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Torta di ricotta, ciliege e i primi anni universitari

IMG_20130717_164442A questa torta sono particolarmente affezionata. E’ uno dei miei primi riusciti esperimenti da pasticcera e risale ai primi anni universitari, o forse anche prima ma non ci metterei la mano sul fuoco!

I primi anni universitari (per me primi anni 2000!!!); uno dei più bei periodi della mia vita. Anni in cui ci si dannava a fare il famoso “piano di studi” e in realtà ti sembrava di giocare a “tetris”; quando in casa mai meno di 6-7 persone e davi sempre la colpa agli altri perché le condizioni igieniche erano davvero pessime. Anni in cui il fine settimana iniziava il mercoledì sera e anche se stavi a casa non c’era verso di andare a letto prima delle 2:30; anni in cui andavi sempre in università ma la tua aula preferita rimaneva comunque il chiostro fuori, commentando con derisione quelli che pensavi ci passassero più tempo di te. Anni in cui anche la più piccola scemenza ti bastava per accendere un caloroso dibattito contro “il sistema” dilagante e pervasivo ma, alla fine, tutto si concludeva sempre con un negroni o birra in mano … perché lo spritz ancora doveva diventare una moda; e alla fine anche anni dei primi esercizi e giochi in cucina, quando eri costretto perché non eri riuscito a portarti nulla di pronto da casa o le scorte erano evidentemente finite.

Essendo di così lunga data (ammetto che con il tempo ho apportato qualche modifica e miglioria) questo dolce è, esecutivamente parlando, di una semplicità disarmante, basta unire e mescolare! Però nonostante il fatto che sia semplice risulta sempre molto apprezzato e anche molto versatile. L’avevo infatti pensato come versione invernale, con cioccolato e frutta secca, ma ha una basa talmente neutra che può essere abbinato con mille altri ingredienti, caffè, spezie e differenti tipi di frutta, a seconda della stagione.

L’altro giorno l’ho fatto con le ciliege (poverine stavano soffrendo terribilmente il caldo e andavano finite in fretta) e il contrasto tra il loro sapore leggermente asprigno e il dolce della ricotta risulta decisamente vincente. L’unico appunto, perché ce ne sempre uno, è quello di montare bene le uova (con frusta elettrica meglio) in modo tale da conferirgli una consistenza soffice e morbida, e aver pazienza nella cottura, è un po’ lunga ma mi raccomando non vi venga in mente di aprire lo sportello del forno … anzi legatevi le mani!!!

IMG_20130718_072154Torta soffice di ciliege e ricotta

Ingredienti:

  • 500 gr di ricotta (meglio di pecora e morbida)
  • 200 gr di ciliege (duroni o di Vignola) mature
  • 5 cucchiai di zucchero fine
  • 4 cucchiai di farina 00
  • 1 cucchiaio di pinoli
  • 4 uova
  • scorza grattugiata di 1 limone
  •  semi di 1 baccello di vaniglia (o 1 busta di vanillina)
  • pizzico di sale
  • 1 cucchiaino raso di zenzero in polvere

Come prima cosa imburriamo e infariniamo uno stampo a cerniera da 22 cm di diametro e laviamo e snoccioliamo le ciliege. In una terrina sbattiamo i tuorli d’uovo con lo zucchero, lasciando da parte gli albumi che andranno montati a neve ben ferma con un pizzico di sale. Una volta montati i tuorli, devono diventare belli spumosi, uniamo la farina (setacciata), lo zenzero e mescoliamo avendo cura di non formare grumi. Aggiungiamo poi la ricotta e continuiamo a mescolare; quando il tutto è ben omogeneo uniamo le ciliege, i semi di vaniglia, i pinoli, lo zenzero e la scorza di limone. Mescoliamo e poco alla volta incorporiamo gli albumi montati facendo dei movimenti dal basso verso l’alto, per non smontare il composto. Una volta che il tutto è ben amalgamato versiamo nella teglia, livelliamo dando dei leggeri colpetti e inforniamo nella parte bassa del forno.

IMG_20130718_071708La nostra torta cuocerà per quasi un’oretta, minimo 50 minuti, a 160°/170° modalità statico. Vi accorgerete che è pronta quando risulterà ben gonfia, dorata in superficie e con delle piccole crepe. Una volta cotta lasciatela raffreddare completamente (anche nel forno aperto) e non vi preoccupate se si abbasserà un po’, è del tutto normale. La potrete servire come ottimo dessert, magari accompagnato da una pallina di gelato o per una fantastica colazione. Si conserva molto bene per più giorni, però con questi caldi meglio tenerla in frigo, coperta ovviamente!

Provare per credere e se fate qualche variante fatemelo sapere che sono molto curiosa 🙂

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Direttamente dagli anni ’80 un gelato tutto per me

IMG_20130623_162558-1Volevo festeggiare a dovere questi primi giorni d’estate con il primo gelato della stagione. Ma … dramma!!! L”unica marca di cui mi fidavo e che compravo con una certa tranquillità ha indecorosamente e maleducatamente smesso di fabbricare gelati. Forse io e gli altri cinque (non amici dei latticini) non eravamo una fonte di reddito abbastanza sicura su cui fare affidamento.

Il problema era che comprare altre marche produttrici di gelato alla soja proprio non mi andava, o meglio, proprio non riuscivo, anzi riesco, a fidarmi, e trovare una gelateria artigianale che vada al di là di limone e fragola (buoni per carità ma qui si parla di gelato!!!) è peggio che cercare un ago in un pagliaio. Quindi unica soluzione …. rendiamoci indipendenti e produttori diretti … proviamo a farcelo da soli!!! Ma sì, “o la va o la spacca”!

Ecco, sinceramente parlando, il primo tentativo non è andato per niente; ho provato a farlo senza gelatiera ma, per quanto il gusto fosse buono, la consistenza proprio non ci si avvicinava nemmeno! E quindi che fare? Comprarsi una macchina per fare qualche gelato ogni tanto mi sembrava decisamente non conveniente; e poi illuminazione! Mi è tornata alla mente la vecchia macchina del gelato di mia IMG_20130622_083512mamma, risalente ai primi anni ’80 (praticamente coetanee :)) ma fondamentalmente intonsa, mai utilizzata.

Buffo, come diavolo ho fatto a non pensarci prima! A non accorgermi della sua presenza? Bastava alzare gli occhi, sollevare lo straccio che, nascondendola un po’, la riparava dalla polvere degli anni e la soluzione era proprio lì, a portata di mano. In effetti talvolta nella vita capita di essere spesso, magari anche quotidianamente, a contatto con cose o persone ma, solo in un preciso momento, quasi sempre inaspettato, ti accorgi dell’importanza che realmente possiedono ….

Ad ogni modo, una volta portata a casa è bastato darle una pulita e rassettata, mettere assieme quei due o tre ingredienti di base, accendere il pulsante, aspettare un po’ (inizialmente preoccupata dal rumore forse un tantino eccessivo! ) e magia … l’era dell’auto-produzione del gelato era iniziata!!!

Gelato di soja al cacao e menta

IMG_20130623_163033Ingredienti (per circa 500 gr di prodotto):

  • 500 ml di latte di soja (biologico)
  • 170 gr di zucchero
  • 30 gr di cacao amaro in polvere
  • 20 (circa) foglie di menta fresca
  • 1 baccello di vaniglia (anche senza semi)

Come prima cosa mettete il latte in un pentolino assieme alle foglie di menta e al baccello di vaniglia e, a fuoco basso, portatelo a leggero bollore. Dopo di che spegnete, coprite e fatelo raffreddare completamente (ci vorrà più o meno un’oretta buona). Passato il tempo di raffreddamento accendete la vostra gelatiera e iniziate a preparare gli ingredienti. Filtrate il latte avendo cura di strizzare bene le foglie di menta; in una ciotola mescolate il cacao, precedentemente setacciato, con lo zucchero e aggiungete il latte filtrato a filo, mescolando con una frusta in modo tale da non formare grumi. Una volta amalgamato bene il tutto versate il composto nella gelatiera e procedete come scritto nelle vostre istruzioni.

A me è bastato accendere un pulsante, chiudere il coperchio e aspettare 25-30 minuti.

Quando il gelato è pronto mettetelo in una vaschetta (una di normalissima plastica ben pulita va più che bene) e posizionatelo nel congelatore.

IMG_20130626_072124Per come consumarlo credo di non dovervi dire molto, così al naturale, con della frutta fresca o magari con la granola che avete preparato, insomma come meglio credete …. vi basti sapere che i non allergici della casa, dopo l’assaggio di rito, sono rimasti più entusiasti della sottoscritta!!! 🙂