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Confettura di mele e cannella.

confettura di mele e cannellaMagari risulterò ripetitiva, però davvero vorrei che il Natale non arrivasse mai!

Tutto ciò che amo di questo periodo sta prima del giorno rosso sul calendario.

La magia resta nei rituali di famiglia che si ripetono di anno in anno; addobbare la casa, impastare i cappelletti che si mangeranno a Natale, discutere e decidere il menu delle feste, spartirsi i compiti su acquisti e preparazioni, cercare gli ingredienti attraverso il passaparola del paese … “le uova me le da X, il cappone lo trovo da Y, la verdura me la porta A … per i dolci ho già pensato io, nessun problema!”-

Non serve uscire da negozi con mille pacchetti sotto mano per sentirsi nei giorni di festa; a me basta tirare fuori il sacchetto che contiene carte e nastrini, accendere qualche candela, posizionare una fila di luci in cucina, usare stampini per biscotti che fanno sognare i bimbi, impastare liguri lievitati dolci la sera e svegliarsi all’alba con il pensiero che dovrò ancora impastare e aggiungere frutta secca.

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Insalata del mio rinforzo

Insalata piccantina di rinforzoDovete sapere che in una famiglia di “mancati vegetariani-erbivori” quali siamo, nessun pranzo o cena è veramente ritenuto tale senza la presenza di verdure, e questo parallelamente, senza eccezione alcuna, si riflette nella tavole dei giorni festivi. Ovvio che i piatti principali sono quelli della tradizione … immutabili e con una certa ritualità nei preparativi, ma il cerchio che li contorna varia sempre, muovendosi però nell’ambito vegetale … non potendo “infilare verdurame e fogliame” nei cappelletti li si mettono tra aperitivi, antipasti e contorni!!!

Piatti di verdure di ogni tipo quindi imbandiscono la tavola con tutti i loro profumi e colori; agghindati a festa e curati nelle preparazioni come si conviene nei giorni importanti. La nota dolente in tutto ciò è che, nel tripudio di queste ( soprattutto per me) meraviglie, si è costretti ad un assaggino di ciascuno … per non correre il rischi di implodere dopo soli cinque minuti dall’inizio del pasto. Una o due misere cucchiaiate al massimo, che ti resuscitano l’anima ma che, forza di volontà permettendo, ti lasciano quell’insoddisfazione non placata di fondo … ” e se non ci fosse altro mi finirei il vassoio da sola!!!”.

insalata del mio rinforzoDa qui nasce la mia personalissima considerazione, secondo cui alcuni piatti tipicamente natalizi sono del tutto fuori posto e pasto … momento sbagliato e “menu fuori tema”! Come questa insalata fatta l’anno scorso ( con i broccoli a dire il vero ma ugualmente buona) per il giorno di Natale, piaciuta tantissimo a tutti, amata da me alla follia, assaggiata inizialmente con lo schema sopra descritto ma, riabilitata ed entrata nella vita quotidiana subito dopo … per essere apprezzata in toto e fino in fondo!

Quindi un consiglio a voi amanti delle verdure … questa insalata, che si ispira alla più classica ricetta del rinforzo, fatela in un giorno dove in tavola non c’è molto altro, durante un pasto del fine settimana magari, perché è certo semplice ma con una preparazione di tempi abbastanza lunghi, o magari fatela in una cena di quelle fra amici pre-festive … e soprattutto abbondate con le dosi perché il giorno dopo risulta ancora più buona!!!

n.b: unico appunto da fare sulla ricetta è puntare sulla qualità degli ingredienti! I peperoni essendo stati nell’orto fino a poche settimane fa risultano (per quest’anno) ancora belli saporiti, ma se non riusciste a trovarli cercate ( se non li avete fatti voi in casa) di acquistarne un vasetto di origine certa e con solo olio evo; stessa regola per le acciughe ( che prima o poi farò un post sul perché mai la gente non le compri sotto sale e le metta poi sott’olio in casa … che ci vuole prima a scriverlo che a farlo!!!), i capperi e i pinoli ( e si sa tutti che costano quanto un forziere pieno d’oro … ma quando ci vuole ci vuole). Tutto il resto è più che altro assemblaggio e riposo.

 flavourful cauliflower saladInsalata piccantina di rinforzo

Ingredienti ( per 3-4 persone):

  • 400 gr di cimette di cavolfiore ( o broccolo)
  • 2 peperoni rossi
  • 8 filetti d’acciuga sott’olio
  • 40 gr di pinoli
  • 1 cucchiaio abbondante di olive ( per me Taggiasca)
  • 1 manciata di capperi sotto sale
  • 1 scalogno piccolo ( o altra varietà di cipolla preferibilmente dolce)
  • 1 cucchiaino di semi di finocchi
  • 1 foglia d’alloro
  • q.b. di olio evo ( per me ligure)
  • q.b. di sale integrale e peperoncino in polvere
  • q.b. di scorza di limone

Iniziate pulendo i peperoni, poneteli sopra una teglia con carta forno, ungeteli con un filo d’olio e cuoceteli in forno a 180° per circa 30-40 minuti, o almeno finché non risultino ben bruniti. Poi poneteli ancora caldi in un sacchetto di carta ben chiuso e lasciateli raffreddare completamente. Una volta freddi eliminate la pelle, i semi interni, divideteli falde abbastanza sottili e lasciateli da parte. Lavate bene il cavolfiore, dividetelo in cimette, tagliando a metà quelle più grosse e lavate anche le foglie interne e più tenere ( le restanti conservatele per altre preparazioni). Ponete una pentola sul fuoco con abbondante acqua, i semi di finocchio racchiusi in un sacchettino, l’alloro e qualche pezzo di scorza di limone, e una volta raggiunto il bollore salate e tuffatevi il cavolfiore. Lasciatelo cuocere per circa 7 minuti ( deve restare abbastanza al dente) poi scolatelo e tuffatelo in acqua ghiacciata per interrompere la cottura, poi scolate molto bene e raccoglietelo in una ciotola assieme al peperone. Unite poi a questo le acciughe sminuzzate, le olive snocciolate e a pezzi, i capperi dissalati, lo scalogno tritato molto finemente, i pinoli tostati in padella, olio sale e peperoncino. Mescolate il tutto con cura, assaggiate, correggendo nel caso sapidità e piccantezza, infine coprite con un piatto e lasciate riposare la vostra insalate per almeno un’ora in un luogo fresco ( se la mettete in frigo ricordatevi di tirarla fuori in tempo per farla tornare a temperatura ambiente).

Servite l’insalata in un piatto da portata, o in ciotoline singole se la presentate come antipasto, ultimandola con della scorza di limone grattugiata. E per chi si fosse perso il “dettaglio” ripeto … il giorno dopo è ancora più buona!!!

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Pandolce ( o Focaccia ) genovese a lievitazione naturale

Pandolce a lievitazione naturaleNel periodo di Natale tra i tanti dolci presenti ve n’è uno che non manca mai nelle case liguri, il Pandolce o semplicemente Focaccia … così lo chiamiamo dalle mie parti.

Questo dolce, di povere origini ( anticamente basso, compatto e quasi sbricioloso ), è sempre stato sulla nostra tavola delle feste; entrando trionfalmente a fine pranzo del 25 e continuando a comparire nelle colazioni e pasti successivi. Un dolce sì povero, ma comunque catalogabile nella famiglia dei grandi lievitati, soffice, profumato e ricco di frutta secca.

Una di quelle ricette che da tanto volevo fare, ma che ho sempre rimandato. Preparazioni così lunghe e delicate mettono paura; nè io, nè la mia pasta madre eravamo pronte e, in casa, nessuno sapeva indicarmi la via giusta. Tutti i preziosi segreti li aveva portati via con se mia nonna Ginetta ( che nonna non era anche se l’ho sempre chiamata e sentita come tale); una donnina filiforme, dai capelli bianchi raccolti in uno chignon basso e dal carattere gentile e forte allo stesso tempo. Una nonna che mi preparava come merenda lo zabaione e Marsala, quando saltavo nel lettone mi urlava forte e che, nei giorni antecedenti al Natale, si rinchiudeva in cucina ad impastare chili di farina, per poi uscirne con decine di Focacce … perché quando prepari questi dolci quasi sempre finisci per regalarli !!!

Pandolce alto genovese a lievitazione naturaleDi tutto questo però mi sono rimasti ricordi molto vaghi, qualche appunto scritto nel retro di un minuscolo scontrino (trovato tra le pagine di una vecchia stampa del manuale dell’Artusi ), dosi con lievito di birra che proprio non volevo usare, e qualche piccolo consiglio e tassello di chi allora era decisamente più attento e adulto di me!

Pensando a lei, a quelle sue braccia esili, apparentemente poco forti, e a tutte quelle donne di un tempo che impastavano i propri dolci per poi andarli a cucere nel forno di paese, mi sono buttata l’esitazione alle spalle, detta che anche senza impastatrice si può lavorare, incrociato le dita e tentato l’impresa.

Pandolce genoveseAmmetto che un grande aiuto mi è arrivato da questo fantastico video, dove ho ritrovato moltissime cose a me familiari e studiato mani sapienti che procedevano nell’antica preparazione del Pandolce genovese seguendo la via di Carlo Alvigini.

Rispettando i vari passaggi e tempistiche, con tre rinfreschi ravvicinati, doppio impasto e mettendoci tutto il mio impegno … forse, forse posso dire di aver ottenuto un buon risultato. E, anche se devo lavorarci ancora un po’, mi ritengo estremamente contenta e soddisfatta … lievitazione, profumi e sofficità riusciti!

Una fetta di pandolcen.b : le dosi della ricetta sono praticamente identiche, ho solo ommesso i canditi unicamente per questioni di gusti e dimezzato la dose d’uvetta a favore dei fichi secchi. Per il resto è tale e quale. Vi avverto che l’impasto è bello abbondante e quindi vi ci vorrà un recipiente adatto … io, seguendo i consigli e i ricordi di famiglia, ho utilizzato una baia per i panni  (non fate quelle facce perchè era l’unico contenitore della misura giusta che avevo a disposizione… opportunamente lavata e stralavata !!!! ). Ammetto che durante l’impasto ci sono stati istanti in cui ho bramato possedere una miracolosa macchina elettrica ma, alla fine ( detto alla Gene Wilder nel film Frankenstein Junior ) … “SII PUOO FAARE “!!!

Pandolce (o Focaccia ) genovesePandolce genevese a lievitazione naturale

Ingredienti (dosi per 2 forme da 1 kg e 2 forme da 800 gr ) :

  • Primo giorno  – Primo rinfresco:
  • 60 gr Lievito Madre (in cultura solida e rinfrescato da 4-6 ore prima )
  • 40 gr di farina 0 (macinata a pietra e provenienza certa )
  • 20 gr di acqua tiepida
  • Secondo rinfresco:
  • 120 gr L. M. ( impasto precedente )
  • 80 gr di farina 0
  • 40 gr di acqua tiepida
  • Terzo rinfresco:
  • 240 gr di L. M.
  • 160 gr di farina 0
  • 80 gr di acqua tiepida
  • I° impasto:
  • 350 gr di L. M.
  • 1 kg di farina di forza macinata a pietra ( almeno W 310 o Manitoba biologica)
  • 180 gr di acqua tiepida
  • 150 gr di acqua ai fiori d’arancio
  • 230 gr di burro morbido (di buona qualità)
  • 230 di zucchero semolato
  • 2 uova tipo 0 ( a temperatura ambiente )
  • 1 cucchiaino raso di sale fino
  • 1 limone non trattato (solo scorza)
  • Secondo giorno – II° impasto:
  • 35 gr di Marsala secco
  • 80 gr di zucchero semolato
  • 80 gr di burro morbido
  • 190 gr di farina di forza macinata a pietra (almeno W 220 o Manitoba biologica )
  • 250 gr di noci tritate grossolanamente (circa 400 gr di noci intere)
  • 180 gr di pinoli
  • 300 gr di uvetta (ammollata in acqua calda e tamponata )
  • 300 gr di fichi secchi ( tagliati a pezzetti )

Primo giorno, Ore 11:00 – Fate il primo rinfresco sciogliendo in una ciotola il lievito madre nell’aqua, mescolate bene e aggiungete la farina setacciata. Impastate fino ad ottenere un panetto liscio, omogeneo ma comunque morbido. Fate una palla, praticate un taglio a croce, coprite con un canovaccio umido e fate riposare al riparo da correnti e al caldo per circa 3 ore.

Ore 14:30 – Fate il secondo rinfresco ripetendo le operazioni precedenti ma con le dosi indicate sopra.

Ore 18:00 – Fate il terzo rinfresco come sopra e lasciate nuovamente riposare per altre 3 ore.

Ore 21:00 – Procedete con il primo impasto. In una ciotola molto capiente sciogliete il L.M. nell’acqua, aggingete l’acqua ai fiori d’arancio e la farina setacciata. Con un cucchiaio di legno date una prima mescolata, poi sempre mescolando e in modo graduale aggiunte le uova, il burro poco alla volta, poi lo zucchero, il sale e la scorza grattugiata del limone. Impastate a lungo (con movimenti veloci, prima sempre con il cucchiaio di leggno e poi con le mani ), cercando pazientemente d’incordare l’impasto (serviranno non meno di 20 minuti ). Una volta ottenuto un composto liscio, elastico ed omogeneo (morbido ma non più appiccicoso) fate una palla, mettetela in una ciotola coperta e lasciatela lievitare per 8-9 ore ad una temperatura di 27°-28° ( io ho messo la baia coperta con un canovaccio umido dentro al forno che ho lasciato per circa 5-10 minuti a 40°, poi spento, aggiunto una copertina di pile e chiuso), deve più che raddoppiare.

Secondo giorno, Ore 8:00 – Fate il secondo impasto. Riprendete l’impasto totale, sgonfiatelo leggermente e aggiungete, sempre poco alla volta, il burro, il Marsala, la farina e lo zucchero. Impastate nuovamente a lungo fino a che l’impasto non sia ben incordato e, nel frattempo, mettete la frutta secca nel forno appena caldo (in modo che sia tiepida e non raffreddi l’impasto). Una volta ben incordato amalgamate al tutto la fruta secca poco per volta. Amalgamate bene e lasciate riposare coperto per circa 45-50 minuti. A questo punto fate le pezzature, 2 da 1080 gr e 2 da 800 gr. Dategli la forma pirlando l’impasto, coprite con una tovaglia inumidita (io sempre con l’aggiunta della coperta e in mezzo alla tavola ho messo una scatola bella alta in modo da non creare nessun peso ) e lasciate riposare 30 minuti circa. Fate poi una seconda pirlatura e lasciate riposare per altre 7-8 ore ( a 27°-28° ).

Ore 18:30 – Cottura. Accendete il forno a 190° statico e, una volta lievitate a dovere, cuocete le vostre focacce sopra una teglia (meglio se lasciata nel forno caldo e tirata fuori solo all’ultimo secondo) con carta forno e praticando il classico taglio a triangolo. Iniziate con quelle da 800 gr, cotte per circa 50 minuti, e poi quelle da 1 kg cotte a 180° per circa 60 minuti (nel caso tendessero a colorirsi troppo coprirle con carta forno o foglio di alluminio). Fatele poi rafreddare sopra una griglia nel forno aperto e, una volta pronte, aspettate almeno 24 ore prima del consumo. Durano tranquillamente per due settimane buone se avvolte, e sigillate al meglio, da carta alimentare trasparente … e nel caso abbiate intenzione di regalarle saranno davvero un pensiero fantastico!

E dopo tutto questo lavorone … vi abbraccio e auguro Buone Feste a tutti!  A presto

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Biscotti speziati con farina di farro monococco.

biscotti speziti con farina di farro monococcoServiva il freddo a farmi intuire l’arrivo delle feste; o forse bastava che il pettirosso venisse a fare capolino in giradino!

Dovevo iniziare a mettere i miei doppi strati di calze, la sciarpona portata altezza naso e le maniche dei moglioni tirate al limite per riparare le mani (in perenne stato di congelamento), per lasciare andare la fantasia e far finta (ogni tanto e nonostante tutto il resto) di essere ancora quella bimba a cui facevano vivere un Natale davvero magico.

Avevo bisogno di questo stato mentale per cucinare in un certo modo, utilizzare determinati ingredienti e far uso di teglie e stampi dalla forma evocativa.

E’ per questo che l’altro giorno, in modo inaspettato, ho deciso fosse arrivato il momento dei “biscotti di Natale“. Così ho preso le formine d’occasione, ereditate da mia mamma (ad esclusione della renna … recentissimo acquisto), disposto sul tavolo farina, zucchero e spezie (utilizzandole sempre figurarsi se proprio ora ne faccio a meno!!! ), organizzato teglie, mattarello e contenitori necessari … e dato il via.

Confesso però che, nonostante il fatto si siano sempre preparati “biscotti natalizi”, non c’è mai stata una ricetta ufficiale di famiglia; si sono sempre fatti seguendo la voglia del momento, con ciò che era in casa e di stagione in questo periodo. A questo giro la scelta è ricaduta su una fantastica farina di farro monococco trovata di ricete, un rimasuglio di sciroppo d’acero e un miele di castagno speciale.

C’è da dire però che, avendo tra gli ingredienti lo zucchero moscobado e spezie , sembrerebbero fare l’occhiolio ai rinomati Gigerbread cookis, Pepparkakor e via discorrendo; io però non azzardo nessun nome o classificazione, in quanto la ricetta è un po’ inventata e un po’ un insieme di tante ricette e poi manca della caratterristica decorazione con la glassa …. cosa assai lontana dai gusti di questa casa!

n.b : essendo biscotti destinati a terzi ho utilizzato il burro in questa ricetta, ma vi avverto che risultano davvero poco “burrosi”; e nonostante la dose importante di elementi zuccherini non risultano dolci per niente. Per una versione “milk free” vi basterà adattare le dosi alla ricetta dei biscotti con la pasta frolla all’olio fatti qui

biscotti di Natale con farina di farro monococco e spezieBiscotti di Natale con farina di farro monococco e spezie

Ingredienti (dosi per circa 70 biscotti):

  • 500 gr di farina di farro monococco tipo 1 + q.b di supporto
  • 160 gr di burro a temperatura ambiente (di buona qualità)
  • 2 uova tipo 0 biologiche
  • 200 gr di zucchero di canna moscobado
  • 100 gr di sciroppo d’acero
  • 100 gr di miele di castagno (biologico e italiano)
  • 10 gr di zenzero fresco (pelato e grattugiato)
  • 2 cucchiaini abbondanti di cannella in polvere
  • 1 cucchiaino di zenzero in polvere
  • 2 bacche di cardamomo (solo semi pestati sul momento)
  • 1 bacca di vaniglia (solo semi interni)
  • 1 cucchiaino raso di livito per dolci
  • scorza di 2 arance non trattate
  • 1 pizzico di sale fino

In un frullatore elettrico metti zucchero, scorza d’arancia grattugiata, spezie e aziona per qualche secondo in modo da raffinare un po’ lo zucchero ed amalgamare bene gli aromi. Poi in una capiente ciotola monta, con fruste elettriche, il burro, lo zucchero e il sale fino ad ottenere un composto spumoso. Unisci ora le uova una alla volta, continuando a mescolare, poi unisci lo sciroppo d’acero e il miele. Incorpora poi, prima con una spatola e poi a mano, la farina e il lievito, precedentemente setacciati, fino ad ottenere un impasto omogeneo di consistenza abbastanza morbida (aggiungete 1 o 2 cucchiai di succo d’arncia nel caso fosse troppo secco o farina nel caso opposto ). Fai una palla, avvolgila in carta da forno o pellicola, appiattendola un po’, e riponi in frigo per circa 2 ore. Dopo il riposo necessario riprendi l’impasto e, sopra un piano di lavoro infarinato, stendilo ad uno spessore di circa 0,5 – 1 cm. Con le formine modella i biscotti e riponili, leggermente distanziati tra loro, su teglia con carta forno (dovrete fare più infornate). Accendi il forno a 180° e mentre arriva a temperatura fai riposare i biscotti in frigo. Infine cuoci i biscotti per circa 8-10 minuti, una volta cotti sfornali e lasciali a raffreddare sopra una griglia. Questi biscotti risultano morbidi e molto profumati, ottimi per una merenda, abbinati a tè o cioccolata calda, oppure come dolcetto in tarda serata. Se conservati in una scatola di latta o un barattolo ben chiuso si mantengono bene per molti giorni.

ps: ovvio che possono essere decorati come più vi aggrada, glassa, cioccolato o zuccherini vari! E nel caso aveste intenzione di appenderli basterà fare un piccolo foro appena li estrarrete dal forno.

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Panforte margherita

IMG_20131217_141501Probabilmente questo è l’ultimo post prima delle vacanze natalizie (poi mi eclisserò per un po’ vi avverto), quindi volevo lasciarvi con un piccolo pensiero, con un dolce magari non tipico delle mie zone ma ugualmente immancabile a tavola, adatto ad augurarvi buone feste.

Il panforte, al contrario di quanto si possa pensare, non è difficile da fare; basta soltanto avere a disposizione buoni e genuini ingredienti, la miscela di spezie giusta e una buona dose di forza nel braccio, che al momento di mescolare il composto vi assicuro vi servirà.

Realizzare questo dolce mi ha dato più soddisfazione del solito; non tanto per la riuscita della ricetta, e qui devo ringraziare tantissimo Giulia, quanto per il momento e fase preparazione. L’andare a ricercare i semplici ma non facilmente reperibili ingredienti del panforte, mi ha dato la possibilità di venire a conoscenza di posti fantastici, di cui ignoravo completamente l’esistenza. Il voler utilizzare materie prime di buona qualità e il più naturali possibile, che in questa ricetta ribadisco sono ciò che fa la differenza, mi ha permesso di scoprire antichissime drogherie e mesticherie di Siena e Firenze, quasi sempre dislocate nel centro cittadino, ma in angoli nascosti, riparati da un labirintico incrocio di minuscoli e stretti vicoli, quasi a volersi proteggere da quella calca perenne di persone. Negozi quasi immuni al passare del tempo, tenuti in vita da personaggi molto affascinanti (alcuni li definirebbero bizzarri), quasi sempre di poche parole e un po’ rudi, ma con una mole di nozioni alle spalle che chiede solo di essere apprezzata. Persone decisamente avanti con gli anni, degni eredi di quegli antichi speziali che formularono la prima ricetta di questo tipico dolce senese, che sono riusciti a stregarmi ed intimorirmi nello stesso istante. Custodi di sapienza passata, forse preoccupati a chi mai potranno lasciare il testimone nell’imminente futuro.

IMG_20131217_105110Prima di passare alla ricetta due cose: la ricetta è praticamente identica a quella di Giulia, unico particolare è che ho aggiunto il melone e usato un diverso tipo di miele. Poi se avete il foglio d’ostia perfetto, altrimenti potete benissimo fare con la semplice carta da forno. Poi per quanto riguarda le spezie potete rifarvi alle dosi date nel post di Giulia, oppure provare a fare un mix personale, stando attenti alle proporzioni, di cannella, noce moscata, coriandolo, chiodi di garofano e vaniglia. Ultimo consiglio è di utilizzare uno stampo piccolo 18-20 cm di diametro, meglio ancora se con apertura a cerniera ed antiaderente.

IMG_20131217_142046Panforte margherita o Panforte bianco

Ingredienti:

  • 350 gr di mandorle con la pelle (meglio se italiane)
  • 100 gr di scorza candita d’arancia
  • 100 gr di scorza candita di cedro
  • 100 gr di melone candito
  • 150 gr di farina manitoba
  • 150 gr di miele d’acacia
  • 150 gr di zucchero a velo + altro per guarnizione
  • 3 cucchiai d’acqua
  • 1 foglio di ostia
  • 10 gr di spezie per panforte bianco

Iniziate a prepararvi tutti gli ingredienti perché è vero che è una ricetta facile, ma alcuni passaggi devono essere fatti in tempi brevi, quindi meglio essere ben organizzati. Ungete leggermente la teglia e mettete l’ostia sul fondo, tagliate la frutta condita in pezzi abbastanza piccoli, setacciate la farina e lo zucchero e tostate le mandorle in forno per 10 minuti a 180°. Mentre le mandorle tostano miscelate bene la farina e le spezie, poi unite i canditi e mescolate bene. Una volta pronte le mandorle unitele al composto e mescolate ancora molto accuratamente. Ora prendete un padellino mettetevi il miele, lo zucchero e l’acqua e, a fuoco dolce e mescolando con una frusta, fate sciogliere tutto e caramellare fino ad ottenere un color ambrato. Velocemente versate il liquido nella ciotola dei secchi e, con un cucchiaio di legno, mescolate energicamente e con decisione, amalgamando bene il tutto. Versate il composto nello stampo e con le mani inumidite livellatelo e pressatelo bene. Cospargetelo di zucchero a velo e cuocetelo per 20-25 minuti a 160°-170°. Una volta cotto lasciatelo intiepidire per qualche minuto, estraetelo dallo stampo e lasciatelo raffreddare completamente. Una volta freddo decoratelo con zucchero a velo in abbondanza.

IMG_20131217_141021Il Panforte è un dolce che andrebbe preparato in anticipo e si mantiene benissimo per alcune settimane, a patto di conservarlo coperto da stagnola o carta oleata e riporlo in un luogo asciutto e al riparo.

E con questo spero di potervi augurare buone, buonissime feste. Un abbraccio a tutti e Buon Natale