28

Treccia dolce integrale alle castagne e noci.

Sourdough sweet bread with chestnuts jam and walnutsI miei capelli sono corti da così tanto tempo che devo sfogliare vecchi album fotografici per immaginarmi con una lunghezza che vada oltre i lobi delle orecchie. La voglia di tagliarseli sempre e la poca pazienza di gestire la loro crescita, mi ha confinato in questa strada del corto senza ritorno!

Ora, non fraintendetemi, mi prendo tutte le colpe e responsabilità di questo stato, l’unione (civile) tra me e la forbice è totalmente consensuale. Amo i capelli corti e li porto bene … insomma a praticità non ci sono paragoni, però …

Però mi mancano le lunghezze quando nei mesi freddi il mio collo è sottoposto al gelido spiffero ( e ringrazio in questo caso chi cuce per me sciarpe lunghe chilometri); quando, in caso di ritardo ad un appuntamento, la scusa “mi dovevo asciugare i capelli” non risulterebbe affatto credibile; quando nei momenti di necessità non puoi più usufruire di quello scudo “anti riconoscibilità portatile“, così indiscreto e quando nei minuti d’attesa non hai più nulla da metterti tra le dita ed avvitare come fosse un cavatappi!

Ma soprattutto ( e seriamente) più di ogni altra cosa, mi sono accorta che sono dei gesti a mancarmi maggiormente. Ogni tanto mi torna la nostalgia degli elastici tra le dita, l’alternarsi di piccoli movimenti senza che l’immagina riflessa sullo specchio mostri ciò che accade dietro la tua testa; mi manca il far scivolar fuori i capelli dal maglione dal collo alto appena indossato o spostarli dal mio viso che si è appena posato sul cuscino … giusto un attimo prima di cadere nel sonno. Mi mancano quei minuti trascorsi ad osservare l’eventuale (quanto temuta) presenza di doppi punte, messe così vicino al naso da far incrociare la vista.

E poi mi manca far le trecce, belle strette, perché almeno tutta la mattinata dovevano durare. Giochi di intrecci imparati da piccola, dopo tanta fatica. Evidentemente mi mancano talmente tanto spesso che mi sono ritrovata ad intrecciare qualsiasi cosa capiti sotto mano; un pezzo di carta rimasto sul tavolo di scrittura, un’etichetta staccata dalla bottiglia ormai vuota, gli scontrini rimasti nel portafoglio o i fili d’erba che trovo nei campi.

Ogni tanto, forse anche senza rifletterci troppo, ritrovo le mie mani ad intrecciare forme di pani. Impasti che, dopo aver trascorso ore di riposo e crescita, vengono divisi, arricchiti con una nota dolce per la colazione del giorno a venire, e poi intrecciati su se stessi … un insieme di nodi di cui solo io conosco la via verso l’uscita.

n.b: ricetta presa dal libro “Pasta Madre” di R. Astolfi. Ho fatto solo delle piccole modifiche su farina, zuccheri e scelto un ripieno diverso. Se desiderate un impasto molto soffice allora vi consiglio di utilizzare una percentuale maggiore di farina di grano tenero; così risulta certo soffice e morbida, ma resta ovviamente più compatta e rustica … a voi la scelta! La confettura di castagne è quella preparata qualche mese fa ( e anche qui siete  liberi di dar sfogo alla vostra fantasia per il ripieno) e le noci le ho messe perché sapete bene quanto ami quel croccantino in bocca!

Treccia dolce integrale con confettura di castagne e nociTreccia integrale (a lievitazione naturale) con confettura di castagne e noci

Ingredienti ( per una treccia grande):

  • Per l’impasto:
  • 150 gr di lievito naturale (già rinfrescato e attivo) idratato al 50%
  • 350 gr di farina integrale
  • 150 gr di farina di forza
  • 150 ml (circa) di latte d’avena tiepido
  • 80 ml di olio evo leggero ( per me ligure)
  • 2 cucchiai abbondanti di sciroppo d’acero
  • 1 uovo + 2 tuorli a temperatura ambiente
  • 1 cucchiaino di sale fino integrale
  • Per il ripieno:
  • 250 gr (circa) di confettura di castagne
  • 10 noci ( precedentemente sgusciate e tritate grossolanamente)
  • Per guarnire:
  • 1 tuorlo d’uovo
  • 2 cucchiai scarsi di latte d’avena
  • 1 cucchiaio raso di noci tritate ( tolte dalla quantità precedente)

Iniziate sciogliendo in una ciotola il lievito nel latte, poi unite le farine miscelate e setacciate, impastate brevemente. Coprite con un canovaccio e lasciate riposare per qualche minuto. Nel frattempo in una ciotolina sbattete le uova, unite a filo l’olio e continuate a sbattere. Aggiungete quindi il composto all’impasto, continuando ad impastare e a più riprese, unite anche il sale, lo sciroppo d’acero e continuate ad impastare ( nel caso servisse aggiungete altro latte o farina). Impastate a lungo fino ad ottenere un impasto morbido, ben incordato e liscio. Formate una palla e mettetela a lievitare in un recipiente coperto con un canovaccio umido e pulito, in un luogo tiepido per circa 6 ore ( deve raddoppiare di volume). Una volta lievitato, prendete l’impasto e stendetelo con le mani sopra un piano di lavoro leggermente infarinato, fate un giro di pieghe laterali, lasciate riposare e, con un mattarello, formate una sfoglia rettangolare con uno spessore di circa 1 cm. Ricoprite la sfoglia con la confettura di castagne, avendo cura di lasciare un bordo di circa 1 cm, e ricoprite di noci tritate. Poi arrotolate per il lato più lungo, formando un filone stretto e allungato. Con un coltello affilato e sottile tagliate il rotolo a metà per il lato lungo, lasciando unita il capo più alto. Distanziate le due parti e, mantenendo il lato tagliato verso l’alto, incrociatele formando una treccia. Unite, schiacciando, l’estremità finale e disponete la treccia su una teglia ricoperta di carta forno. Coprite e fate lievitare per altre 2 ore in un luogo tiepido. Infine spennellate con il tuorlo sbattuto insieme al latte e cuocete in forno già caldo a 180° per 30-40 minuti circa.

Una volta cotta la treccia trasferitela sopra una griglia e lasciatela raffreddare nel forno aperto. Una di queste morbidi e dolci fette potrà costituire una delle vostre colazioni, oppure una sana e robusta merenda … così o una golosa ulteriore aggiunte di confettura ( … o cioccolata per i più golosi!!!).

ps: chiedo scusa per le poche e mal riuscite foto, ma a tavola la reclamavano a gran voce!!!

Annunci
4

Pane di farina integrale e farro con noci e semi di sesamo. Cercando di fare un po’ di luce nel giorno più corto che ci sia.

IMG_20131130_095046Ognuno il Natale lo vive assolutamente in modo diverso. Ci sono persone che lo amano profondamente, chi invece lo detesta ma in fondo in fondo lo apprezza comunque e chi invece ne è totalmente indiferrente. Forse tutto dipende dal bagaglio di ricordi che ci portimo dietro, dalle esperienze passate e dalle aspettative presenti e future. Fortunatamente io riesco ancora a viverlo con quel pizzico di magia che hai quando sei piccolo. Insomma non dico che credo ancora alla slitta volante con le renne, ma riesco a dare più significato a particolari che magari nel resto dell’anno tendo a trascurare.

Ho molti ricordi su questo periodo di festa, alcuni molto belli, divertenti e buffi, sorprese inaspettate fatte e ricevute, pesone molto care presenti in passato di cui ancora si sente la presenza oppure travestimenti e nascondigli di regali da non far trovare ai piccoli. Altri invece molto meno, tipo quando ci siamo trovati a passare la vigiglia di qualche anno fa immersi dall’acqua, la mattina di natale a spalar fango e finalmente arrivati al pranzo (anche se erano le 15 passate, ma festeggiare anche solo un pò era diventata quasi una questione di principio) ci siamo addormentati tutti sfiniti e stremati sul tavolo (che a ripensarci ora fa quasi ridere, situzione piuttosto tragicomica)! Ad ogni modo, bello o brutto che sia, ciascuno di essi contribusce a dipigere e delineare un quadro d’insieme a cui sono molto legata e del quale mai vorrei separarmi.

IMG_20131130_190133E poi ci sono gesti e le tradizioni che ogni anno si ripetono in casa, sempre uguali ma mai scontate. Come la colazione “speciale” la mattina della vigilia, o lo spostamento da una cucina all’altra a seconda del giorno di festa, oppure preparare piatti particolari. E, per quanto strano possa magari sembrare, anche la preparazione del pane ha il suo lato di magia. In questi giorni ci si coccola con pani più ricchi, di vari gusti, di differenti pezzature e forme. Ma tra i tanti il pane con le noci non manca davvero mai. Quindi ecco a voi un pane magari un po’ rustico (e forse dalla forma non perfetta … ancora mi devo esercitare molto) ma ricco e buono, reso ancor più speciale dalle noci che ho raccolto nei mesi passati tra una camminata e l’altra! E poi chissà che non ne possiate fare un regalo di natale, un po’ diverso, accompagnato con qualche salsa o confettura … però non a tutti … c’è chi storgerebbe sicuramente il naso vedendosi recapitare un dono del genere!

IMG_20131213_135115Pane di farina mista integrale e farro con noci e semi di sesamo ( con biga)

  • Per la biga:
  • 250 gr di farina 0
  • 160 gr di acqua tiepida
  • 2 gr di lievito di birra
  • Per impasto:
  • 600 gr di farina di grano integrale
  • 400 gr di farina di farro integrale
  • 15 ml di olio evo
  • 500 ml (circa) di acqua tiepida
  • 20 gr di sale fino
  • 70 gr di gherigli di noce (possibilmente italiane)
  • 30 gr di semi di sesamo

La sera prima della panificazione preparate la biga. In una ciotola sciogliete il lievito nell’acqua e unite poi la farina. Impastate brevemente, coprite e lasciate riposare almeno 12 ore a temperatura ambiente in luogo riparato. Il giorno dopo iniziate a miscelare le due farine in una ciotola, unite l’acqua, l’olio, il sale e impastate un po’. Poi unite la biga e continuate a impastare, trasferendovi poi su di un piano infarinato. Lasciate riposare l’impasto per circa 30 minuti e poi riprendetelo e aggiungete le noci e i semi e continuate ad impastare, facendo incorporare aria fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Fate la solita palla, metttela in una ciotola leggermente unta, copritela e lasciatela lievitare (dentro forno spento) fino al raddoppio del volume. Poi pezzate l’impasto in due pezzi di ugual peso, dategli la forma che preferite, adagiateli su una teglia con carta forno, fate tagli d’incisione in superficie e lasciateli riposare coperti per altri 30 minuti. Nel frattempo accendete il forno a 240°, mettendo un pentolino con acqua calda nella parte bassa. Una volta giunto in temperatura informate il pane, togliendo il pentolino. Cuoce le votre pagnotte per 10 minuti a 240° e poi altri 45°-50° abbassando la temperatura a 180°. Una volta cotte lasciatele raffreddare come sempre su una griglia dentro il fonro leggermente aperto.

Un abbraccio e buon fine settimana a tutti!

3

Muesli croccante o “all’international” … Crisp Granola

IMG_20130620_070440Scenetta: < Amore ho finito i biscotti! >. Io con sguardo sgomento penso “ma come diavolo è possibile? Li ho fatti solo pochi giorni fa! Incredibile che in questa casa la mattina appena svegli si abbia tutti, me compresa, una fame da lupo … della serie “mangerei anche il tavolo”!!! Ma lo spirito da formichina dov’è finito? Mi sa tanto che è stato soppiantato dalla filosofia della cicala canterina!!!

Il vero problema era che con quest’afa disumana non avevo assolutamente voglia di mettermi a fare un dolce per la colazione, tanto meno dover ammattire a fare una frolla con questo caldo … altro che lavoro di pazienza e poi forno a temperature alte nemmeno a parlarne!!!

Così mi è venuto in mente una di quelle fantastiche ricette all’Americana … mooooolto furbe! Poco lavoro e molta resa. Quindi ho deciso di provare a fare la famoso “granola”, che altro non è che il nostro muesli, solo più dolce e molto più croccante. In realtà l’origine del muesli è germanica, o svizzera non ho ancora ben capito, ma questa variante è usata quasi esclusivamente dagli americani.

Per la ricetta ho preso spunto dal bellissimo blog di Pane&Burro ma come sempre ho fatto qualche piccola modifica, quindi se siete incuriositi dall’altra versione vi consiglio di fare un giro al link del blog.

Si tratta di una preparazione semplicissima che richiede solo attenzione durante la cottura; sì, la deduzione è giusta … la cottura in forno è presente, però una temperatura di 140° C è decisamente sopportabile, anche con questo caldo. E poi è un modo molto sano e salutare, ma anche molto buono, per iniziare la giornata, facendo carica di buone energie che, durante queste giornate ci saranno decisamente utili!!!

Le quantità della ricetta sono sull’abbondantino andante, quindi se non lo conoscete e volete fare prima un piccolo test potete tranquillamente dimezzare le dosi (e fare variazioni secondo i propri gusti e preferenze), ma il mio scopo era spudoratamente quello di farne una bella scorta!!!

Krunchy Muesli  con miele di acacia

IMG_20130620_070941Ingredienti:

  • 300 gr fiocchi d’avena
  • 300 gr tra frutta secca e semi (per me nocciole, mandorle, semi di lino, girasole e sesamo)
  • 30 gr di uva sultanina
  • 50 gr di ribes secchi
  • 50 gr di zucchero di canna grezzo (tipo moscovado)
  • 50 ml di acqua
  • 50 ml di succo di mela
  • 130 ml di miele d’acacia
  • 50 ml olio di mais (o altro olio di semi)
  • semi di 1 baccello di vaniglia

Come ogni buona ricetta americana che si rispetti partiamo con il dividere gli ingredienti secchi da quelli liquidi. In una ciotola capiente mettete i fiocchi d’avena, la frutta secca tritata grossolanamente, i semi misti e i semi del baccello di vaniglia (che ovviamente conserveremo), l’uvetta e i ribes li aggiungeremo in seguito. In un pentolino mettete l’acqua, il succo di mela, il miele, l’olio e lo zucchero (piccolo intruso tra i liquidi); mettete sul fuoco a fiamma moderata e portate a bollore. Appena inizia a bollire abbassate la fiamma al minimo e girando con un cucchiaio di legno fate cuocere per circa 6-7 minuti, deve fare una leggerissima caramellizzazione. A questo punto spegnete e versate tutto nella boule dei secchi e mescolate amalgamando il tutto molto bene. Accendete il forno a 140° e preparate una teglia molto grande con carta forno. Distribuite il composto uniformemente nella teglia e infornate. Cuocete il vostro

IMG_20130619_170810muesli per circa 50 minuti ( anche con modalità ventilata) avendo cura di girare spesso il composto e aggiungendo l’uvetta e i ribes gli ultimi 15 minuti. Il risultato finale dovrà essere un muesli croccante e dorato. Una volta pronto lasciatelo raffreddare completamente nel forno leggermente aperto.

Ottimo mangiato con yogurt bianco, o alla frutta, e della frutta fresca di stagione, magari con qualche succosa e dolce ciliegia :), ma anche con un po’ di latte (per me ovvio di soja, come lo yogurt del resto …) non è niente male!!!

Come al solito vi consiglio, per coloro che come me ne hanno fatto quantità industriali, di conservarlo in barattoli bene chiusi e puliti … vi assicuro che si manterrà perfettamente per parecchi giorni.

E allora buon inizio di giornata a tutti!!! E fatemi sapere che ne pensate 🙂