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Polenta rossa, puntarelle saporite e che ne so io dell’amore!

Crispy beetroot polenta and savory chicoryArrivata fino ad ora, con relazioni più o meno importanti alle spalle, e dell’amore non ne so proprio nulla; o almeno, ho capito che non ne ho ancora capito un gran che … almeno del mio amore, e di ciò che penso che sia o debba essere.
L’unica cosa che mi è chiara è che sono quella dall’innamoramento facile, e se proprio dovessi dirla tutta ho la tendenza ad innamorarmi più delle idee e delle immagini riflesse che delle persone in sé.

beetrootMi innamoro di chi ha sogni in verticale, come gli scalatori che affrontano più loro stessi che la parete che hanno di fronte. Amo chi vede la vita sotto sopra, ma pur essendo a testa in giù, la loro visuale risulta più giusta di quello con i piedi per terra. Mi innamoro di sorrisi contagiosi, di occhi che sanno parlare e mani logore dal troppo lavoro. Mi batte il cuore se ascolto storie di avventure, raccontate a bassa voce, o di chi fa foto magiche e te le regala come fossero un segreto. Amo chi abbraccia gli alberi, sulla tavola non mette il telefono e chi legge un libro come se ci stesse cascando dentro. Senza remore mi innamoro alla sola vista di chi fa mestieri che vorrei tanto saper fare io, di chi viaggia senza fare il turista e di chi scopre ogni giorno un posto nuovo senza mai allontanarsi da casa. Amo chi non da niente per scontato, chi si prende cura di ciò che è banale e di chi con poco o nulla riesce comunque a regalarti una stella.

beetroot polentaMi innamoro di chi lotta contro il tempo, il vento e le previsioni nere. Casco tra le braccia di coloro che sanno ascoltare i silenzi e capire ciò che non viene detto. I miei occhi diventano due cuori se davanti ho chi si prende cura della terra e la difende come il bene più prezioso che ci resta. Amo chi non lascia sprechi dietro di sé e chi con resti di cene precedenti vorrebbe magari farti assaggiare un piatto che possa comunque regalarti un piccolo piacere.

n.b: questa ricetta è nata un po’ per caso … uno spunto preso da un giornale, della polenta rimasta dal pasto precedente ( quindi ormai fredda ma non compatta come il marmo … ) e delle puntarelle che mi hanno portato subito tra la città capitolina! E se non è sempre vero che gli opposti si attraggono, questa volta la polenta dolce, fuori croccante e morbida dentro, si è unita all’amarognolo delle puntarelle come nessun’altra coppia collaudata da anni avrebbe potuto fare!!!

chicoryMedaglioni croccanti di polenta rossa e puntarelle (quasi) alla romana

Ingredienti ( dosi per 6 persone):

  • Per la polenta rossa:
  • 600 gr di polenta cotta
  • 350 gr (circa) di barbabietola cotta ( io cotta al cartoccio ma potete comprare già quelle precotte)
  • 50 ml di olio evo ( per me ligure)
  • 1 pezzetto di zenzero fresco
  • 1/2 peperoncino privato dei semi
  • 1 foglia di alloro
  • 1 rametto di timo
  • 1 scalogno
  • Per le puntarelle:
  • 1 cespo non troppo grande di puntarelle
  • 2-3 filetti d’acciuga ( dissalati)
  • 1/4 di spicchio d’aglio ( potete anche abbondare se volete)
  • q.b. di olio evo ( ligure)
  • Per guarnire:
  • q.b. di maggiorana fresca
  • q.b. di polvere d’arancia essiccata (facoltativo)

Come prima cosa mettete a scaldare l’olio in un pentolino, aggiungete peperoncino, scalogno, zenzero e erbe aromatiche, e fate andare fiamma molto dolce per circa 3 minuti ( non deve mai friggere). Poi spegnete e tenete da parte. Frullate la barbabietola in crema ( io non l’ho fatto ma volendo si può ulteriormente passarla al colino), unitela alla polenta e all’olio filtrato, preparato in precedenza e mescolate bene in modo che tutto risulti omogeneo. Distribuite il composto in una teglia rivestita di carta forno, livellate il tutto ( meglio non superare uno spessore di 3 cm), coprite con altra carta forno, mettete sopra una teglia leggermente più piccola con un peso sopra ( io ho usato dei ceci secchi) e lasciate in frigo almeno 1 ora ( ma potete anche farlo il giorno prima). Nel frattempo pulite e mondate le puntarelle, tagliatele sottilmente nel senso della lunghezza e mettetele in una ciotola. In un mortaio pestate le acciughe e l’aglio, e unite tanto olio quanto serve a formare una salsina. Versatela poi sulle punterelle, mescolate bene e tenete da parte. Una volta pronta togliete la polenta dal frigo, rovesciatela sopra un tagliere e ricavate i vostri medaglioni ( con un coppapasta di circa 6 cm di diametro o se preferite dei quadrati con un coltello). Arrostiteli sopra un padella antiaderente ben calda (quasi rovente) per 2-3 minuti per lato, devo risultare ben croccanti fuori ma ancora morbidi all’interno. Infine servite i vostri medaglioni ancora caldi con sopra le puntarelle, aggiungete qualche fogliolina di maggiorana, una spolverata di polvere d’arancia e un ultimo filo d’olio.

In questo modo possono rivelarsi un ottimo antipasto, oppure uno sfizioso bocconcino da aperitivo se fatti più piccoli. Devo dire che, per la parte non problematica della famiglia, li ho fatti anche con la versione formaggiosa: al posto delle puntarelle un po’ con del feta sbriciolato e altri con della ricotta salata a scaglie sopra, rimessi in forno caldissimo giusto quanto servisse a far sciogliere un po’ il formaggio e poi serviti subito … Devo dire che anche questa opzione è piaciuta paracchio!!!

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Il (mio)Pane Marocco di Montignoso

sourdough bread with corn flour and olivesOre 6:00 di mattina sulla riva del mare. Bagno la suola degli scarponi, volto la schiena alle onde e punto verso la vetta delle montagne, decisa a portare quelle gocce d’acqua salmastra fin a quota 1750 mt.

Probabilmente ho percorso gli stessi sentieri fatti da molti ragazzi poco più di mezzo secolo fa; stessa direzione certo, ma con motivazioni che io solo posso (umilmente)immaginare. Qualche minuto e tolgo i pensieri da quei tempi e quelle storie … il mio umore potrebbe scendere a mille e il mio sentirmi idiota aumentare all’infinito … e questo non aiuterebbe certo nella scalata!

Primo passo, uno-due-tre metri e sono già in partenza. Dopo alcune ore, e il sole ora è ben visibile in cielo sono arrivata. Il cuore a mille, fronte sudata (e la temperatura non è proprio calda; anzi ho pure beccato la neve!!! ), sorriso stampato in faccia e sguardo che si perde nell’immenso panorama. Continua a leggere

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Una focaccia e un amico celiaco

IMG_20130510_130706L’altro giorno sono stata messa a dura prova da un mio amico celiaco. La richiesta era molto chiara: < Avresti voglia di farmi una focaccia?> (sguardo da cucciolone smarrito annesso). Io non mi sono potuta tirare in dietro, un po’ per solidarietà tra “diversamente mangiatori” e un po’ perché l’Ariete che è in me quando sente odore di sfida inizia subito a scalpitare!!! Quindi sigliamo il patto e con l’occasione scatta anche un invito a cena.

Ovviamente mai provato a far niente del genere prima!!!! Perciò, dopo l’entusiasmo iniziale, sale il panico; non vorrei mai far brutta figura! Da buona e diligente scolaretta mi metto a studiare, sfogliare e navigare … e dopo molte ricerche trovo la soluzione che fa per me. E caso vuole IMG_20130510_130401che sia proprio il libro famoso che non arrivava mai!!! Si tratta di storie e ricette di uno tra gli chef più famosi al giorno d’oggi, Pietro Leemann, soprattutto per quanto riguarda la cucina vegetariana e vegana … dovrei essere in una botte di ferro no?!

Premetto che con questo post non voglio convertire nessuno alla dieta celiaca (iniziando dalla sottoscritta), né tanto meno fare paragoni con la classica ricetta della focaccia (che arriverà presto … ) ma, per chi fosse interessato per motivi di salute o per pura curiosità, ammetto che il risultato finale vi lascerà piacevolmente stupiti e qualitativamente appagati. Il mio iniziale scetticismo, soprattutto per la fase lievitazione, è stato sfatato da un finale sorprendentemente soffice e morbido all’interno ma fragrante fuori … parola anche dei non celiaci!!!

Focaccia “gluten free” al grano saraceno e mais

IMG_20130510_131123Ingredienti:

  • 350 gr farina di grano saraceno
  • 100 gr farina di mais fine (tipo fioretto)
  • 1 patata (50 gr circa) bollita e passata
  • 1/2 panetto lievito di birra fresco
  • 250 ml acqua tiepida
  • 50 ml olio extra vergine d’oliva
  • 1 cucchiaino colmo di zucchero (o miele)
  • 1 cucchiaino colmo di sale fino

Le dosi non sono proprio esattamente identiche, ho messo meno lievito,più zucchero, più sale e aumentato la dose di farina di mais, ma il procedimento è il medesimo; molto semplice e con lievitazione diretta, senza biga, lievitino o quant’altro. Iniziate con sciogliere il lievito di birra in poca acqua, presa dalla quantità totale, addizionando lo zucchero e lasciando agire il tutto per 15 minuti. Poi, in una ciotola o su piano di lavoro, mescolate le farine e al centro mettete la patata schiacciata, il lievito sciolto, metà della restante acqua, e iniziate ad impastare. Continuate unendo l’olio, il sale e l’acqua poco alla volta. Dovete impastare per circa 10-15 minuti (aggiungendo altra acqua o farina a seconda dell’impasto). Arrivati ad una consistenza omogenea e uniforme fate la classica palla, passatela con le mani leggermente unte d’olio e mettetela a riposare in una ciotola coperta con pellicola in luogo temperato per 1-2 ore (deve aumentare, almeno il doppio). Passato questo tempo riprendete l’impasto e sistematelo in una teglia da forno unta d’olio, come fareste per una focaccia normale, facendo con le dita i classici buchi ma stando attenti a non schiacciare troppo i bordi. Ricopritelo e lasciatelo lievitare nuovamente fino a raddoppio (più o meno un’altra oretta). Una volta pronto accendete il forno a 200°, spennellate la superficie dell’impasto con una miscela di acqua, olio e sale grosso (2 cucchiai di ciascuno dei due liquidi e un cucchiaino di sale) e informate. Cuoce in forno statico per circa 20-25 minuti, fino a doratura.

Una volta pronta, sfornatela, lasciatela raffreddare leggermente, tagliatela a fette e gustatela come più vi aggrada!!!!