trovare un pane, a cui non avreste dato un centesimo, così fragrante, profumato e aromatico.

Preciso che in questo caso ho arricchito l’impasto con dei semi di sesamo, ma è un’aggiunta del tutto facoltativa o comunque variabile e soggetta a preferenze personali.

Pane finisci dispensa (con biga)

IMG_20130513_091650Ingredienti:

  • Per la biga:
  • 85 gr di farina forte tipo Manitoba
  • 20 ml d’acqua tiepida
  • 2 gr lievito di birra fresco
  • Per l’impasto:
  • 200 gr farina integrale
  • 150 gr di farina d’orzo integrale
  • 50 gr di farina di grano saraceno
  • 100 gr di farina di grano duro 0
  • 50 gr di semola rimacinata di grano duro
  • 300/350 ml d’acqua tiepida
  • 10 gr lievito di birra fresco
  • 1 cucchiaio d’olio evo
  • 10 gr di sale
  • 1 cucchiaio colmo di semi di sesamo (tostati)

Partiamo preparando la biga il giorno prima rispetto a quando decideremo di panificare. Impastiamo velocemente gli ingredienti, avendo setacciato leggermente la farina, ungiamo il panetto ottenuto e mettiamolo a lievitare in un recipiente stretto e alto coperto con pellicola trasparente e un telo umido, mantenendolo a temperatura ambiente (l’ideale sarebbe sui 18° C) per un tempo tra le 15 e le 24 ore. Il giorno seguente procediamo con l’impasto vero e  proprio: disponiamo le varie farine a fontana e incorporiamo il lievito sciolto in poca acqua tiepida, presa dalla quantità totale. Iniziamo ad impastare e aggiungiamo l’acqua restante (aumentando o diminuendo la dose se fosse necessario), il sale e i semi di sesamo. Lavoriamo brevemente il composto  e poi uniamo la biga, continuiamo ad impastare (almeno per 15 minuti) fino ad ottenere un composto liscio, omogeneo e compatto. Formiamo la solita palla e lasciamola riposare (come sopra ma in una terrina più grande) fino a  che il suo volume sarà raddoppiato, serviranno dalle 2-3 ore. Se volete controllare la lievitazione potete dare il famoso pizzicotto all’impasto; se ritorna subito omogeneo vuol dire che manca di lievitazione, se invece il segno rimane per un po’ significa che è perfettamente lievitato

A questo punto diamo forma al nostro pane, filone o pagnotta, posizioniamolo in una teglia con carta forno e lasciamolo riposare un ultima volta per 30-40 minuti, sempre coperto con un panno umido. Intanto accendiamo il forno a 220° e trascorso il tempo di riposo ungiamo la superficie del nostro pane, pratichiamo un taglio a croce e inforniamo. Lasciamo la temperatura a 220° per i primi 10 minuti, poi abbassiamola a 170°/180° e continuiamo a cuocere per 40 minuti circa. Una volta cotto, come di consueto, lasciate il pane a raffreddarsi nel forno leggermente aperto avendolo però spostato su una gratella, in modo da fargli perdere l’umidità in eccesso.

Buona panificazione a tutti allora!!!