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Un pane Naan di recupero e un augurio.

 Naan with almond yogurt and almond milkI giorni speciali sono volati via e quello che resta sono scatoloni che andranno in soffitta e resteranno coperti per un altro anno. Mentre tolgo le ultime candele rosse penso alle feste che sono state, perché quando il tempo passa troppo veloce realizzi a pieno i singoli momenti solo a posteriori … almeno questo è il mio caso.

Sono stati giorni e notti belli ma un po’ diversi dal solito; cucine in cui si è lavorato e altre in cui si è mangiato, momenti in cui tutti brindavano persi perché c’era troppo da fare, e il giorno dopo persa nuovamente perché tutti dormivano mentre i miei occhi erano belli che spalancati. Sono stati giorni in cui i miei sogni pieni di neve e freddo facevano a botte con il sole caldo del cielo, e questo tempo ha contribuito a sballottarmi la bussola … io, ghiacciolina come sono, mi sono ritrovata fuori casa vestita come nei primi giorni d’autunno! Nei boschi tutto sembra annunciare la primavera, boccioli che spuntano, erbi nei campi verdissimi e alberi di mimose in piena fioritura … per fortuna resta la visita mattutina del pettirosso a farmi ricordare in che mese siamo realmente! Continua a leggere

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Tatin rustica di pomodori piccadilly

Vegan tomato tart tatinSolitamente non ho nessuna difficoltà nell’accogliere l’arrivo dell’autunno, la mia stagione preferita per molti motivi, ma per ora faccio davvero fatica ad abbandonare i ritmi estivi.

Sarà colpa delle piogge intense ed improvvise, che quando arrivano ormai fanno solo che dei gran danni, sarà per la consapevolezza che la stagione in arrivo porterà stravolgimenti e nuovi cambiamenti, oppure per il semplice fatto che, nell’orto, vi è ancora un’abbondanza di melanzane, peperoni e pomodori … nemmeno fossimo in pieno agosto!!!

Di tentativi su come conservare i rossi e succosi re dell’estate vi ho già parlato in questo post, ma ora ( rischiando di farveli venire a nausea) vi lascerò una ricetta fatta diverse volte nel corso dei mesi passati.

Questa tart tatin di pomodori piccadilly è diventata con il tempo una di quelle ricette “di famiglia”, fatta usando questa ricetta per la brisée all’olio, ma cambiando spesso tipo di farina, aggiungendo spezie ed aromi nell’impasto e accogliendo ripieni tra i più disparati … e devo dire che mai ha deluso le aspettative!

In questo preciso caso (e risale ormai a svariate settimane fa)  avevo usato della farina integrale e un cucchiaio di paté di olive nere al posto del sale. Il risultato è stato ottimo, e se ancora la voglia di pomodori non vi è passata vi consiglio davvero di provare a farla al più presto.

Vegan and rustic tomato tart tatinTarte tatin (vegan) rustica di pomodori piccadilly, basilico e menta

Ingredienti (per uno stampo da 26 cm di diametro):

  • Per la pasta:
  • 100 gr di farina tipo 0
  • 200 gr di farina integrale
  • 120 ml di vino bianco secco e fermo (di buona qualità)
  • 80 ml di olio evo (per me ligure)
  • 1 cucchiaio di patè di olive nere
  • Per il ripieno:
  • 15 pomodori piccadilly maturi ma ancora sodi ( in numero sufficiente per coprire lo stampo scelto)
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaino abbondante di zucchero di canna
  • q.b di origano, timo e maggiorana secchi
  • q.b di foglie di basilico e menta freschi
  • q.b di olio evo

Iniziate preparando la pasta brisée. In una ciotola setacciate le farine, praticate un foro al centro e unite i liquidi e il patè di olive. Iniziate a mescolare con una forchetta ( in caso aggiungete qualche goccia d’acqua se l’impasto fosse troppo secco) e appena il composto inizia a compattarsi passate a lavorarlo con le mani spostandovi sopra un piano di lavoro appena infarinato. Lavorate la pasta, il meno possibile, fino ad ottenere una consistenza liscia ed omogenea, fate la solita palla, mettetela in una ciotola unta con un filo d’olio, coprite e lasciate riposare  nel ripiano basso del frigo per almeno 30 minuti. Nel frattempo pulite e asciugate i pomodori, tagliateli a metà nel senso della lunghezza, eliminate i semi interni e raccogliete i succo in eccesso in una ciotolina. Posizionate i pomodori nella teglia, leggermente unta, con la parte tagliata verso l’alto in modo da coprire bene tutta la base. Aggiungete il sale, lo zucchero, un generoso filo d’olio, qualche cucchiaio del succo conservato in precedenza e gli odori secchi. Cuocete i pomodori in forno a 200° per circa 30 minuti, poi tirateli fuori, spezzettatevi (con le mani) sopra alcune foglie di basilico e menta e lasciateli raffreddare, giusto il tempo di stendere la pasta. Stendete la pasta brisée in un cerchio dal diametro poco più grande rispetto alla teglia, nel caso servisse cercate di compattare i pomodori, adagiate sopra la pasta appena stesa, pressandola delicatamente sopra i pomodori, rimboccate verso l’interno i bordi e bucherellate con la forchetta. Cuocete il tutto per circa 30-35 minuti sempre a 200°, o almeno fino a completa doratura della pasta. Una volta cotta sfornate la teglia, aspettate 5 minuti e poi capovolgetela … con fare deciso e senza indugi!

Servite la vostra tatin salata ancora tiepida decorandola con ulteriori foglie di basilico.

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Plumcake ai kumquat e cioccolato di Modica

Plumcake ( veg ) di kumquat e cioccolato di ModicaMi scuso in anticipo, ma questa settimana sono di poche, pochissime parole.

Questo per me è un “luogo” dove si può parlare di tante cose … ma fino ad un certo punto. E siccome i miei pensieri  sono completamente rivolti verso altri temi e confini … taccio. Tutto è ancora in divenire, troppo complesso, la mia arte locutoria limitata, e di panzoni che si atteggiano a megafoni spara …’zzate ( e passatemi la “metafora” ) ve ne sono in abbondanza!!!

Così passo dritta, dritta alla ricetta di questo dolce nato per quella volontà, insita in me, di non voler mai buttare niente.

Mi sono trovata con una mancita di kumquat in una mano ( che nei barattoli sciropposi proprio non son voluti entrare .. ) e, nell’altra, qualche pezzetto di cioccolato di Modica scampato alle feste. Immediata, quanto scontata, l’unione dei due … spontanea soluzione la realizzazione di un dolce … unico problema zero uova a disposizione!!! Così mi viene in mente un dolce di carote fatto tempo fa (seguendo una ricetta letta in un vecchio numero di Cucina Naturale ) che, nonostante fosse totalmente vegano, aveva riscosso un gran successo in modo totalmente “trasversale”!

Nemmeno a dirlo ho tentato l’esperimento, ridotto i piccoli agrumi a poltiglia ( e qui mi sono fidata della torta all’arancia intera ), aggiunto una giusta dose di liquore all’arancia e l’immancabile punto speziato. Vi posso assicurare che ne è uscito un dolce super profumato, molto morbido e zuccheroso il giusto.

n.b: nel caso non aveste il cioccolato di Modica sostituitelo con uno fondente almeno al 70% e se desiderate una nota croccante aggiungete una manciata di frutta secca a vostra scelta, come noci o pistacchi non salati.

... ciò che resta!Plumcake ( veg ) ai kumquat e cioccolato di Modica

Ingredienti (per uno stampo da 10×30 circa ):

  • 240 gr di kumquat
  • 50 ml di Cointreau ( o altro liquore )
  • 80 ml ( circa ) di acqua
  • 300 gr di farina 0
  • 150 gr di zucchero di canna
  • 100 ml di olio di girasole ( bio e spremuto a freddo)
  • 40 ml di olio evo
  • 100 gr di cioccolato di Modica (per me misto classico e con i pistacchi )
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • semi interni di 1 baccello di vaniglia
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 1 pizzico di sale

Iniziate con lo sbollentare i kumquat, precedentemente lavati, in acqua a bollore per circa 10 minuti. Scolateli e, sopra un contenitore per non perdere il succo, tagliateli e privateli dei semi. Unite ora il liquore, l’acqua, la vaniglia e, con un frullatore ad immersione, riducete il tutto a poltiglia (deve risultare abbastanza liquida), infine unisci l’olio e amalgama bene. In un’altra ciotola capiente miscelate, setacciando, la farina e il lievito, unite lo zucchero, la cannella e il sale e mescolate brevemente. Aggiungete a questo composto i liquidi e mescolate bene, prima con una frusta e poi con una spatola (nel caso risultasse troppo asciutto aggiungete qualche cucchiaio di acqua), fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungete per ultimo il cioccolato tritato grossolanamente, mescolate ancora e versate il tutto nello stampo ( rivestito con carta forno ). Cuocete il plumcake a 160°-170° per circa 40 minuti, e nel caso si colorisse troppo in fretta copritelo con un foglio di carta forno. Fate la prova stecchino per verificare la cottura e, una volta pronto sfornatelo, aspettate qualche minuto ed estraetelo dallo stampo per farlo completamente raffreddare sopra una griglia.

Questo è un dolce che si presta ad essere consumato sia a colazione che a merenda, inoltre si mantiene morbido per parecchi giorni. Insomma provate e poi ditemi. Intanto vi auguro buona settimana e a presto ( più loquace ed eloquente prometto )!

 

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Canestrelli liguri alle mandorle (gluten free, milk free) e tanti “se”.

canestrelli alle mandorleSe ne hai provate mille versioni, ma senza stampo adatto parevano tutti fiori calpestati malamente … e allora bando alla forma e facciamo una piccola ciambella, tanto pare che anche questa possa andare bene. Poi è arrivato anche il piccolo desiderato stampino ma … la matassa è rimasta “imbrogliata”.

Se utilizzi nomi e vocaboli con attenzione e parsimonia, tentando di pescare all’occasione il più indicato (e vorrei anche vedere dopo tanti anni di studi sul tema, mica del canestrello dico …), ma qui trovi un gran garbuglio; un nome qui, uno là , questo associato a tale forma e ricetta e l’altro che potrebbe derivare da X … ma se ti lo chiedi a Tizio ti guarda come avessi appena detto la peggiore delle “boiate”!

mandorleSe vai alla ricerca del punto da dove tutto ha preso il via, tramandato a parole e poi su carta, ebbene anche qui non troverai un’unica versione … molte simili e comuni … nessuna (o nessuno) che si voglia prendere la responsabilità di mettere un “punto” definitivo.

Se poi alla fine lasci perdere, ti decidi a farti guidare da grammature che forse risalgono a metà ‘800, e non pensi a come tutti storceranno il naso vedendo associato tale nome a questo biscotto, beh, allora forse sei sulla strada giusta! Ti accontenti della sostanza più che dell’apparenza, e poco vale che non siano quelli noti ai più, sono comunque buoni, fondenti e friabili e con un profumo di mandorla intenso, nuovo per ciò che ricordavi… o forse antico e riscoperto … chissà!

Se infine sei sempre stata negata per gli adii, lenti da sole (anche se il cielo risulta grigio da molti giorni) per oscurare occhi non presentabili e parole troppo pesanti da dire, allora è meglio che prepari dei biscotti, li lasci nel loro barattolo e speri che conservino la tua presenza ancora per un po’, anche dopo aver chiuso la porta.

N.B : la ricetta di questi canestrelli è stato presa da ” La Cucina regionale italiana – Liguria“, ma l’ho trovata uguale anche nel libro ” La Cucina dei Tabarchini “. Dato empirico o meno, veritiero forse che sì, forse che no, mi è piaciuta e l’ho fatta subito, tale e quale. Unica appunto che tengo a precisare è che, se non avete l’apposito stampino evitate di dare tale forma ai vostri biscotti. L’impasto è molto delicato, deve essere maneggiato con cura e delicatamente! Già in condizioni normali è una bella prova di pazienza, quindi per non diventare matti optate per una semplicissima forma tonda, oppure fate dei piccoli cordoncini per poi formare delle ciambelle. Nel caso poi non abbiate l’acqua ai fiori d’arancio potete facilmente sostituirla con pari quantità di altro liquidi (succo di limone o arancia), sempre tenendo presente alla diversa capacità di assorbimento delle varie farine e al fatto che il sapore finale, seppur buono, non sarà lo stesso.

canestrelli alle mandorleCanestrelli liguri alla mandorle (gluten free, milk free)

Ingredienti (per circa 40 pezzi):

  • 250 gr di mandorle sgusciate
  • 180 gr di zucchero semolato fine
  • 5-8 cucchiai di acqua ai fiori d’arancio (in alternativa succo di limone)
  • 1 pizzico di sale fino
  • q.b di zucchero a velo (o altro zucchero semolato)

Iniziate con sbollentando le mandorle per pochi minuti in acqua bollente, poi pelatele (aiutandovi con uno strofinaccio pulito) e asciugatele in forno per circa 5 minuti a 200° (oppure in una padella antiaderente). Mettetele in un mortaio (deve esser abbastanza capiente; in alternativa potete utilizzate un robot da cucina), aggiungete il sale e iniziate a pestare con decisione. Aggiungete poco alla volta lo zucchero e continuate a pestare fino ad ottenere un composto farinoso ed omogeneo. Trasferite tutto in una ciotola e aggiungete tanta acqua ai fiori d’arancio quanto basta per ottenere un impasto omogeneo. Fate una palla, avvolgetela con un foglio di carta forno (o pellicola) e mettetela a riposare in frigo per circa 2-3 ore. Poi, sopra un piano di lavoro leggermente infarinato (con zucchero a velo o farina di riso, o farina normale se non vi interessa la versione senza glutine) stendete la pasta ad uno spessore di circa 1 cm e sformate i vostri biscotti. Sistemateli, distanziandoli un po’, in una teglia con carta forno ( nonostante la ricetta non prevedesse questo passaggio io li ho lasciati in frigo per un po’, giusto il tempo che il forno andasse in temperatura) e cuoceteli in forno caldo, non ventilato, per circa 15 minuti a 170°. L’importante è non farli dorare, appena vi sembrano pronti tirateli fuori, aspettate che si raffreddino completamente, staccateli dalla carta e spolverateli con abbondante zucchero a velo.

Che sono buonissimi ad ogni occasione nemmeno lo sto a ribadire! Unica pecca è che sono abbastanza deperibili, però se messi in una scatola di latta o un barattolo ben chiuso si conservano inalterati per più giorni. Insomma fateli per la colazione, per un tè nel pomeriggio, per un dopo cena inzuppati in un buon vino dolce … insomma come vi pare … ma fateli!