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Nelle prime serate piovose una pitta a modo mio: zucchini, pomodorini e tonno.

IMG_20130910_202154Avevo detto che sarei presto tornata con una ricetta! E questa volta partiamo con un salato … finalmente dirà qualcuno!!!

Ieri qui era una serata tipicamente autunnale, pioggia, temporale e un’arietta quasi frescolina, senza contare l’ombra e il buio che giungono sempre prima. Ma in tutto questo clima non più estivo la mia mente si è come ribellata! Mi sono ritrovata nel bel mezzo degli uliveti salentini, dove passavamo innumerevoli volte quest’estate, senza mai incontrare anima viva, ogni tanto giusto un trattore e qualche carretto di frutta e verdura.

Beh, con tutte queste immagini e ricordi vacanzieri mi è venuta una voglia smodata di preparare qualche piatto tipico di quei posti meravigliosi e, non avendo molto tempo a disposizione, ho deciso di optare per la pitta di patate. Trattasi di una specie di sformato, molto simile al più noto gateau, anche se alcuni sostengono sia un parente prossimo della pizza delle origini, insomma uno di quei geniali “piatti che nascono da ciò che si ha in casa“; unica particolarità è che viene confezionata a strati e non mescolato tutto in un unico composto. Ingredienti base, ovviamente, sono le patate, uova e, purtroppo per me, formaggio; tutto il resto segue il tempo, lo spazio, i gusti e le stagioni … anche se la versione classica prevede pomodoro, formaggio, olive e capperi!

In questo caso oltre a non esserci latticini (per ovvi motivi diIMG_20130910_174839 sfigaggine mia!!!) ciò che forma il ripieno è composto dalle zucchine, ormai agli sgoccioli, dai pomodorini e dal tonno sottolio (mi raccomando che sia possibilmente a tranci e di buonissima qualità).

Per quanto riguarda le dosi (e la ricetta viene direttamente da una famiglia di nostri amici), la mia versione è calcolata per 2/3 persone ma, l’importante è seguire le indicazioni per l’impasto di patate (meglio usare quelle non troppo farinose, insomma le classiche da purè o gnocchi  per intenderci), per il ripieno più o meno meglio seguire il vostro occhio … e gusto!!!

Pitta di patate con zucchine, pomodorini e tonno

IMG_20130910_202359Ingredienti (dosi per 2-3 persone):

  • 800 gr di patate
  • 1 uovo di media grandezza
  • 1 cucchiaio di farina 00
  • 3 zucchine chiare non troppo piccole
  • 10 pomodorini maturi
  • 1/2 scalogno (o 1 spicchio d’aglio)
  • 1-2 tranci di tonno sottolio
  • q.b di pangrattato
  • q.b di olio evo
  • q.b di sale
  • q.b di timo, origano, maggiorana

Iniziate facendo bollire le patate (acqua fredda e dal bollore calcolate circa 20 minuti). Nel frattempo prendete una teglia (io ho usato uno stampo da 20 cm di diametro) ungetela e spolverizzatela di pangrattato. Pulite e tagliate le zucchine a rondelle, i pomodorini a metà e fateli saltare in padella con lo scalogno e i vari odori. Cuocete il tutto per circa 15 minuti a fuoco vivace cercando di lasciare alla fine un sughetto non troppo asciutto. Una volta cotte le patate, sbucciatele (e qui c’è da rimetterci la sensibilità dei polpastrelli) e in una ciotola schiacciatele grossolanamente, con una forchetta sarebbe meglio, anche perché mi hanno detto espressamente che “la patata un po’ si deve sentire sotto i denti”. Unite alle patate, l’uovo sbattuto, la farina, una presa di sale e amalgamate bene … volendo anche con le mani se il tutto non è troppo ustionante!!! Ora prendete circa metà dell’impasto e foderate il fondo della teglia, cercando di livellarlo bene. Proseguite mettendo il sughetto con le zucchine e poi il tonno spezzettato, il tutto cercando di lasciare un bordo di circa 1 cm. A questo punto ricoprite il tutto con il resto delle patate, livellate, spolverizzate con una presa di pangrattato (e per chi può qui ci andrebbe qualche fiocchetto di burro o del parmigiano) e infine con un filo d’olio.

Cuocete la vostra pitta in forno caldo a 180°/200° (anche ventilato) per circa 20/25 minuti, o almeno finché non si è dorata uniformemente. Sfornatela e servitela tiepida, magari accompagnata da un bel contorno di verdure o una semplice insalata.

Tutto qui, molto facile e molto buono! Quindi provate e fatemi sapere 🙂

A presto

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Insalata tiepida di seppie

IMG_20130617_183252-1Primi caldi, prime zanzare, primi fine settimana al mare (che per me vuol dire casa :)) con prime lunghe code in autostrada.

Odio dire “ve l’avevo detto” ma …. in effetti è vero! Avevo avvertito che le temperature torride si sarebbero presentate all’improvviso, lasciandoci leggermente spaesati e impreparati!!! Comunque sia non siamo mai contenti! Ora sembrano già tutti stufi di questo caldo; ma come? Se fino all’altro giorno passavamo il tempo a maledire contro la pioggia incessante! Ho capito che anche le vie di mezzo sarebbero ben accette, ma non possiamo pretendere molto da una terra che continuiamo con allegra noncuranza a maltrattare ….

Ad ogni modo a tutto (o quasi) c’è rimedio! E se l’afa ci tormenta possiamo sempre trovare delle vie di fuga o delle scaltrezze che ne ingannino la percezione. Il mio personale antidoto (e mi rendo conto di essere molto fortunata) è quello di scappare verso casa appena è possibile. Una volta arrivata metto la “tenuta da mare”, attraverso la strada e … splash, subito in acqua!

E così è andata lo scorso fine settimana (in cui inoltre ho finalmente potuto rivedere vecchie care amiche e ammirare grandi e favolosi sviluppi di interni e esterni di varie case … a buon intenditore poche parole :)). Purtroppo dopo poco il ritorno alla base è doveroso e, appena arrivata in quei di Firenze, i benefici dei bagni fatti svaniscono in un nanosecondo! Pazienza, basta chiudere gli occhi, giocare un po’ di immaginazione e quasi quasi mi sembra di essere ancora in acqua (ammetto che talvolta la fantasia non collabora molto …).

Ma abbandonando questi “sogni marinari” vi devo dire che, anche per questa volta, ho fatto la mia piccola scorta ittica locale e, tra le altre cose, sono riusciti a tenermi da parte (congelandole ovviamente) delle seppie bellissime; sì, lo so che non tutti definirebbero delle seppie con tale aggettivo, ma secondo il mio punto di vista quando il pesce è fresco e appena pescato è davvero bello! Quindi una volta fatto ritorno non ho potuto fare altro che cucinarle subito.

Solitamente le preparo in modo molto semplice, bollite con patate o al forno; ma questa volta proprio non mi andava un piatto caldo e bollente, così ho deciso di utilizzarle per una sorta di insalata tiepida (ma anche fredda è buona ugualmente). Premetto che le seppie erano state congelate già pulite ma, per chi non avesse molta dimistichezza, direi che chiedere al gentile pescivendolo di farlo per noi sarebbe più che lecito, comunque non preoccupatevi … è davvero facile da fare!

Insalata tiepida di seppie con patate, pomodori e peperoni dolci 

IMG_20130617_211154Ingredienti (per 2 persone):

  •  2 seppie pulite (circa 400 gr)
  • 6 patatine novelle
  • 10 pomodorini cigliegini
  • 2 peperoni verdi (quelli piccoli e dolci)
  • 1 cipolla di tropea
  • 1 scalogno
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2-3 foglie d’alloro
  • 1 pezzetto scorza di limone
  • q.b di prezzemolo e finocchietto
  • q.b di sale, olio

Iniziate mettendo in una pentola con acqua fredda le seppie (io ovviamente le ho lasciate scongelare precedentemente in frigo), l’aglio, lo scalogno, le foglie d’alloro e la scorza di limone. Accendete il fuoco e dal momento del bollore calcolate 20 minuti a fuoco medio, stando attenti, nel caso si formasse, a togliere la schiuma. Intanto sbucciate e pulite le patate e la cipolla, poi tagliate i pomodorini e i peperoni e metteteli direttamente nel piatto da portata. Passati 20 minuti di cottura aggiungete alle seppie le patate, la cipolla e una presa di sale grosso e fate cuocere ancora per circa 15 minuti. Una volta giunto a cottura (le seppie devono essere molto tenere … fate una prova con una forchetta) con uno scolapasta o una schiumarola scolate il tutto. Lasciate intiepidire leggermente e a questo punto non resta che tagliare le seppie a pezzetti o striscioline, le patate a metà, la cipolla a rondelle e unire al resto degli ortaggi. Condite con un’emulsione di olio evo, una pizzico di sale, (qualche goccia di limone se volete) prezzemolo e finocchietto  e il piatto è pronto.

Piccolo consiglio: sarebbe meglio lasciar passare circa 15 minuti prima di servire, così da permettere ai vari sapori di amalgamarsi bene; e nel caso vi avanzasse, ma non credo …, non preoccupatevi perché, se conservato in frigo, il giorno dopo sarà ancora più buono!!!

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se Sampei va a pesca

IMG_20130419_185723Un fatto è certo; ogni volta che torno a casa mi rendo conto di quanto mi manchi il mare. In realtà non sento tanto la mancanza del contatto fisico con l’acqua quanto il respirare il profumo di mare, l’aria salmastra e i rumori che ad essa si accompagnano, come i tintinnii delle barche a vela quando tira vento o il garrito dei gabbiani.

Immancabilmente arriva il momento della partenza e, come da copione, tento di mettere in valigia anche un po’ di odori e profumi di casa. Il cibo spesso mi viene in soccorso in questo frangente, soprattutto se ho la fortuna di portare con me qualche freschissimo pesce stanato e catturato dal, come lo chiamo io, Sampei di famiglia (o altrimenti detto cugino!!!). Caso vuole, che proprio l’ultima volta abbia ricevuto una delle sue prede, una magnifica orata, la quale non ha impiegato molto tempo a finire nel mio forno a Firenze … portando anche qui un po’ di atmosfera marinara.

Orata al forno semplice semplice

IMG_20130419_185631Essendo amante del pesce, quando mi capita tra le mani un esemplare così fresco preferisco condirlo il meno possibile, in modo da poter gustare a pieno il sapore autentico di mare. Per questo ho deciso di confezionarlo in modo essenziale; ho preso una teglia con carta forno (my best friend) e adagiato l’orata pulita e squamata a dovere. All’interno ho messo uno spicchio d’aglio, un rametto di rosmarino e mezza fetta di limone. In una ciotola ho miscelato il succo della restante metà di limone, olio extra vergine d’oliva, odori vari (timo. rosmarino, maggiorana, semi di comino, nepitella) e un pizzico di sale. Ho versato il tutto sopra l’orata e completato con l’aggiunta di foglioline di basilico, fettine di limone, una metà di spicchio d’aglio a pezzetti e qualche pomodorino confit (qui il post dove spiego come farli, ma se non li avete potete mettere anche dei semplici pomodori ciliegini tagliati a metà). Ho cotto il tutto in forno a 200° per 30 minuti abbondanti (l’orata in questione pesava all’incirca 500 gr adatta a due persone, nel caso fosse più grossa la cottura si prolungherà un po’), versando una spruzzata di vino bianco a metà cottura in modo che la carne non si asciugasse troppo. E con un semplice contorno di insalata o altra verdura di stagione un semplice e squisito secondo piatto è servito!!!

ps: per una versione più mediterranea potete aggiungere anche olive (taggiasche) e capperi. Io per il quieto vivere della casa non l’ho fatto ma, nel caso i vostri commensali amassero tali sapori … abbondate pure! 

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Urge riflessione

Oggi è una di quelle giornate in cui più di qualsiasi altra cosa ho bisogno di riflettere (verbo non troppo di moda ultimamente). Ho necessità di pensare a quello che è accaduto, a ciò che ho visto, letto e sentito, a quello che si è palesato davanti ai miei occhi e a quello, che in modo altrettanto chiaro, non si è palesato. Devo pensare a come tutto sia stato e a come potrà essere. Quindi ho bisogno di tempo e non posso farlo stando in cucina; nel cucinare metto attenzione, pensiero e … mente (appunto). IMG_20130408_154658

Per questo motivo mi sono buttata a pesce nella realizzazione dei, ben noti, pomodorini confit (che poi sarebbe “canditi”, ma in effetti è molto più di classe …). Proprio quello che ci voleva, una ricetta facile, buonissima e che permette di avere un sacco di tempo a disposizione per potersi dedicare a tutt’altra attività. Tralasciando l’elenco delle proprietà benefiche del pomodoro (e di quanto mi piaccia) l’utilizzo finale di questo prodotto è davvero versatile. Una volta pronti si conservano per parecchi giorni, basta avere l’accortezza di aggiungervi un filo d’olio a copertura, e sono ottimi da mangiare come antipasto, in una crostino, aggiunti in insalate, insieme a qualche sugo per la pasta (consiglio di provarli con il pesto) o come aggiunta a piatti di pesce o carne; inoltre è un ottimo modo per far mangiare il pomodoro a coloro che proprio … non ne vanno matti!!! L’importante in ogni caso è scegliere pomodori di buona qualità e maturi al punto giusto, non devono essere obbligatoriamente ciliegini, basta che siano piccoli (perini, datterini … vanno benissimo, non facciamo i finti puristi). Va detto però che se proprio fossimo coerenti dovremmo aspettare ancora un po’ per avere dei pomodori ottimali; ma questi sono di serra del mio amico contadino (non quello famoso … un altro) che sta nella collina dietro casa …. più local di così si muore!!!

Allora come già scritto davvero semplice: accendete il forno a 140°, IMG_20130408_155116prendete i vostri pomodorini, tagliateli a metà e disponeteli su una teglia (carta forno o meno) con la parte tagliata verso l’alto. Conditeli con sale, zucchero (io faccio metà scuro e metà bianco) tenendo presente che la dose di zucchero dovrebbe essere maggiore rispetto al sale, e odori vari (personalmente amo insaporirli con abbondante origano, maggiorana, basilico e poco timo). Terminate con un filo d’olio extra vergine d’oliva, metteteli in forno (statico) e lasciateceli per ben due ore. Tutto qui.

Se come me avete a disposizione qualcuno (anche leggermente disattento può andare) che resti a casa (perché va bene dimenticarseli ma non uscirei mai con il forno acceso … non si sa mai …) mettetevi una giacca, aprite la porta e uscite a fare una bella passeggiata; in caso contrario mettetevi a fare quello che più vi rilassa e se per caso le due ore passassero troppo velocemente non allarmatevi, non succederà niente di grave anzi, i vostri pomodorini saranno ancora più buoni e caramellati!!!IMG_20130408_180637

Comunque tornata dalla passeggiata, nell’aprire la porta ho subito sentito un profumo zuccherino che veniva dalla cucina; aperto il forno li ho visti … e i pensieri che avevo per un po’ di tempo si son addolciti.