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Insalata aromatica di riso venere e asparagi.

asparagiQuesto è stato forse il primo vero fine settimana estivo.

La prima volta al mare … che come tutte le prime volte è sempre speciale. Arrivi presto, la spiaggia è vuota, ti scegli l’angolo preferito, distendi il tuo corpo ( ancora sui toni del “candido” ) sopra il telo, tiri fuori dallo zaino il libro che leggerai tra un attimo, togli gli occhiali, chiudi gli occhi e, mentre ascolti il rumore delle onde sulla battigia, inizi a raccogliere tutto il caldo tepore dei raggi del sole … modalità ricarica attivata!

Poi con il passare delle ore il chiacchericcio attorno aumenta, in proporzione al numero di teli colorati e visi più o meno noti. Alzi lo sguardo perché qualcuno ti ha chiamata, sorridi … è bello rivedere vecchi amici, quelli che conosci da una vita, ma che per lo più puoi frequentare unicamente quando le temperature sono elevate!

asparagiPassi la giornata così, senza far nulla di particolarmente movimentato, nemmeno un grande nuotata, visto che l’acqua è ancora parecchio fredda ( e io mooolto freddolosa ), al massimo un movimento ondulatorio delle gambe che giocano a fare schizzi con la superficie del mare … retaggi da bimba che son duri a morire.

Con calma il rientro, gustandosi tutta la strada; percorso breve ma di lunghissima durata … quando si è tranquilli e rilassati si tende a parlare anche con lo sconosciuto che ti passa di fianco … un metro due chiacchere, altro metro tre chiacchere e via discorrendo.

E, benché la giornata mondiale della lentezza debba ancora arrivare, imperterrita continui con questo ritmo; doccia, giusto due cose da sbrigare e, infine, dedicarsi a preparare la cena … per non sapere l’ora basta non alzare lo sguardo sopra la porta, il timer, invece, lo metto direttamente nel cassetto, e visto che questo riso fresco e profumato deve riposare un po’, ci scappa pure un aperitivo casereccio!

n.b : ricetta di quelle fatte seguendo gusto, momento e … asparagi da cucinare entro breve! Una cosa sola, negli ingredienti ho messo “olio al peperoncino“, e con ciò intendo unicamente un peperoncino fresco, tritato e lasciato in infusione in olio evo! Nel caso non abbiate il riso Venere, potete utilizzare altre varietà di riso, il sapore ovvio non sarà lo stesso, ma potrete comunque aggiungere, togliere o cambiare aromi e spezie.

insalata di riso venere e asparagiInsalata aromatica di riso venere e asparagi, con erbe fresche e zenzero

Ingredienti ( dosi per 4 persone):

  • 700 gr di asparagi
  • 200 gr di riso Venere biologico
  • 2-3 cm di radice di zenzero fresco
  • 1 cipollotto ( o 2 se piccoli )
  • 1 cipolla
  • 1 ciuffo di prezzemolo fresco
  • 1-2 rametti di basilico
  • 5-6 foglie di menta fresca
  • 1 cucchiaino di olio al peperoncino
  • 4 chiodi di garofano
  • 1-2 foglie d’alloro
  • q.b di olio evo (per me il solito pugliese)
  • q.b di sale fino integrale
  • 1 presa di sale grosso integrale
  • 1/2 limone non trattato

Iniziate pulendo gli asparagi, tagliate la parte finale più fibrosa e le punte e mettete entrambi da parte. Tagliate il resto dei gambi in pezzi non troppo piccoli, mettete una pentola con abbondante acqua sul fuoco e aspettate il bollore. Una volta preso il bollore aggiungete una presa di sale grosso e tuffate gli asparagi, scottateli per circa 5 minuti poi, con un colino forato scolateli e subito passateli sotto l’acqua fredda ( così da fissare bene il loro colore) e metteteli da parte; ripetete l’operazione per le punte, cuocendole però solo per 3 minuti. Nella stessa acqua tuffate ora la parte finale degli asparagi, i gambi di prezzemolo e basilico, la cipolla mondata e infilzata con i chiodi di garofano, l’alloro e il riso. Cuocete a fiamma medio bassa per circa 30 minuti, cercando però di mantenere il riso abbastanza al dente, poi scolate il tutto e passate velocemente il riso sotto un getto di acqua fredda, eliminando la cipolla, i gambi di asparagi, prezzemolo e basilico e l’alloro. Prendete ora una manciata di asparagi, prelevandola da quelli tagliati a pezzetti, unite le foglie di menta, la scorza e il succo del limone, un pizzo di sale fino, un filo d’olio e, con un frullatore ad immersione, riducete il tutto in crema, aggiungendo altro olio nel caso, fino ad ottenere una consistenza vellutata ed omogenea. Poi mettete un’ampia padella sul fuoco, aggiungete l’olio al peperoncino, lo zenzero pelato e grattugiato, il cipollotto tagliato a rondelle, fate imbiondire per qualche istante e aggiungete subito il riso, gli asparagi rimasti e le punte, saltate, mescolando bene, per pochi minuti. Infine togliete dal fuoco, aggiungete 2-3 cucchiai abbondanti della crema appena preparata ( quella che avanza la potrete gustare anche semplicemente spalmata sopra una fetta di pane integrale ), il prezzemolo e basilico tritati grossolanamente e mescolate bene, assaggiate e nel caso aggiustate di sale.

Lasciate riposare la vostra insalata per almeno 15 minuti prima di servirla, infine aggiungete qualche altra fogliolina di prezzemolo e basilico, un filo d’olio a crudo e portatela in tavola; da gustare sia tiepida che fredda, accompagnando il tutto con un buon bicchiere di vino bianco! 

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Confettura di anguria e quando il signorino M. ha scoperto il suo paese ideale!

IMG_20130720_150030L’anguria o cocomero, che dir si voglia, è forse il simbolo estivo per eccellenza. Il frutto preferito del signor M., penso sarebbe capace di mangiarsene uno interno tutto da solo (e non sto considerando quelli baby)! Il problema è che la sua presenza nei banchi del mercato ha una vita molto breve, quindi chi ne va particolarmente goloso è quasi indotto a farne un’indigestione, con conseguenze poche piacevoli direi!

Proprio pochi giorni fa ho visto per caso un documentario sui coltivatori di anguria in America (purtroppo ora non ricordo il nome del posto) … sempre il signor M. ha deciso già che quella sarà la nostra prossima meta di viaggio e molto probabilmente ci trasferiremo lì a vita!!! Tralasciando il fatto che sono rimasta sconvolta dalla fatica che dovessero sopportare nella raccolta di questi bestioni da 7-8 Kg l’uno (sempre riguardo al signorino M. … ho i seri e fondati dubbi che possa sostenere tali ritmi fisici, ma in fin dei conti lui si era giustamente immaginato solo ed esclusivamente consumatore e non coltivatore), mi ha impressionato la versatilità dell’utilizzo che ne facevano in cucina; si passava da una specie di chutney di anguria piccante con cui condivano piatti salati, carni e pesci, utilizzavano le bucce per ricavarne delle piccole caramelle candite, dolci a più strati interamente fatti d’anguria e poi fette d’anguria fritta, alla griglia e in molti altri modi. Beh, in effetti molto di ciò che ho visto ammetto che non mi ispirasse gran che, soprattutto perché era tutto esageratamente “troppo e tanto” per i miei gusti. Ad ogni modo sono rimasta così affascinata che mi sono lasciata talmente contaminare dal “mood cocomerlandia” che quasi senza accorgermene e senza troppa convinzione mi sono messa a preparare, per la prima volta, una confettura di anguria.

Devo ammettere che è stato un lavoro di pazienza, anche perchéIMG_20130720_151347 togliere tutti quei simpatici semini non è una cosa immediata e poi il risultato finale è stato un po’ deludente dal punto di vista quantitativo: purtroppo essendo composta in gran parte d’acqua, l’anguria è un frutto che non rende tantissimo … quindi se avete intenzione di farne una bella scorta vi consiglio quanto meno di raddoppiare le mie dosi. Per quanto riguarda la qualità, invece, nulla da eccepire! Ho scoperto che la confettura di anguria mi piace molto, ha un sapore fresco e dolce e, nel mio caso, è stato valorizzato dalla presenza di qualche spezia che gli ha conferito quel non so che di  esotico … insomma promossa a pieni voti; magari però la prossima volta mi faccio dare una mano nella fase pulitura!!!

Confettura di anguria con cannella e zenzero

Ingredienti (per 500 gr di prodotto):

  • 1 kg di polpa d’anguria (pari a 1,5 Kg circa)
  • 150 gr di zucchero semolato
  • buccia di 1 mela (biologica)
  • 1 limone (non trattato)
  • 1 cucchiaino raso di cannella in polvere
  • 1 cucchiaino raso di zenzero in polvere

IMG_20130720_151004Iniziate sterilizzando e facendo asciugare i vostri barattoli da conserva, poi pazientemente passate a pulire l’anguria, togliendo tutti i semini (ma preparatevi a scovarne qualcuno anche in cottura, perché di sicuro si nasconderanno all’inizio …). Mettete la polpa tagliata a dadini in una terrina capiente con lo zucchero, la scorza grattugiata e il succo del limone, coprite e lasciate macerare il tutto in frigo per 24 ore circa. E da qui in poi è tutta discesa!!! Il giorno dopo mettete la polpa in una pentola ampia e capiente, aggiungete la buccia della mela tagliata sottilmente (servirà da addensante), le spezie e cuocete il composto a fuoco vivace per circa 1 ora. Come al solito prestate attenzione, quindi girate spesso la confettura (facendo un assaggio ovviamente!) con un cucchiaio di legno e siate pronti a togliere la schiuma che si formerà, anche se devo ammettere che a me se ne è formata davvero poca.

Per verificarne la cottura fate l’ormai nota prova piattino nel freezer e, una volta ottenuta la consistenza desiderata, trasferite la confettura a caldo nei barattoli (io ne ho riempiti due da 250 l’uno) precedentemente sterilizzati e asciutti, lasciando circa 1 cm di spazio dal bordo. Pulite e chiudete i barattoli con vigore e capovolgeteli, lasciateli raffreddare e alla fine riponeteli in un luogo asciutto e al buio.

Aspettate almeno 2 settimane prima di consumare la vostraIMG_20130721_144057 confettura e poi sbizzarritevi come più vi piace nell’utilizzo!!!

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Confusione sotto il sole e una crostata di pesche speziate e mandorle.

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Spero non mi abbiate data per dispersa!!! In effetti ho lasciato trascorrere qualche giorno prima di mettermi a scrivere nuovamente. Il fatto è che ultimamente la mia mente ha un’andatura troppo veloce e non riesco a starle dietro. Quando è così, ormai ho capito, la lascio andare, immaginare, girare, tornare indietro e poi ripartire all’improvviso. Prima o poi si calmerà. Forse sono gli effetti di questi primi caldi estivi … chissà !!!

Tutto ciò per dirvi che, delle tante cose che avrei voluto scrivere in quest’ultimo post, non ve ne è nemmeno l’ombra, neppure un lieve accenno sono riuscita a mettere nero su bianco. A dire il vero è una situazione che mi innervosisce alquanto, anche perché dietro ogni ricetta che ho scritto, e fatto, fino ad oggi c’è sempre stata una storia o un’emozione di partenza. E tutt’ora è così; peccato che dietro a questo dolce non vi sia, come al solito, una linea retta e ben visibile, ma un groviglio, un labirinto, anzi no, una ragnatela, insomma qualcosa di totalmente complicato e di difficile decifrazione … e come diavolo si fa a tradurre una lingua che non si comprende?! Non si può, semplice!!!

Ma, nell’attesa che arrivi l’esatto codice, la “parolina magica”, non potevo esimermi dal condividere quest’ultimo piccolo esperimento dolciario. Qualche giorno fa, navigando un po’ a casaccio, avevo visto questa bellissima ricetta nel seguitissimo e noto blog Juls’ Kitchen ma, giustamente, non essendo stata concepita per i cosiddetti “non amanti dei lattici” ho dovuto apportare qualche modifica (alcune anche per difficoltà nel reperire le materie prime …). Come sempre la certezza del risultato era alquanto vacillante, ma per fortuna, ancora una volta i miei dubbi sono stati smentiti dal risultato. Beh, se avete voglia di una crostata con frutta fresca, non troppo pesante e con una leggera nota estiva … direi che questa ricetta fa al caso vostro. Oltre tutto, tranne il tempo necessario a fare la frolla (nel caso utilizzaste un robot da cucina non vi potrete lamentare nemmeno di quello!!!) con i consueti accorgimenti, si tratta di una preparazione estremamente semplice e veloce; insomma dovete assolutamente provarla. E se poi desideraste la versione classica vi basterà andare al link riportato sopra!!!

Crostata di pesche speziate e mandorle

IMG_20130703_154937Ingredienti:

  • Per la frolla:
  • 125 gr di farina 00
  • 125 gr di farina integrale
  • 100 gr zucchero bianco
  • 2 uova
  • 80 ml di olio di girasole (o altro olio di semi)
  • 40 ml (circa) di succo di mela
  • semi di 1 baccello di vaniglia
  • pizzico di bicarbonato
  • pizzico di cannella
  • pizzico di sale
  • Per il ripieno:
  • 6/7 pesche (non molto mature)
  • 50 gr (circa) di mandorle a lamelle
  • 4 cucchiai di zucchero di canna grezzo
  • 2 cucchiai di miele millefiori
  • scorza grattugiata di 1 limone (non trattato)
  • 1 cucchiaino raso di zenzero
  • q.b di foglie di menta fresca

Iniziate a fare la frolla con il classico procedimento. Miscelate le farine, il bicarbonato, il sale, la cannella, lo zucchero. Aggiungete l’olio, il succo di mela, i semi della vaniglia, le uova sbattute e impastate velocemente fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio (nel caso servisse aggiungete qualche cucchiaio di succo o acqua fredda). Fate la solita palla e, avvolta da pellicola, lasciatela riposare in frigo per 30 minuti. Nel frattempo pulite le pesche, sbucciatele e tagliatele in piccoli pezziIMG_20130703_134827-1 e mettetele in una padella; aggiungete la scorza del limone, lo zucchero di canna, il miele, lo zenzero e le foglie di menta (io ne ho messe 7, ma va molto a gusto …). Cuocete il tutto per una decina di minuti a fuoco basso avendo cura di mescolare spesso con un cucchiaio di legno e di togliere le foglie di menta una volta cotte. Trascorso il tempo di riposo tirate fuori la pasta dal frigo e, mentre la fate riposare a temperatura ambiente per poterla stendere meglio, ungete (o imburrate, a seconda dei casi)  e infarinate una teglia da 22 cm di diametro. Iniziate a stendere, delicatamente, 2/3 dell’impasto, aiutandovi con due fogli di carta forno leggermente infarinati, a uno spessore di 5 mm (circa), foderatevi la teglia facendo in modo che la pasta debordi un po’. Bucherellate il fondo con una forchetta, mettetevi metà delle mandorle, i pezzetti di pesca (cercando di lasciare nella padella il succo formatosi in cottura, e le restanti mandorle. A questo punto non vi resta che stendere la restante frolla, ricavare delle strisce e formare la classica gratella, ma volendo potete lasciar correre la vostra fantasia e coprirla come meglio credete. Dopo aver ripiegato i bordi in eccesso verso l’interno irrorate la crostata con il succo avanzato, che avrete fatto cuocere a fuoco vivace per alcuni minuti in modo da ottenere una sorta di sciroppo.

Ora non vi resta che cuocere il vostro dolce in forno statico a 180° per 30 minuti circa, fino a completa doratura. Una volta cotta basterà lasciarla raffreddare completamente e servirla … e mangiarla come più vi piace!!!

IMG_20130704_072408Buona colazione, merenda o dopo pasto a tutti … provate e fatemi sapere 🙂

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La regina delle confetture

IMG_20130522_071917Niente di più classico, dolce, buono e avvolgente che una classica confettura di fragole.

Fin dalla prima comparsa nei banchi del mercato di queste piccole perle rosse avevo una voglia matta di metterle in un pentolone e come una fattucchiera stare li davanti al fuoco a mescolare e mescolare, in attesa che accadesse la magia!!! E poi finalmente, aspettando il momento giusto (non solo per me ma anche per la ottimale maturazione delle fragole), si è presentata l’occasione. Una fortunata coincidenza tra acquisto, tempo libero e tanti barattoli pronti per l’uso.

Devo dire che in quanto a ricette sulla confettura di fragole ne esistono una quantità impressionante con tempi, procedure ed ingredienti differenti, ma tutte hanno alla base un principio fondamentale; la buona riuscita del prodotto è direttamente proporzionale all’ottima qualità della materia prima in questione. Cosa che condivido completamente! Per quanto riguarda la ricetta, come mio solito, ho cercato di mediare tra le tante varianti e creare una giusta misura il più possibile conforme alla mia cucina (in fin dei conti sono convinta che le ricette siano un po’ come i vestiti …. se pensi non siano adatti a te non vale la pena nemmeno provarli).

Quindi ecco a voi la mia versione, una giusta via di mezzo tra “mente e cuore” ovviamente!!!

Confettura di fragole e zenzero

Ingredienti (per circa 5 vasetti da 250 gr.):IMG_20130521_114214

  • 1,5 kg di fragole (locali o biologiche tanto meglio)
  • 200 gr di mele (biologiche in quanto servirà anche la buccia)
  • 1 limone non trattato
  • 250 gr di zucchero semolato
  • 250 gr di zucchero di canna
  • 1 cucchiaino abbondante di zenzero in polvere

Come prima cosa, e questo vale per ogni tipo di conserva, preparatevi i barattoli sterilizzati ed asciugati e mettete un piattino nel freezer … ci servirà più tardi. Iniziate a lavare le fragole sotto acqua fredda e lasciatele sgocciolare finché non risulteranno asciutte, poi eliminate le foglie e le parti ammaccate o poco mature; tagliatele a metà o in quattro se troppo grandi e mettetele in una boule capiente con le mele tagliate a dadini (la buccia è fondamentale in quanto grazie alla pectina presente aiuto a legare e addensare il tutto), la scorza grattugiata e il succo del limone e lo zucchero bianco. Mescolate bene e, coprendo con un canovaccio o pellicola, lasciatele macerare almeno per 2-3 ore in luogo fresco (anche la parte bassa del frigo va bene) e al riparo dalla luce. Passato il tempo di macerazione prendete una pentola dai bordi abbastanza alti e fondo spesso e versateci tutto dentro, iniziate la cottura a fuoco medio e dopo pochi minuti aggiungete lo zucchero scuro (non amando molto i sapori troppo dolci mi sono tenuta bassa con la dose di zucchero, ma se preferite potete anche arrivare ad una quantità totale di 700 gr) e lo zenzero. Per i primi 20 minuti di cottura dovrete stare attenti a schiumare la confettura e a girarla ogni tanto con un cucchiaio di legno. Dopo i primi venti minuti, con l’aiuto di un passa verdura, passate parte del composto (soprattutto le mele) o se preferite anche tutto, a me piace trovare qualche pezzo qua e la … e continuate la cottura per altri 30 minuti circa.

IMG_20130521_163158E ora è arrivato il momento del “fatidico piattino”; per capire se la consistenza è quella giusta basta infatti prendere il piattino dal freezer ed inclinandolo versarvi un cucchiaino del composto, se la confettura si ferma vuol dire che è pronta, al contrario se rimanesse sgocciolante … necessiterà ancora di qualche minuto di cottura!

Arrivati al punto di cottura ottimale (tenendo sempre presente che una volta fredda si addenserà molto) spegnete il fuoco e, con l’aiuto di un colino (e imbuto se lo avete) riempite i barattoli lasciando 1 cm dalIMG_20130521_172305 bordo; puliteli, chiudeteli bene e capovolgeteli per circa 15 minuti, avvolgeteli con stracci puliti e lasciateli raffreddare.

Come ultima precisazione ricordatevi di far riposare la confettura almeno 15 giorni prima di consumarla, conservandola in luogo buio e asciutto.

IMG_20130522_073257E poi via all’attacco …. su biscotti, pane, crostate e chi più ne ha più ne metta!!!!!

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…le “fragolarie” …

IMG_20130411_113538Forse il contagio capitolino di questi giorni è arrivato fino in terra toscana; sta di fatto che anch’io nel mio piccolo ho partecipato ad una dibattuta (ma molto meno angosciante e deludente) elezione … dell’acquisto del momento …. con il fruttivendolo del mercato!!!

Ho già detto che non mi dispiace affatto andare al mercato, anzi quando arriva il giovedì non perdo occasione per fare un giro e vedere se posso trovare qualcosa di interessante o che mi ispiri; anche perché questo mercatino è ricco di produttori diretti che offrono buoni prodotti locali a prezzi più che giusti. In ogni caso stavo proprio passeggiando per la via quando vedo al lato di un banco un tripudio di fragole, mi avvicino e …. parte l’attacco!!! Il commerciante inizia ad elencare le mille qualità delle sue fragole “e quanto le son bone”, e le assaggi, e per me sono il miglior frutto al mondo, ecc …! Avrei anche voluto controbattere; intanto dicendogli con non è proprio corretto definirle frutto e poi che andava anche bene assaggiarle ma “una sciacquatina” prima magari, e poi anche che in effetti erano proprio belle e non care (in certi casi il mio sangue ligure si fa proprio sentire!!!) ma erano davvero troppe. Insomma di argomenti con cui controbattere ne avevo fin troppi ma, intimorita dalla sua sicurezza (secondo me si era preparato già il discorsetto a casa con il suo braccio destro …) e dal furor di popolo di vecchine che lo sostenevano e appoggiavano … ho ceduto! E va bene nominiamo solennemente l’acquisto … e fragole siano!!! 

Torno a casa, ancora non troppo convinta se aver fatto un affare o una scemenza, e mi metto a pulire quel giusto “quintalino” di fragole appena prese pensando a come fare per smaltirle tutte senza buttarle; anche perché il vile, giusto mentre mi da il resto, lancia la spallata finale e dice: < e mi raccomando che le van finite entro du giorni ‘che le son nostraline! >. Ah! Pure!!! Non me lo poteva dire prima …. Quindi, morale della favola, non volendo ingozzarmi di fragole, né avendo troppo tempo a disposizione per farne una conserva, ho improvvisato questa torta che, devo ammettere, è riuscita proprio buona e super soffice (il mio terrore è far impasti tipo effetto … “uovo sodo”), perfetta per la colazione ma anche come merenda (con succo o tè freddo ora magari …).

Tortino di fragole e zenzero

IMG_20130419_072619Ingredienti:

  • 110 gr di farina 00
  • 220 gr di zucchero
  • 120 ml d’olio di girasole (o altro tipo)
  • 4 uova
  • 1 cucchiaino di lievito
  • una punta di bicarbonato
  • 10 fragole (circa)
  • scorza di un’arancia (non trattata)
  • vaniglia (vanillina o essenza)
  • q.b sale, zenzero in polvere

Iniziate a montare gli albumi a neve ben ferma. Per ottenere un risultato soddisfacente ho iniziato (con frusta elettrica … non sono così masochista!) a sbattere le uova (mai in una ciotola di plastica) e poi incorporato poco alla volta tre cucchiai di zucchero, preso dalla quantità indicata. Una volta montati gli albumi accendete il forno a 160°-170° e passate ai tuorli iniziando a lavorarli con lo zucchero rimasto, unite l’olio continuando a mescolare e poi aggiungete poco alla volta la farina assieme al lievito, vaniglia e bicarbonato (tutto già setacciato). Sempre cercando di non fare grumi aggiungete la scorza dell’arancia (stando attenti a non prelevare la parte bianca), il pizzico di sale e la quantità di zenzero in polvere che più vi aggrada (io ne ho messa un cucchiaino scarso). Non vi preoccupate se ora l’impasto sarà un po’ duro … rimediamo subito! Prendete le chiare montate e iniziate ad incorporarle all’impasto pochi cucchiai alla volta e con movimenti dal basso verso l’alto (per non smontare tutto). Appena vedete il tutto omogeneo sistemate il composto in una teglia (ne ho utilizzata una a cerniera da 24 cm di diametro) oliata (o imburrata per in non allergici) e infarinata, mettendo in superficie le fragole tagliate in quarti, o a metà se sono piccole, fino a coprirla tutta.

Cuoce per quasi un’ora (comunque armiamoci di stecchino)in forno statico e IMG_20130419_073523vuole il suo tempo per freddarsi, nel forno aperto molto meglio. La cosa più divertente e carina è scoprire poi che un po’ di fragole son rimaste in superficie, mentre altre si sono affogate nell’impasto. Per finire direi una spruzzata di zucchero a velo e qualche fragola per decorare …

Ottima!!! …comunque per il prossimo mercato mi attrezzo … magari faccio una consultazione a casa prima!!!