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Capovolgimenti estivi e una torta (dairy free) sottosopra alle susine

Dairy free upside down plum cakeGuardo il mondo a testa in giù, preferisco, e in questo modo mi sembra che tutto sia più in equilibrio.

Quando normalmente dovrei dormire resto sveglia.

Nelle ore in cui dovrei uscire, meglio stare in casa. Le scarpe nelle scatole mentre i miei piedi sono in giro per strada. Dovrei mangiare ma ho solo voglia di bere. Dovrei respirare aria come di consueto, ma ultimamente mi riesce solo se sono in mezzo al mare.

Il caffè diventa freddo e il rosso del vino perde colore …ma non il vizio!

Se devo star seduta mi viene da ballare; non mi imbarazzo, ballo da sola anche se non sono nella mia camera.

Con gli occhi ascolto, con il cuore penso e con la mente corro.

Quando fa buio esco e se c’è qualche luce di troppo scappo … la metamorfosi del pipistrello!

plumsLa cicala canta, la formica si da pace, e se di giorno la cucina tace è di notte che prende vita. Accendo il forno e ciò che ne esce sarà gustato dopo (non troppe) ore; possibile che sia un pane da tagliare a fette e gustare con i pomodori, diventati rossi per la vergogna di esser sempre sotto i riflettori di questo ardente sole, oppure una fetta di torta da gustare a colazione; una torta che, visti gli ultimi movimenti, si è adeguata ai tempi

… dentro- fuori, sopra-sotto … e prendila così non possiamo farne un dramma.

n.b: questa ricetta è uscita dalla necessità di smaltire in fretta un carico di susine giunte senza preavviso, ma comunque gradite, e un collage di ricette trovate in rete e riviste. In questa occasione ho utilizzato un burro di mandorla fatto in casa ( in rete troverete tantissime ricette per prepararlo da voi ). Insomma direi che me la sono un po’ inventata, e se è vero che in pasticceria certi azzardi non si dovrebbero mai fare quando non si padroneggia il mestiere, beh, allora direi che ho avuto un’altra botta di xxx!!! 

Plum upside down cake with almond butterTorta sottosopra (senza lattosio) alle susine

Ingredienti (dosi per uno stampo a cerniera da 22 cm di diametro):

  • 300 gr di farina tipo 2
  • 130 gr di zucchero di canna
  • 500 gr di susine mature ma ancora sode
  • 3 uova categoria 0
  • 180 gr di burro di mandorla ( lasciato a temperatura ambiente)+ q.b di supporto
  • 50 ml di rum scuro (o altro liquore a vostra scelta)
  • 1 cucchiaino abbondante di lievito in polvere
  • semi di 1 baccello di vaniglia
  • 1 pizzico di sale fino
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere (facoltativo)
  • q.b. di olio evo per la teglia

Come prima cosa ungete lo stampo con olio, coprite il fondo con un foglio di carta forno e spolverizzate bene di farina i lati. Pulite e asciugate le susine, mondatele, tagliatele a metà e mettete tutto da parte. Raccogliete il burro di mandorle (molto morbido) in una ciotola e montatelo con fruste elettriche con 100 gr di zucchero, la cannella e i semi di vaniglia. Una volta ottenuto un composto ben spumoso unite le uova, uno alla volta, continuando a montare. Aggiungete la farina, precedentemente setacciata con il lievito, in due volte, alternandola con il rum ( se il composto dovesse risultare troppo compatto aggiungetene qualche cucchiaio). Disponete ora le susine nel fondo dello stampo, con il taglio verso l’alto e in modo da coprire tutta la superficie. Aggiungete il restante zucchero, con la punta di un coltello prelevate il burro di mandorla e distribuitene qualche goccia qua e là. Ricoprite il tutto con l’impasto e livellate bene. Cuocete la torta in forno già caldo, modalità statica, a 170° per circa 45 minuti ( fate sempre la prova stecchino per verificare l’avvenuta cottura). Trascorso il tempo, sfornate e lasciate raffreddare. Infine sformate la torta, capovolgetela in un piatto da portata, togliete il foglio di carta forno e servitela.

Una fetta di questa morbida e soffice torta si presta bene per una ricca colazione, ma volendo può essere proposta anche dopo una buona cena, magari accompagnata da una fresca pallina di gelato ( e in questo caso forse sarebbe preferibile servire la torta appena tiepida). Normalmente si conserverebbe benissimo per più giorni, giusto coperta con un foglio di carta, ma in questi giorni di caldo esagerato consiglio ( soprattutto per la presenza delle uova e della frutta) di tenerla in frigo (nel ripiano più basso) e tirarla fuori almeno 30 minuti prima del consumo.

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Torta con ricotta di mandorle e frutti di bosco sciroppati

Almond ricotta cake with red fruit in syrupDi solito non mi faccio incantare dall’arte oratoria di qualsivoglia venditore o commerciante che sia.

Se mi trovo una nuova faccia davanti resto dubbiosa fino all’ultima sillaba, metto i panni dell’investigatore in cerca dell’indizio sospetto … lente d’ingrandimento alla mano e plico di domande “trabocchetto” dall’altra.

L’incontro con quel signore stempiato, occhiali spessi e mani giganti, però, è stato tutto un’altro copione. In quella piccola bottega, con la volte a botte e l’ingresso nascosto tra le mura di sassi, mi sarei fermata ore ed ore. Lui, con quella sua cadenza particolare, mi aveva letteralmente stregata con le storie sulle sue conserve; trattava quei barattoli come fossero sui figli, e ne descriveva ogni singolo aspetto, ognuno aveva la propria peculiarità, tutti con un carattere diverso e una missione speciale.

Confesso che, molto probabilmente, se si fosse messo a descrivermi i processi produttivi con i suoi aiutanti topolini del bosco di rovo ….  avrei creduto anche a quello … tanto ero entrata nel suo mondo!

Non ricordo bene quanto tempo abbia passato lì dentro, so solo che alla fine ne sono uscita con la testa tra le nuvole e la borsa resa pesante da due vasetti pieni di frutti rossi!!!

n.b: la ricetta di questa semplice ma squisita torta sta facendo strage di cuori; all’inizio fu Barbara ad esserne folgorata, ma io l’ho incontrata per la prima volta da Laura ( quasi naturale andare da lei, che con quei frutti condivide radici e origini)! Della sua versione non ho cambiato quasi nulla, tranne l’utilizzo della mia ricotta di mandorle in alternativa alla normale ricotta, e la sostituzione dei gelsi con i frutti rossi sciroppati …. ma giuro che appena mi capitano sotto tiro, replico subito!!!

dairy free cakeTorta di ricotta di mandorle e frutti di bosco sciroppati

Ingredienti ( per uno stampo da 22 cm di diametro ):

  • 240 gr di farina 0
  • 150 gr di zucchero di canna
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 3 uova ( biologiche o da allevamento fidato)
  • 330 gr di ricotta vegetale di mandorle
  • scorza grattugiata di 1 limone
  • 150 gr di olio di girasole ( meglio se biologico e spremuto a freddo )
  • 180 gr di frutti di bosco sciroppati ( scolati dal liquido di conserva )

Iniziate con il setacciare la farina e il lievito in una ciotola capiente, unite poi lo zucchero e mescolate bene. In un’altra ciotola rompete le uova, sbattetele appena con una frusta, poi, continuando a mescolare, unite l’ olio, la ricotta ( precedentemente lavorata con una forchetta, giusto per renderla un po’ più cremosa ) e la scorza del limone. Amalgamate bene il tutto e poi unite il tutto con il resto degli ingredienti secchi. Mescolate bene con la frusta, fino a non aver più grumi, poi aggiungete poco più di metà dei frutti di bosco e, con un cucchiaio o lecca pentole, mescolate delicatamente il composto. Trasferite il tutto in uno stampo a cerniera, precedentemente oliato ed infarinato, e distribuite i restanti frutti di bosco in superficie. Cuocete il vostro dolce per circa 50 minuti a 160° ( modalità statico); abbiate cura di fare la consueta prova stecchino per verificare l’effettiva cottura, e se tendesse a colorire troppo in superficie, copritelo con un foglio di carta forno.

Una volta che la torta sarà cotta, sfornatela, lasciatela intiepidire, poi estraetela dallo stampo e fatela raffreddare sopra una griglia. Una fetta di questa torta, leggermente compatta ma morbidissima, è un ottimo modo per iniziare la giornata o spezzare la fame verso l’ora di merenda!!! 

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Latte di mandorla.

latte di mandorlaA sei anni la piccola aveva cominciato a lavorare nelle squadre di menullare. Era tra le più giovani, nessuna era brava come lei: si dava da fare con concentrazione e caparbietà, pronta ad aiutare le altre e a imparare. I suoi ditini non perdevano una mandorla, un’oliva, un pistacchio, come se i polpastrelli avessero occhi. Li scovava tra le zolle di terra dura, in mezzo alle pietre, nei rovi. Dove passavano quelle piccole dita minute non restava bacca o frutto da raccogliere, né per terra né sui rami, senza paura si arrampicava sugli alberi alti per staccare le mandorle più difficili, quelle che non vogliono cadere sotto i colpi delle bacchette.

La menullara, S. Agnello Hornby

Una vecchia lattiera piena di mandorleAvere del tempo a disposizione per dedicarmi totalmente ad un singolo lavoro è ciò che più mi appaga.

Iniziare dal primissimo movimento, analizzare ciò che si ha tra le mani, quasi volessi imprimere l’immagine di ciò che poi non sarà più. Il passare delle ora sono scandite non dalle lancette ma dalla trasformazione della materia, e più questa muta davanti ai tuoi occhi, più tu vi entri dentro, comprendendola fino alla sua più piccola particella, rubandogli l’anima.

mandorle a riposoAlla fine dalla trasformazione di rendi conto di quante ore sono passate, ma non per il lavoro in se, quello ne hai fatto fin poco; te ne rendi conto perché i rumori della giornata sono cambiati, come la luce e la temperatura. E i tuoi desideri sono mutati, se prima desideravi osservar tale magia operata in silenzio, ora avresti solo voglia di condividere con altri questo piccolo tesoro che hai davanti … un nettare bianco, di sua natura dolce e profumato come le rosse terre del sud a cui tanto sei legata.

mandorle ... quel che resta.Nota: Come avrete intuito questa è una ricetta che richiede poco lavoro ma vari passaggi con varie ore di riposo tra l’uno e l’altro (o almeno per come l’ho scelto di fare io, seguendo quasi fedelmente il post di Viviana … decisamente brava e competente in materia). Cercate di avere pazienza, rispettare le tempistiche e i piccoli dettagli. Come sempre optate per una scelta di materia prima di buona qualità e di cui potete verificare la provenienza. Le miei erano mandorle arrivate direttamene dalla Puglia (che ormai lo sapete che tra me e la terra salentina corre da molti anni un filo bello stretto 😉 ) ma ovviamente anche le mandorle siciliane o calabresi saranno una scelta ottimale!

Latte di mandorlaLatte di mandorla fatto in casa

Ingredienti ( per circa 1L di prodotto finito ):

  • 300 gr di mandorle spellate (lasciate in acqua bollente per qualche minuto, spellate e fate asciugare)
  • 6 mandorle con la pellicina
  • 2 cucchiaini di miele millefiori (o zucchero)
  • 1 L di acqua
  • Utensili necessari:
  • robot da cucina abbastanza capiente (altrimenti mortaio, pestello e tanto tanto olio di gomito)
  • un pezzo di garza grande o tovagliolo di lino o cotone (molto meglio se non lavato con detersivi)
  • brocca o ciotola grande
  • bottiglia sterilizzata da 1L
  • spago da cucina (o di altro materiale naturale)

Iniziate mettendo le mandorle nel robot, aggiungete 500 ml d’acqua, il miele e frullate fino ad ottenere una consistenza omogenea. Lasciate riposare il tutto per circa 30 minuti e poi filtrate, attraverso la garza e strizzando bene con le mani, il liquido nella ciotola e mettetelo da parte. Rimettete le mandorle frullate nel robot, aggiungete la restante acqua e frullate nuovamente. Fate riposare così per altri 30 minuti e poi filtrate il tutto nella ciotola contenente il liquido fatto in precedenza. A questo punto chiudete la garza contenente le mandorle con lo spago, come per formare un fagotto, ed immergetelo nella ciotola con il liquido. Lasciate riposare così per circa 3 ore, dopodiché strizzate le mandorle molto bene ed energicamente, facendo ricadere il liquido nella ciotola. Rimettete nuovamente il fagotto con le mandorle nel liquido ottenuto e lasciate riposare ancora per 3 ore. Ripetete quest’operazione per altre 2 volte, poi filtrate e strizzate molto bene (potete anche farvi aiutare da mani più possenti nel caso ), travasate il vostro latte di mandorla nella bottiglia e conservate in frigo.

Mi raccomando le mandorle rimanenti, ormai ridotte a farina grossolana, non buttatele! Potete utilizzarle per preparare biscotti, pani, panature di piatti salati, pesti di vario tipo, dolci e torte  di qualsiasi genere, utilizzandole appunto come una farina normale (se riesco la prossima volta vi darò qualche idea in più … se riesco!!!). E anche se non avete il tempo per usarle subito, mettetele in un contenitore e conservatele anche per 1-2 giorni (magari ora, con queste temperature elevate, anche in frigo).

Il latte di mandorla si conserva ottimamente in frigo per 3-4 giorni. E’ ottimo da bere così, anche per i vostri bimbi, semplicemente al naturale, in qualsiasi momento della giornata; ma è anche una valida alternativa ai latti vaccini (il che per una come me non è poco ), da utilizzare nella preparazione di dolci, gelati e granite (e nemmeno vi sto a menzionare la granita di sicula origine!). Insomma è ottimo in mille modi, ma soprattutto (e fidatevi) fatto così non ha nulla, ma proprio nulla, a che vedere con quelli industriali (solitamente smaccatamente dolci) !!! Insomma provate e poi ditemi che ne pensate!

ps: questo latte lo dedico a voi! Sì, sì, proprio a voi! Per aver trovato questi dolci frutti, sfidato il vigile e temuto velivolo controllo e aver, vittoriosamente, portato l’anelato bottino tra le mie impazienti mani 🙂

E come sempre un abbraccio a tutti e buona settimana!!!

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Una soffice torta all’olio con cacao amaro e ciliegie

torta all'olio con cacao amaro e ciliegieNella vita ci sono giorni, anche mesi interi, che resti immobile. Sei ferma sulle tue stesse impronte e non sai che traccia devi seguire. Davanti a te vi sono molte possibilità ma, pur riuscendo a valutare i pro e i contro di ogni opzione, resti comunque pietrificata, solo i tuoi pensieri si muovono, a velocità della luce.

Poi, senza nemmeno che tu te ne accorga, cambia qualcosa. Il passo si fa inspiegabilmente più sicuro, la vista anche se non è diventata più lunga è certamente più nitida. Le tue parole non sfuggono e i pensieri riesci quasi a vederli davanti a te.

Non sai cosa sia successo, ma pensi che in qualunque modo, andrà bene, ne sei quasi certa.

albero di ciliegieForse è stato merito del sole, che resta appeso al cielo più a lungo, delle risate fino a tardi oppure dei colori più vivi che ti circondano. Magari è stato quell’albero vicino a casa, ora più bello e ricco che mai, con tutti quei puntini rossi qua e la.

O forse, molto semplicemente, è stata quella ciambella, intravista la sera sopra una pagina di giornale e il mattino dopo, sotto altre sembianze, materializzatasi davanti alla tua tazza di caffè!

torta all'olio con cacao amaro e ciliegieNota: questa ricetta è tratta dal numero di Sale&Pepe di questo mese. Ho modificato solo lo stampo (non avendo quello a ciambella di misura adatta; ad ogni modo sarebbe meglio usare uno stampo a cerniera dai bordi alti), utilizzato una farina meno raffinata e aggiunto un po’ di vaniglia … che lo sapete ormai, io senza spezie o aromi proprio non riesco!

torta all'olio con cacao amaro e ciliegieTorta all’olio con cacao amaro e ciliegie

Ingredienti (per uno stampo da 18 cm di diametro):

  • 400 gr di ciliegie
  • 130 gr di farina di grano tenero tipo 0 + altra di supporto
  • 120 gr di zucchero di canna chiaro
  • 50 gr di cacao amaro in polvere
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato
  • 1 pizzico di sale
  • 1 baccello di vaniglia
  • 3 uova biologiche tipo 0
  • 120 ml di olio evo delicato (per me pugliese o in mancanza usate olio di semi di girasole spremuto a freddo)
  • 120 ml di acqua

Per prima cosa lavate e asciugate le ciliegie, eliminate il picciolo e denocciolatele. Nel frattempo mettete l’acqua a scaldare in un pentolino e quando inizia a sobbollire miscelatela in una ciotola con il cacao amaro setacciato, aiutatevi con una frusta per evitare la formazione di grumi. Metttete da parte e fate raffreddare un po’. In un’altra ciotola più grande sgusciate le uova, unitele lo zucchero, il sale, i semi del baccello di vaniglia e mescolate fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Unite poi l’olio a filo, amalgamate e unite anche il composto di cacao e acqua.  Aggiungete poi la farina setacciata con il bicarbonato, amalgamate bene ed infine unite le ciliegie. Mescolate ancora e distribuite il composto nello stampo precedentemente oliato ( o imburrato) ed infarinato. Cuocete il vostro dolce a 170°-160° statico per circa 1 ora, posizionandolo nella parte bassa del forno (se notate che la parte superiore tende a scurirsi troppo, mettetevi, velocemente, un foglio di carta forno sopra). Verificate la cottura con la classica prova secchino, fatelo riposare per alcuni minuti prima di sformarlo e poi trasferitelo su di una gratella a raffreddare. Potete spolverarla di zucchero a velo, oppure di cacao amaro (come la sottoscritta).

Trovo che sia una torta fantastica per le colazioni, golosa al punto giusto, soffice, leggera e con quel tocco d’estate di cui ora abbiamo tutti voglia.

ps: secondo me con una pallina di gelato alla crema o fior di latte va benissimo servita anche come dessert!

Allora buon inizio di giornata a tutti!!!

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Biscotti con pasta frolla all’olio, arancia, cannella e cardamomo

IMG_20140121_103545Quando faccio una promessa cerco sempre di mantenerla.

E siccome la scorsa settimana vi avevo lasciato con dei tuorli d’uovo avanzati, una minaccia nel non buttarli e un sentore di come avreste potuto utilizzarli, ecco qui che veniamo al dunque. Ovviamente vi sono mille altre soluzioni per cucinarli (‘na bella carbonara ad esempio!!!) ma io avevo voglia di raccontarvi e suggerirvi questi biscotti fatti con una pasta frolla senza burro, ma con olio. Di pasta frolle senza burro ne ho davvero fatte molte nel corso del tempo, ma questa devo ammettere che non ha assolutamente rivali e può tranquillamente confrontarsi con una pasta frolla classica.

E’ una ricetta ideata da Montersino (e non credo serva dire altro), vista e testata già molte volte in “cucine” diverse come qui e qui, entrambi bellissimi ed interessanti blog, dove troverete molte informazioni e spiegazioni utili. Ovviamente con Montersino non si discute e non si varia, si esegue ed impara; indi per cui mi sono limitata a fare delle piccolissime varianti incidenti sul gusto, del tutto personale, e dettate dalla stagione, per il resto la ricetta è tale e quale.

IMG_20140118_160149Unica precisazione che devo fare è che durante la preparazione mi è servita una quantità di olio minore rispetto a quella indicata (circa 3/4), nonostante ciò credo si possa facilmente ottenere un buon risultato basandosi molto sulla vista (della serie quando vedi che la “maionese” è pronta non aggiungere più altro … poi capirete).

IMG_20140119_113111Biscotti all’olio evo, arancia, cannella e cardamomo

Ingredienti (per circa 40 pezzi):

  • 300 gr di farina di grano tenero 0
  • 200 gr di farina di riso (biologica)
  • 150 gr di zucchero semolato (come al solito l’ho frullato un po’)
  • 250 gr di olio evo molto delicato (io pugliese)
  • 50 gr di miele di tiglio (o altro tipo)
  • 80 gr di tuorli
  • 50 gr di succo di arancia (o semplicemente acqua o altro succo)
  • scorza di 1 arancia
  • pizzico di sale
  • 1 cucchiaino di cannella (facoltativo)
  • 2 semi di cardamomo (pestati al momento)

Iniziate ad unire in una ciotola capiente, possibilmente non di plastica, le farine setacciate, lo zucchero, la scorza dell’arancia, il miele, il sale e le spezie; amalgamate bene, fate il classico buco centrale e mettete da parte. Nel bicchiere del frullatore ad immersione mettete i tuorli, il succo dell’arancia ed iniziate ad emulsionare, aggiungendo l’olio a filo. Il risultato che dovrete ottenere è praticamente uguale a quello della maionese (e tale consistenza è proprio ciò che fa la differenza da tutte le altre frolle all’olio). Ora unite i due composti incorporando le uova montate parendo dal centro delle farine e andando verso l’esterno, inizialmente con una forchetta o cucchiaio e poi con le mani. Lavorate la pasta, passando su di un piano leggermente infarinato, fino ad ottenere un composto omogeneo e morbido, coprite con carta da forno o pellicola e lasciatela riposare in frigo per 30 minuti circa. Passato il tempo di riposo stendete la pasta ad uno spessore di pochi millimetri, circa 5 mm, con degli stampini formate i vostri biscotti e metteteli su teglie con carta forno (a me sono bastate due teglie molto grandi). Una volta formati rimetteteli in frigo per 10-15 minuti (questo aiuterà a mantenere la forma). Accendete poi il forno a 170°-180° e cuoceteli per circa 15 minuti, o almeno fino a doratura. Una volta cotti sfornateli e lasciteli raffreddare sopra una gratella. Se conservati in barattoli o scatole di latta si mantengono per molti giorni.

Come sempre a presto e fatemi sapere 🙂